La scena d’amore viene tagliata perchè il blog non è vietato ai minori di diciotto anni. Il romanzo riprende così:

 

Era riuscita a peggiorare le cose, sembrava impossibile vista la situazione disperata in cui si trovava: sperduta in un mondo sconosciuto sull’orlo della guerra, eppure c’era riuscita.

Un momento di debolezza, una decisione affrettata e ora ne doveva pagare le conseguenze. Anna si voltò nel letto e guardò Saiel che dormiva al suo fianco.  Non rimpiangeva quello che era successo, o almeno non completamente, ma il suo rapporto con Saiel si era complicato, era cambiato e ogni cambiamento, la atterriva. Si trovava su uno strano mondo, in mezzo ad estranei, ogni cosa familiare le era preziosa e voleva tenersela stretta. Saiel era stato la prima persona che l’aveva accolta in quella dimensione, era una costante per lei, e ora, forse, aveva rovinato tutto.  Forse.

Anna non sapeva cosa sarebbe accaduto ora, probabilmente si stava preoccupando per nulla. Ma non poteva farne a meno.

Adesso mille domande si affollavano nella sua mente. Facendo attenzione a non svegliare Saiel uscì da sotto le coperte e si vestì. Aveva bisogno di stare da sola per un po’ a riflettere. Uscì piano dalla stanza e si incamminò per i corridoi del castello. Non aveva idea di dove stava andando, ma non importava, non aveva una meta precisa, voleva solo spazio per respirare.

All’improvviso qualcuno l’afferrò alle spalle e la colpì alla nuca. Anna sentì un forte dolore e poi il nulla poichè perse conoscenza.

Quando riprese i sensi, con un tremendo cerchio alla testa vide che era stata coricata su un divano rosso, in una stanza sconosciuta. Non si preoccupò poiché nel castello ci saranno state almeno trecento stanze che lei non conosceva, ma non ricordava come fosse arrivata lì. Aveva sentito un forte dolore alla nuca e poco prima, delle mani maschili sulle sue spalle. Cosa era successo?

Sentì un rumore dietro di lei e vide che seduto su una sedia vicino ad un camino acceso c’era un uomo con lunghi capelli neri e il viso di Keanu Reeves. Adesso era tutto chiaro: stava sognando.

  

tremeredq11Anna sorrise a Keanu Reeves – Ciao Keanu.- lo salutò. Finalmente un bel sogno, da quando era arrivata in quella strana dimensione le sue notti erano state piene di incubi, sognare il suo attore preferito era un cambiamento molto positivo.

Keanu la guardò confuso- Chi è Keanu?

-Come chi è, sei tu. Tra l’altro devo assolutamente dirti che sono una tua fan sfegatata in Matrix eri semplicemente perfetto.-

-Non capisco nulla di quello che stai dicendo. Io non mi chiamo Keanu, sono Leve il capo del clan dell’acqua.

Il sorriso di Anna si raggelò. Non era un sogno era uno dei suoi soliti incubi. Certo il fatto che il suo subconscio avesse dato al nemico giurato del clan del fuoco il volto di Keanu Reeves compensava un po’ la delusione, ma avrebbe preferito sognare u prato fiorito comunque. Sempre che si trattasse di un sogno. Nei sogni non si provava dolore mentre la testa sembrava volesse scoppiarle. La nausea l’assalì e dentro di lei montò la paura.

-Non sto sognando, vero?

Leve la fissò con i suoi occhi nerissimi e terribilmente freddi. –No. Ma non c’è bisogno di aver paura mia cara. Sei così impallidita….

-Credo invece che ce ne sia bisogno dal momento che credo tu mi abbia rapita e portata nel tuo castello, anche se non so come.- disse Anna guardandosi intorno.

-Sì sei nel mio castello, ma rapita è una parola così brutta. Diciamo che ti ho fatta prelevare da un mio uomo che si trovava sotto mentite spoglie al castello e ti ho fatta portare qui come mia ospite

-Certo. Come tua prigioniera intendi

-Certo che no. Come onorata ospite.  Ho sentito molto parlare di te ultimamente ed ero curioso di conoscerti. Una profezia ha annunciato la tua venuta dopotutto. Sei una persona importante, che forse avrà un ruolo chiave nel futuro di questo mondo. E dovresti essere libera di scegliere da che parte schierarti non credi. Appena arrivata sei stata presa dal clan del fuoco dove ti è stato detto solo quello che loro volevano tu sapessi. Credi che io faccia parte dei cattivi, ma non è così. Non vuoi sentire la mia versione dei fatti?

A dire il vero Anna non voleva, ma non era certo in una posizione di potere. Si trovava in casa del nemico, sola, e aveva paura. Prendere tempo per ora era l’unica risorsa a sua disposizione, perciò annuì.

-Bene, vedo che sei una persona ragionevole. Immagino ti abbiano detto che io sto organizzando un esercito contro di loro, senza alcun motivo, ma la verità è un’altra. L’esercito che sto radunando è l’ultima risorsa per salvare questo mondo.  I clan del fuoco e dell’aria infatti vogliono fermare l’arrivo dei salvatori.

-I salvatori?

-Probabilmente parlandoti di loro quelli del clan del fuoco li hanno chiamati le Bestie, ma non si tratta affatto di mostri. Sono potenti esseri provenienti da un’altra dimensione proprio come, che vogliono salvare questo mondo. Da secoli ormai i nostri dei ci hanno abbandonato e con loro i nostri poteri sono diminuiti, ma questi esseri superiori, hanno promesso di prendere il loro posto, diventare i nostri nuovi dei e ricreare l’armonia che una volta regnava sul nostro mondo. Niente più guerre, niente più conflitti ma un eterno paradiso in terra.

Anna vide la luce esaltata negli occhi di Leve  e cominciò ad avere ancora più paura, aveva davanti un esaltato che avrebbe fatto qualunque cosa per difendere le sue credenze. Pensava di essere nel giusto ed era infervorato e molto pericoloso. Contraddirlo non l’avrebbe aiutata a mantenerlo calmo, ma non poté frenarsi dal chiedere -Ma in passato i salvatori non portarono forse distruzione nel vostro mondo?

-Leggende, solo leggende e dicerie senza fondamento, non esistono prove che ciò che è stato scritto sia effettivamente accaduto.

-Anche la mia venuta era solo una leggenda.-disse Anna.

Leve la guardò torvo- Sembra proprio che il Clan del fuoco ti abbia profondamente convinta delle sue ragioni, un vero peccato in quanto non è mai saggio schierarsi dalla parte dei perdenti. Non vorrei dover deturpare la tua bellezza per convincerti a credere alle mie parere.- le disse Leve, una piega crudele all’angolo della bocca.

-Minacciarmi non mi incoraggia certo a crederti.

Una nuova luce si accese negli occhi di Leve -Ah, vedo che ti piace dire quello che pensi senza peli sulla lingua, sembri coraggiosa. Era da tempo che aspettavo l’occasione di poter usare i miei metodi di persuasione su una bella donna audace. Ormai, al castello, nessuna usa più contraddirmi.

-Immagino che essere in balia di un pazzo le abbia private del coraggio

.-Anna avrebbe voluto mordersi la lingua. Le sembrava di non controllare la sua stesa bocca. Perché lo stava facendo arrabbiare? Voleva forse morire? Doveva stare zitta, ma non ci riusciva. Gli stava dando una buonissima scusa per brutalizzarla, si stava comportando da stupida!

-Mi stai forse dando del pazzo?!- Leve battè i pugni sul tavolo che aveva di fronte con rabbia, facendolo tremare sotto la violenza del suo gesto, e si alzò di scatto. Anche Anna subito si alzò dal divano. Era spaventata ma non doveva mostrarlo. I due si fissarono negli occhi,  predatore contro preda.

Anna aveva parlato troppo, era stata avventata e ora ne avrebbe pagato il prezzo. Invece di cercare di usare l’astuzia, si era lasciata sopraffare dalla rabbia per la sua situazione di impotenza e per l’indignazione del suo rapimento e con le sue parole aveva provocato la rabbia incandescente di un pazzo. L’unica speranza che le rimaneva era cercare di sfuggirgli.  

La porta si trovava alle spalle di Leve, doveva per forza passargli accanto  per fuggire. Lo guardò  negli occhi decisa a non mostrare il suo terrore. Saiel le aveva insegnato che si poteva capire quando il nemico sarebbe partito all’attacco guardandolo negli occhi. Il suo nemico era un uomo, più forte e veloce di lei, doveva sfruttare ogni trucco per riuscire a sfuggirgli. 

Vide Leve rilassarsi leggermente per un secondo e si mise a correre più forte che poteva verso di lui. Gli andò addosso ed emanò vampate di fuoco dalle mani. Lui perse per un attimo l’equilibrio permettendole di raggiungere la porta, ma il fuoco non gli fece alcun effetto. L’acqua annullava il fuoco.

Leve si riprese subito e si mise a inseguirla. La caccia era cominciata.

Anna mise ogni sua forza nelle gambe correndo lungo il corridoio. Arrivata ala fine del corridoio dovette svoltare a destra e rallentare per non andare a sbattere, poi ricominciò a correre, senza voltarsi per non perdere altri preziosi secondi. Non aveva bisogno di voltarsi lui era talmente vicino che ne sentiva quasi il fiato sul collo.

Lui riuscì ad afferrarle la maglia. Anna, chiamò a raccolta quanto le aveva detto Saiel e invece di cercare di sfuggirgli ancora, si fermò di colpo, mandandolo a sbattere contro di lei.

Lui perse la presa e lei fu pronta a riprendere la fuga.

Ora Leve cominciava veramente a perdere la pazienza, quella ragazza si prendeva gioco di lui. 

Anna raggiunse una scalinata e fu costretta a cominciare a salirla, non aveva idea di dove stava andando ma non poteva fermarsi.

Saliva due scalini alla volta, ma non fu abbastanza perché lui riuscì ad afferrarle la caviglia, facendola cadere malamente. Ma la paura e l’adrenalina che le scorrevano nelle vene le impedirono di provare dolore. Non perse tempo a riflettere, e con la gamba libera gli sferrò un calcio in pieno viso.

Leve perse l’equilibrio e cadde anche lui sulle scale. –Questa me la paghi maledetta strega.- le urlò rabbioso.

Aggrappandosi al corrimano Anna si rimise in piedi e riprese a correre se solo avesse trovato una stanza dove potersi chiudere a chiave, forse…..

Come chiamata dai suoi desideri vide una porta, e pensò di poter riuscire a raggiungerla, entrare e chiudere fuori un sempre più arrabbiato e pericoloso capo clan.

Ma si sbagliava, perché Leve l’aveva ormai raggiunta e la placcò saltandole addosso e sbattendola a terra.

 -Mio cara ragazza.- le sussurrò minaccioso in un orecchio –Non avrai veramente creduto di potermi fuggire?

-Io sono ottimista per natura.- ribattè Anna. La sua risposta sarcastica ebbe solo il risultato di farlo arrabbiare di più. Leve le strinse il collo in una morsa togliendole il respiro per dieci lunghissimi secondi. Anna si sentì mancare.

Leve sentendola cedere mollò la presa permettendole di respirare e poi l’aiutò ad alzarsi tenendola saldamente per le braccia. Quando Anna riuscì a rimettere a fuoco i suoi occhi lo vide sorriderle.

Il suo freddo sorriso le fece venire i brividi -Credo proprio che mi toccherà punirti. Niente di troppo drastico, ma devi imparare che quando io comando tu devi ubbidire- le disse.

Anna decise che doveva tentare il tutto per tutto, perché ormai non aveva più nulla da perdere. 

-Inginocchiati ai miei piedi e chiedimi pietà, e forse, e dico forse, sarò più clemente nella scelta della tua punizione.- le disse Leve.

Anna era disgustata, non gli bastava averla sconfitta, voleva umiliarla. Ma se voleva un nuova possibilità di sfuggirgli doveva fingere di essersi arresa. 

Prese fiato e disse in quello che sperava fosse un tono sconfitto -Va bene, ma non farmi del male.

Leve la guardò negli occhi cercando di capire che si fosse realmente arresa, o se stesse cercando di ingannarlo. Ma nel suo sguardo vide solo paura  e ansia. Decise di crederle per il momento. Visto che aveva deciso di sottomettersi, sarebbe stato più magnanimo, l’avrebbe punita, ma non troppo duramente. Non avrebbe lasciato cicatrici sulla sua pelle bianchissima. Forse nella sua mente.

Le lasciò andare le braccia e Anna si inginocchiò davanti a lui. Approfittando del momento, Anna afferrò il tappeto sotto i piedi li Leve e lo tirò, facendolo cader per terra con uno schianto. Con le ultime forze rimastale, riuscì a correre dentro la stanza che aveva visto, e a chiudersi dentro con un catenaccio. Ora aveva qualche minuto di tempo per riordinare le idee.

Come aveva studiato e come aveva visto prima i suoi poteri si annullava a contatto con i poteri d’acqua, e purtroppo non sapeva usare la magia su altri elementi ed era quasi senza forze a causa della sua fuga.Cosa poteva fare?

 

bacio1Anna avrebbe voluto poter andare a chiudersi nelle sue stanza, ma non riusciva ancora ad orientarsi all’interno del labirinto di corridoi del castello, perciò si era fermata nel corridoio fuori dalla sala da ballo ‘Sono veramente patetica, dovrei salvare questo mondo e non riesco nemmeno a trovare la mia camera.’

Saiel, che l’aveva vista uscire, l’aveva seguita e la raggiunse. –Problemi?

Anna lo guardò ironica- I soliti. Gli uomini sono degli egoisti testardi che non ti ascoltano mai. Ti spiacerebbe accompagnarmi alla mia stanza?

Saiel annuì e iniziò a camminare, Anna lo seguì. Le sembrava di non fare altro, da quando era arrivata in questo mondo, che seguire Saiel. Arrivata alle sue stanza entrò e lo lasciò a fare la guardia in corridoio.

Anna era quanto mai confusa. Aveva imparato molte cose sul passato di questa dimensione, aveva iniziato a conoscere gli abitanti del castello eppure si sentiva ancora un pesce fuor d’acqua. E per di più infreddolita. Quando era tornata in camera non si era accorta che il fuoco del camino si era spento. Chiamò Saiel che entrò subito nelle sue stanze.

-Scusa se ti disturbo per una sciocchezza del genere ma sto morendo di freddo, il fuoco si è spento.

-Nessun disturbo, – disse accendendo il fuoco del camino col semplice tocco della mano- ma tu non dovresti sentire freddo, hai il fuoco nel tuo sangue, qui al castello usiamo il fuoco per far luce non per scaldarci, non ne abbiamo bisogno.

-Sarebbe stato utile se l’arcimago me l’avesse detto.

-Forse non ci ha pensato, di solito è un’azione automatica che impariamo nell’infanzia. Ci basta pensare al calore e ci riscaldiamo. Possiamo regolare a nostro piacimento la temperatura dei nostri corpi. 

-Allora posso farlo anche io, visto che ho il vostro stesso potere.

-Credo proprio di sì.

-E come?

Saiel le prese una mano e la posò sul suo petto all’altezza del cuore -Devi regolare il battito cardiaco e pensare al calore. Non troppo o ti brucerai, un calore diffuso che ti scaldi, lentamente mentre il cuore accelera leggermente i suoi battiti.

Anna sentiva sotto il suo palmo il cuore di Saiel battere. Thump Thump Thump il suo stesso cuore iniziò a battere più velocemente. Il calore che sentiva iniziò a crescere. Ma non grazie al potere, semplicemente perché era vicina Saiel. Fece l’errore di sollevare lo sguardo e i suoi occhi rimasero imprigionati negli occhi di lui. Doveva ammetterlo, almeno a se stessa, si sentiva attratta da Saiel. Le piaceva. Voleva passare del tempo con lui. Vederlo senza vestiti….Voleva vedere il suo volto sul cuscino di fianco al suo. Com’era possibile? Di solito era attratta da ragazzi simpatici e aperti, con cui poter parlare di tutto e ora era qui, incapace di staccare gli occhi dal volto della sua guardia personale, un uomo taciturno e chiuso. E la cosa più strana era che stare vicino a lui la rendeva nervosa come non le era mai successo con nessun altro.

-Senti il calore?- le chiese Saiel.

Anna annuì. Lo sentiva anche troppo.

-Saiel?

-Sì.

-Io ti piaccio?

Saiel si allontanò da lei così velocemente che Anna perse quasi l’equilibrio.

-Bè direi che questo risponde alla mia domanda.- commentò sarcastica. Eppure le era sembrato che lui la guardasse con uno sguardo molto caldo.

Saiel la fissava ad occhi sgranati, sembrava rimasto senza parole. Non che questo fosse una novità per lui.

-No…..io…tu…Perché me lo chiedi?

Anna si riavvicinò a lui e Saiel indietreggiò fino a ritrovarsi intrappolato contro la parete.

-Perché quando siamo vicini, quando tu mi sfiori, sento qualcosa. Calore, chimica, passione, chiamala come vuoi. La realtà è che sono attratta da te.  E volevo sapere se tu provavi la stessa cosa.

-Io….?

-Ti ho messo in imbarazzo?

-No, sì. Io sono la tua guardia del corpo. Devo starti acanto per poteri proteggere è normale che tu, spaesata dal fatto di trovarti in u nuovo mondo, ti senta bisognosa di creare nuovi legami, e passando molto tempo con me…e sono la prima persona che tu hai conosciuto qui….

-Saiel, non  mi importa capire perché mi senta attratta da te. Lo sono e basta. Voglio sapere solo se tu provi attrazione per me.

-Non posso.

-Perché devi farla così difficile. Non mi interessa se puoi o no.  Devi solo dirmi sì sono attratto da te  o no non lo sono.

-E se lo fossi? Metà degli uomini del castello è attratta da te, cosa cambia se c’è n’è uno in più

-Ma io non sono attratta da loro

-Nemmeno da Altair?

-Attratta fisicamente sì, ma contro la mia volontà. Mentre nei tuoi riguardi non ho questo conflitto, mi fido di te. Non dovrei perché non ti conosco, ma le cose stanno così.  E’ terribilmente stupido da parte mia, lo so.

-Cosa vuoi che ti dica? Cosa vuoi da me?

-Voglio solo che tu mi dica la verità.

-Mi piaci. Sei una bella donna e io sono un uomo come puoi non piacermi? Ma questo non cambia nulla. Sono la guardia che deve proteggerti, non che deve portarti a letto.

-Quindi una cosa esclude l’altra?

-Sì.

-Perché?

-Perché fare altrimenti sarebbe pericoloso per te.  Una mia distrazione potrebbe voler dire la tua morte.

-Qualunque cosa qui potrebbe portare alla mia morte! Potrei incenerirmi io stessa con potere del fuoco durante una lezione! Credimi, potrebbe avvero succedere tanto sono negata nella magia. Ma questo non centra niente!  Voglio qualcosa di più da questa mia nuova vita! Qualcuno a cui appoggiarmi, qualcuno con cui parlare che mi consoli quando sono triste che mi stia accanto….

-Vuoi un appoggio, e vuoi che sia io. Perchè? Perchè sono comodo per te? A portata di mano?

-No, perchè quando mi sfiori….quando mi sfiori mi sento viva di nuovo, come non mi sono più sentita da quando sono finita qui. In parte è attrazione fisica, anche quando Altari mi bacia è piacevole,  ma non è la stessa cosa. Con te mi sento… a casa. Mi stabilizzi. Come faccio a spiegarti qualcosa che non riesco a spiegare nemmeno a me stessa.

Saiel si mise le mani nei capelli -Ti rendi conto di quanto si complicherebbero le cose se io e te…insomma se diventassimo una coppia?

-No! Non lo so! Ma lo voglio lo stesso. E tu?

Saiel si passò una mano sul volto- Ah, che gli Dei mi perdonino ma lo voglio anch’io.

-Davvero?

-Davvero.

Anna lo abbracciò e lo tenne stretto con tutta la sua forza.

-Sei così bella- le sussurrò Saiel direttamente contro l’orecchio.

-Davvero?- Anna riusciva a malapena a parlare. Il suo cuore batteva all’impazzata e sembrava voler parlare al posto della sua voce.

Saiel le rispose parlando lentamente, come per assicurarsi che comprendesse a pieno cosa le stava dicendo, e ogni parola che pronunciava era seguita da un sensuale soffio contro il suo orecchio. –Sì, davvero. Sei testarda, esuberante, troppo sincera per il tuo stesso bene e a volte troppo invadente, ma sei anche talmente  bella da far male. E vuoi me, tra tutti gli uomini del castello, vuoi me.

-Voglio te.

-E io voglio te, ho bisogno di te anche se non lo sapevo.- disse Saiel, le sue labbra contro la  guancia di Anna. E lei sentì il dolore nella sua voce, il disperato bisogno e il suo petto si strinse. Nessuno aveva mai avuto veramente bisogno di lei, men che meno qualcuno il cui scopo nella vita era essere forte  e proteggere gli altri, e le piaceva la sensazione di potere che le dava, la forza. Lui le stava chiedendo aiuto e lei voleva darglielo. Voleva fare in modo che fosse felice, e voleva che lui facesse lo stesso per lei. Non lo voleva soltanto, ne aveva bisogno.

-Anche io ho bisogno di te.- il mondo che conosceva era scomparso e quello in cui era stata catapultata stava per cadere nel caos, ma Saiel non sarebbe crollato, avrebbe tenuto duro. Anche per lei. E lei avrebbe tenuto duro per lui.

Saiel la baciò e Anna ricambiò il suo bacio. Si nutrirono l’uno delle labbra dell’altro con un’urgenza nata dal bisogno e dalla disperazione. Anna non poteva toccare abbastanza di lui per poter seppellire il suo dolore sotto sensazioni di piacere, ma poteva provarci. Nascose il viso nel suo collo e aspirò il suo odore. Profumava di muschio,  e di cenere e il suo odore la elettrizzava e al tempo stesso le dava un senso di sicurezza. Le sue mani trovarono il suo petto, mentre quelle di lui affondavano nei suoi capelli. Saiel spostò indietro il capo di Anna e iniziò a baciarle il collo. Sembrava volesse divorarla completamente, i suoi movimenti erano frenetici, quasi convulsi e Anna sapeva il perché. Se avessero esitato, anche solo per un attimo o avessero rallentato, avrebbero dovuto pensare a quello che stavano facendo e nessuno dei due voleva farlo. Volevano sentire, perdersi in qualcosa di abbastanza coinvolgente e potente da cancellare per un poco di tempo la realtà, e il dolore e le paure che portava con sé.

 

donna6La sala da ballo del castello in occasione dello spettacolo organizzato per gli ospiti del clan dell’aria era stata decorata con migliaia di fiori bianchi. Alti candelieri posti vicino alle pareti l’illuminavano di una luce dorata. Ogni mobile era stato spostato per liberare la parete nord, dove era situata una lunga scalinata, l’ingresso principale alla sala, e il centro della stanza, dove avrebbe avuto luogo lo spettacolo, mentre delle sedie erano state poste vicino alle pareti sud e ovest. Vicino alla parete est invece era posizionata l’orchestra.

Un folto pubblico era già seduto in attesa che l’esibizione iniziasse. La curiosità era molta  e tutti bisbigliavano fra loro eccitati.

Quando le luci si abbassarono, grazie ad una piccola magia di Wes, tutti fecero silenzio.

L’orchestra iniziò a suonare una dolce melodia e Ailinn apparve in cima alle scale.

Iniziò a scendere piano la scalinata, mentre la sua voce lieve volava sulla note, invitante e seducente.

 

Che questa mia canzone arrivi fino a te
ti porterà dove e nessuno l’ascolterà
la canterò con poca voce, sussurrandotela
e arriverà prima che tu ti addormenterai.

E se mi sognerai
dal cielo cadrò
E se domanderai
Da qui risponderò
E se tristezza e vuoto avrai
Da qui le cancellerò

Sognami se nevica
Sognami, sono nuvola
Sono vento e nostalgia
Sono dove vai…..

E se mi sognerai
Quel viso riavrò…
mai più quel piangere per me
sorridi e riavrò

 

Ailinn  guardò negli occhi Ren mentre cantava di nuovo il ritornello della sua canzone d’amore per lui:

 


Sognami se nevica
Sognami, sono nuvola
Sono il tempo che consola
Sono dove vai…..
 

Sognami mancato amore
La mia casa è insieme a te
Sono l’ombra che farai
Sognami da li.

Il mio cuore è li. 

 

Quando la sua voce si spense, il silenzio calò nella sala e poi dopo un breve attimo risuonarono gli applausi,. Ailinn, che era rimasta tesa durante l’esibizione riuscì finalmente a rilassare le spalle e a sorridere di soddisfazione: era piaciuta.

Altair la raggiunse ai piedi delle scale. Era il momento del loro duetto.

Altair cominciò a cantare in una profonda voce tenorile

 

Vivo per lei da quando sai
La prima volta l’ho incontrata,
Non mi ricordo come ma
Mi entrata dentro e c restata.
Vivo per lei perché mi fa
Vibrare forte l’anima,
Vivo per lei e non un peso

 

La quieta voce di soprano di Ailinn s’innalzò limpida intessendo un armonico controcanto con la voce di Altair

 

Vivo per lei anch’io lo sai
E tu non esserne geloso,
Lei di tutti quelli che
Hanno un bisogno sempre acceso,
Come uno stereo in camera,
Di chi da solo e adesso sa,
Che anche per lui, per questo
Io vivo per lei.
è una musa che ci invita
A sfiorarla con le dita,
Attraverso un pianoforte
La morte lontana,
Io vivo per lei.
Vivo per lei che spesso sa
Essere dolce e sensuale,
A volte picchia in testa una
un pugno che non fa mai male.
Vivo per lei lo so mi fa
Girare di città in città,
Soffrire un po’ ma almeno io vivo.

è un dolore quando parte.
Con piacere estremo cresce.
Vivo per lei nel vortice.
Attraverso la mia voce
Si espande e amore produce.

Vivo per lei nient’altro ho
E quanti altri incontrerò
Che come me hanno scritto in viso:
Io vivo per lei.

Io vivo per lei
Sopra un palco o contro ad un muro…
Vivo per lei al limite.
anche in un domani duro.
Vivo per lei al margine.
Ogni giorno
Una conquista,
La protagonista
Sarà sempre lei.
Vivo per lei perché oramai
Io non ho altra via d’uscita,
Perché la musica lo sai
Davvero non l’ho mai tradita.
Vivo per lei perché mi da
Pause e note in libertà
Ci fosse un’altra vita la vivo,
La vivo per lei.
Vivo per lei la musica.
Io vivo per lei.
Vivo per lei unica.
Io vivo per lei.
Io vivo per lei.
Io vivo
Per lei.

 

Appena l’ultima nota morì, Altair si allontanò dal centro della stanza dalla scalinata entrarono nella sala Anna, insieme a tutte le donne che aveva reclutato  per lo spettacolo. Una musica movimentata iniziò a riecheggiare ad alto volume, i violini battevano il ritmo mentre le donne iniziavano a cantare in coro  e ballare 

 

E’ quasi mezzanotte

Non c’è qualcuno che là fuori

Che senta la mia preghiera
Voglio un uomo

qualcuno che che mi aiuti a scacciare le ombre

datemi un uomo

che mi aiuti a passare la notte fino al mattino

 

Ed ecco che la loro richiesta viene accolta gli uomini appaiono in cima alla scalinata e usando delle corde attaccate alla balaustra si calano nella sala e catturano le donne che ballando fingevano di fuggire.

Ora a ballare sono coppie di uomini e donne che si incrociano in complicate figure mentre volteggiano per la sala.

La voce di Anna si alza e intona una nuova melodia, l’orchestra la segue e il ritmo sale ancora


Stanotte per la prima volta nella storia

Piovono uomini
Piovono uomini,

Di ogni specie
Alti, biondi, scuri e duri

Forti e sicuri, magri e bassi

Viva madre natura
Anche lei è una donna

perciò ha fatto quello che doveva

Ha modificato il cielo in modo che piovessero uomini

e ogni donna potesse trovare l’uomo perfetto
Piovono uomini Evviva

Piovono uomini
 

Le coppie di ballerini si separano e si sparpagliarono tra il pubblico per invitarlo a partecipare alla danza. Altair andò verso Raina, Ailinn invitò Ren a ballare con lei e Anna si avvicinò a Saiel. Lui la guardò stupito per un attimo ma poi afferrò la mano che lei gli tendeva e la seguì al centro della sala. La musica cambiò di nuovo, mentre le nuove coppie che si erano formate cominciarono a volteggiare. Presto tutta la sala sta ballando, nessuno escluso.

Mentre stavolta fu  Wes, che stava ballando con Melissa, ad iniziare a cantare con una voce sorprendentemente ricca e potente.


Se il mondo intorno a te sembrerà crollare

Mi troverai al tuo fianco
Prendi fiato, fai un passo e vienimi incontro

Siamo tutti uguali

Nessuno è perfetto

Ma tutti possiamo provare

Se sentirai che il mondo ti crolla addosso

Io sarò al tuo fianco
Sarai perduto finché non sarai trovato

Tutti cadiamo

Ma io sarò al tuo fianco
Amerai finché non odierai

Sarai forte finché non ti spezzerai

Tutti cadiamo

Ma io sarò al tuo fianco

 

Alla voce di Wes si unirono quelle di tutti coloro che avevano partecipato all’esibizione.

 

Tutti cadiamo, tutti cadiamo

Quando sentirai il mondo crollarti addosso

Mi troverai al tuo fianco

Tutti cadiamo

 

Piano piano la musica scemò e i ballerini si fermarono. Anna e i suoi collaboratori si riunirono al centro della sala e si inchinarono al loro pubblico che eruppe in un roboante applauso. Anna sorrise felice -La nostra esibizione è terminata ma l’orchestra continuerà a suonare fino a notte fonda, perciò le danze continueranno. Divertitevi e ballate. Per l’occasione ho insegnato a chi mi ha aiutato per lo spettacolo alcuni balli del mio mondo. E ora loro l’insegneranno a voi, spero vi piaceranno, come vi è piaciuto quello che vi abbiamo mostrato prima. 

La musica ricominciò a suonare e tutti si affrettarono a trovare nuovi pater per poter danzare. Altair si avvicinò ad Anna e la invitò a ballare.

Ianna accettò e i due iniziarono a ballare un valzer, il ballo, tra quelli che Anna aveva insegnato nel pomeriggio, che aveva riscosso maggior successo.

-Anna ho pensato molto a quello che mi hai detto oggi…

-Oh, oggi ero, sconvolta credo, la notizia della guerra mi aveva colpito profondamente e ho sfogato su di te la mia frustrazione non avrei dovuto

-E invece io sono felice tu l’abbia fatto, ciò che hai detto era vero. Io devo cambiare per il mio stesso bene e per quello del mio clan. Sai credo saresti un degno consigliere

-Non credo proprio

-E invece sì, sei saggia, intelligente coraggiosa….. bella.- Alzò una mano a sfiorarle il volto e posò un lieve bacio sulle sue labbra. Anna si allontanò da lui

-No, Altair, ti prego.

-Perché? Perchè non mi vuoi?

-Perchè no?  Tra noi non funzionerebbe.

-Come puoi saperlo?

-Siamo troppo diversi. Tu mi metti soggezione. Io sarei la tua ombra, nulla più, perderei consistenza al tuo fianco. Non capisci?

-No non capisco. Non puoi saperlo.

-Il fatto stesso che tu non accetti il mio no, ne è la prova.

Anna quindi lasciò in fretta la sala. Altair, fermo immobile in mezzo ai ballerini che si muovevano intorno a lui, la guardò andarsene impotente.

 

2dt2kb5Anna uscì dallo studiolo di Acaon confusa, triste, ma anche molto decisa.  –Lo spettacolo di stasera dovrà essere sublime. Non pranzeremo, non faremo pause, ma lavoreremo come pazzi e stasera li lasceremo a bocca aperta. Lo giuro. Potrebbe essere l’ultima sera in cui potremo permetterci di essere spensierati, la sfrutteremo al massimo e Ailinn dovrà risplendere.

Saiel la guardò muto. Anna lo guardò a sua volta e sollevò un sopracciglio come a sfidarlo a parlare.-Vuoi per caso dirmi qualcosa? Commentare la mia vacuità? L’inutilità di preoccuparsi tanto per uno spettacolo mentre una guerra sta per iniziare?

Saiel scosse la testa.

-Bene.- concluse Anna. Fece per avviarsi lungo un corridoio, ma poi si rese conto di non sapere ce direzione prendere per raggiungere i musicisti del castello. Si disse per la centesima volta che doveva assolutamente procurarsi una mappa del castello e poi si girò verso Saiel.

-Potresti portarmi dai musicisti?

Saiel si avviò verso il corridoio e Anna lo seguì.

 

***

I musicisti furono felicissimi di vederla ma si resero ben presto conto che li aspettava un duro lavoro. Anna li fissò dritto negli occhi uno per uno come un generale che passa in rassegna le sue truppe. –Dovremo darci da fare non abbiamo tempo da perdere. Tu Livis andrai subito nella sala udienze manderai qui da me Wes Altair e Ailinn. Poi andrai cercare tutti gli abitanti del castello abili nel ballare e nel cantare e intendi tutti. Sia nobili che non, più sono meglio è capito?

Livis, il giovane musico specializzato in uno strumento simile al flauto traverso annuì quasi spaventato dalla determinazione di Anna.

-Bè, cosa aspetti allora? – lo esortò lei e lui corse via svelto. Anna si voltò quindi verso gli altri musicisti. – Bene, mentre lui raduna i rinforzi iniziamo a pensare a cosa faremo stasera. Immagino non siate ancora pronti per mettere in scena il fantasma dell’opera, perciò faremo qualcosa di leggermente più semplice. Ailinn canterà una ballata, e un’altra la canterà Altair, questo mostrerà come la famiglia di Acaon abbia accettato senza remore il cambiamento di stato sociale di Saiel e Ailinn. Poi faremo altre tre canzoni corali credo, qualcosa che permetta di ballare e per questo creeremo delle coreografie adatte. Cosa ne dite? Qualcosa che coinvolga il pubblico, i muri dovranno tremare e tutti dovranno rimanere a bocca aperta .-

Wes, Ailinn e Altair  arrivarono poco dopo. Ailinn era raggiante. –Acaon ha annunciato a tutti nella sala delle udienze di aver dato un titolo nobiliare a Saiel.  Nessuno ha commentato, tutti conoscono la sua dedizione e la notizia è stata accolta di buon grado. Ren e io abbiamo parlato un po’ ed è così gentile e carino e pensa, mi ha chiesto se avrei ballato con lui stasera

Altair guardò sarcastico Anna- Chissà perché ho idea che ci sia tu dietro questa repentina decisione di mio padre.

Anna lo guardò fredda –Ti sbagli, è una sua idea, come ben sai di questi tempi avere alleanze solide è di prima importanza. Acaon non ha figlie in età da marito, ma una nipote sì.

Altair scosse la testa -Come dici tu, farò finta di crederti. Saiel e Ailinn sono nostri parenti ed è giusto che i loro diritti vengano finalmente riconosciuti.

-Già, ma tu non hai fatto niente perché ciò avvenisse, o sbaglio?

-Non spetta a me decidere queste cose, ma al capoclan

-Ma tu sei suo figlio,sicuramente la tua parola ha peso presso di lui

-Oh, ti sbagli, mio padre e tutti i nobili sanno benissimo quanto io sia disinteressato riguardo la politica del nostro clan., e non vengo mai interpellato.

-E a te sta bene tutto questo?

-Perché no? Sono libero di fare ciò che voglio senza essere disturbato da fastidiosi doveri.

-E quando tuo padre non ci sarà più, come potrai prendere il suo posto se non saprai nulla riguardo i doveri di un capoclan?

-Quando verrà quel momento ci penserò, ma per ora non ho intenzione di farlo. Non ho chiesto io di essere il figlio del capoclan, ho diritto ad avere una mia vita, indipendente dalla politica.

-Come io non ho chiesto di finire in questa dimensione, ma non posso farci niente e lo stesso vale per te. Dovresti cercare di trarre il meglio dalla tua situazione, non solo per te stesso ma anche per gli altri. Nascondere la testa sotto la sabbia non serve a nulla.

Nella stanza calò un completo silenzio. Nessuno osava guardare Anna negli occhi, men che meno Altair, che chinò la testa.

-Scusa. Sto qui a lamentarmi della mia vita, quando tu hai perso tutto quello che avevi. Perdonami. Penserai io sia un insensibile egoista. Eccolo lì, coperto di privilegi e amato e osa lamentarsi. E hai ragione a pensarlo. Ma avevo tanti sogni, tante speranze che poi si sono infrante. Non sono sempre stato così disinteressato alla politica e hai doveri di mio padre. Anni fa lo seguivo ovunque e cercavo di imparare tutto ciò che potevo da lui. Avevo tanti progetti riguardanti il clan. Sognavo di poter riunire I clan di portare pace e psorsperità alla nostra gente. Ma tutto questo si è infranto contro la dura realtà. Pù conoscevo la politica più ne rimanevo disgustato. Intrighi e menzogne uscivano dalla bocca di tutti I capi clan, nessuno escluso, giochi di potere , senza pensare al bene del popolo. Ne rimasi talmente disgustato che decisi di non entrarne a farne parte

-Questo non ti esonera dai tuoi doveri. Che tu lo voglia o no un giorno sarai il capo di questo clan e hai delle responsabilità nei loro confronti. I sogni e la realtà raramente coincidono, ma noi viviamo nel mondo reale è ora che abbandoni I tuoi le tue vecchie illusioni e impari ad avere a che fare col mondo reale. Acaon sembra un buon capo, dovresti imparare il più possibile da lui. A che serve avere tanti progetti se nessuno è attuabile? Se per mantenere la pace, cosa più importante per il benessere della gente,

bisogna abbassarsi a mentire ed ingannare e accettare compromessi dovrai farlo e basta. Il fine giustifica I mezzi.

-Vorrei fosse così facile.

-Lo è. A tutti tocca fare ciò che dobbiamo. Nessuno escluso. Scendi dal piedistallo che ti sei costruito e torna fra noi comuni mortali. E ora cambiano discorso per favore. Abbiamo uno spettacolo da preparare e pochissimo tempo a disposizione per farlo, perciò rimbocchiamoci le maniche.

 

Altair sembrò voler parlare ma poi ci ripensò e rimase zitto. Si limitò ad annuire e Anna gli fu grata per questo.

 

***

 

Anna passò tutta la giornata con i musicisti e gli abitanti del castello disposti a partecipare all’esibizione. Basandosi su quanto ricordava da diversi musical e video creò delle coreografie semplici ma ad effetto e tutti si misero d’impegno per impararle. Altair e Ailin provarono le canzoni che Anna aveva scelto per loro. Tutto sembrava pronto per quella sera eppure Anna era nervosa, in ansia e soprattutto terribilmente spaventata. Cosa le era venuto in mente? Mettersi ad organizzare uno spettacolo senza nessuna esperienza che la potesse guidare e in un momento del genere per di più. Si trovavano sull’orlo di una guerra. Solo pensarci la faceva tremare. L’orrore di ciò che l’attendeva l’atterriva. Stava per rimanere coinvolta in un conflitto che avrebbe coinvolto, magia e mostri quasi invincibili, nonché soldati pronti a morire e ad uccidere. Cosa sarebbe successo? Quante persone sarebbero morte? Le belve si sarebbero risvegliate? Lei stessa sarebbe morta nel tentativo di fermarle? La paura l’immobilizzava. L’unico modo per riuscire a comportarsi normalmente era tenersi occupata e cercare di non pensare al domani.

Lo spettacolo in questo l’aiutava. Per quella notte nessuno sarebbe stato spaventato o triste, avrebbe cercato di rallegrare tutti, avrebbe dato loro una serata da ricordare a lungo. Forse non sarebbe riuscita a salvare le loro vite, ma almeno questo dono poteva farlo.

Quando finì di vestirsi uscì dalla sua camera e vide Saiel esaminare con occhio critico il suo abito. Le labra della guardia erano strette, chiaro segno di disapprovazione.

-Non è un po’ succinto.- le disse. Anna, che indossava solo una semplice fascia a coprirle il seno e una lunga donna scampanata sotto cui indossava dei calzoni attillati al ginocchio,

gli sorrise – Sì, e lo indosseranno tutte le ballerine stasera. Il suo essere succinto assicurerà l’attenzione del pubblico.

Saiel scosse la testa con rassegnazione ma le sue labbra si incurvarono lievemente all’insù –Certamente questi costumi alzeranno il morale dei miei uomini. Non ho ancora detto loro che la guerra è alle porte, e non oso immaginare come farò a comunicarglielo. Sanno che c’era la possibilità di uno scontro e forse del ritorno delle belve…ma non di due eserciti pronti a marciare contro di noi. Purtroppo credo che stasera non sarò dell’umore adatto per godermi il tuo spettacolo come invece meriterebbe.

Anna gli posò una mano sul braccio e lo strinse- Anche io non sono dell’umore adatto per esibirmi, ma ho un piccolo segreto.

-Quale?

-So quando mentire e quando dire la verità.

-Agli altri?

-No, a me stessa. La verità è che la sera quando vado a letto so di vivere in un mondo sconosciuto e pieno di pericoli,  dove fra poco scoppierà una guerra sanguinosa. Ma poi mi racconto la bugia che quando mi sveglierò, il nuovo giorno potrebbe cambiare tutta la mia vita,  tornerò nel mio mondo, troverò l’amore, il male sparirà e vivrò per sempre felice e contenta.

-Ma poi la sera devi riaffrontare la verità.

-Però nel frattempo sono riuscita a portare a termine qualcosa che ha dell’incredibile, ho superato un altro giorno.

 

 

 

Il giorno dopo Anna venne svegliata da una Roscel in fibrillazione.

-Sorgete e splendete mia cara. Oggi ci sarà molto da fare.

-Cosa succede?

-Sono arrivati degli ospiti al castello, provenienti dal clan del vento. Probabilmente vogliono vedere se il campione di cui parlava la profezia è veramente giunto.

-Parli di me?

-Certo che parlo di voi, di chi altri? Acaon vuole vedervi non appena sarete pronto, perciò ora alzatevi. Mentre andrete in bagno, vi preparerò gli abiti che indosserete. Ci vuole qualcosa di sontuoso per oggi.

Anna scoprì ben presto che per sontuoso Roscel intendeva attillato e succinto, infatti la veste che le fece indossare era molto stretta e aveva una scollatura molto bassa.

-Questo abito non mi sembra molto adatto..

-E’ adattissimo invece, credetemi, l’ideale per distrarli dal chiedere troppe domande. Non vorrete mica subire un interrogatorio, no?

-No, ma..

-E allora datemi retta.

Delle voci concitate provenienti dal corridoio interruppero ulteriori discussioni.

-Va tutto bene Saiel?-chiese Anna preoccupata

-Sì, si tratta solo di mia sorella.- Le rispose lui aprendo la porta e lasciando entrare Ailinn della stanza.

-Non ci sarebbero stati problemi se mi avessi fatto entrare subito. Uff -ribattè Ailinn. Poi si voltò verso Anna e corse a prenderle le mani- Hai saputo le ultime notizie?

-Sì, ci sono ospiti al castello. Come mai sei così eccitata?

-Perché non sono ospiti qualunque. C’è Ren tra loro!

Anna guardò Roscel in ceca di aiuto, ma lei si limita ad alzare gli occhi al cielo.

-Ailinn ha un debole per Ren da anni ormai.

Ailinn si buttò sul letto di Anna e abbracciò il cuscino. E’ così bello, come potrei non amarlo? I suoi capelli sono gialli, come il grano maturo e i suoi occhi azzurri come l’acqua più limpida.

-Spero in lui ci sia qualcosa di più che un bell’aspetto.- commentò Anna.

-E’ anche gentile e premuroso. Nonostante io sia una cameriera mi ha sempre trattato con cortesia ogni volta che è venuto qui al castello

-Cioè due volte negli ultimi cinque anni- borbottò Roscel.

-Lo hai visto solo due volte prima di oggi? Mi sembra uh po’ poco per innamorarsi.- disse Anna.

-E’ stato amore a prima vista.

-Per te o anche per lui?

-Per me, ma forse un giorno anche lui si accorgerà di me.

Roscel scosse la testa -Lui è il figlio del capoclan dell’aria, non potrà mai sposare una cameriera.

-Ma  mio padre era il fratello di Acaon e se Saiel otterrà un titolo anche io sarò nobile e allora tutto sarà possibile.

-Senza dubbio hai pensato a tutto, -disse Anna -Ma direi che prima di organizzare il matrimonio sarà il caso che almeno tu e lo sposo vi conosciate, non credi?

-Lo so, lo so, ma non è così semplice.

-Oh lo è invece, tu verrai con me ad incontrare i nostri ospiti. Svelta Roscel, prendi tra i miei abiti più lussuosi una veste che possa andare bene ad Ailinn, quando avremo finito di agghindarla Ren non potrà fare a meno di notarla.- Sia Roscel che Ailinn la guardarono ad occhi sgranati. Ailinn scossa la testa incredula -Ma non posso…cosa dirà Acaon?

-Acaon è tuo zio, no? Anche se non ha riconosciuto ufficialmente te e Saiel, non ufficialmente tutti sanno chi siete e non oserà dire nulla davanti agli ospiti. E’ ora che tu prenda il posto che ti spetta di diritto. Ormai Saiel serve da anni nella guardia con valore, tu e Saiel dovreste già avere un titolo nobiliare. Credo lo farò presente ad Acaon, in privato naturalmente. Ma per questo c’è tempo, intanto bisogna che tu catturi l’attenzione del tuo amato.

-Anna, sei sicura.? Non voglio tu finisca nei guai.

-Non preoccuparti, non ho nulla da perdere, Acaon non oserà prendere provvedimenti contro di me, mi vuole dalla sua parte per potermi usare in futuro. E poi non faremo nulla di grave. Per adesso mi accompagnerai e stasera….

-Stasera cosa?

-Bè stasera immagino che Acaon organizzerà qualcosa per intrattenere gli ospiti, o sbaglio?

-Non sbagli, di solito quando arriva una delegazione di un altro regno organizza un sontuoso banchetto e poi degli intrattenimenti.

-Bene, credo che darò una mano ai musicisti e ai cantanti per organizzare un bello spettacolo e credo proprio che tu dovrai esibirti. Sai cantare?

-Sì, ma io non mi sono mai esibita davanti ad un pubblico prima d’ora.

-C’è una prima volta per tutti. Vuoi conquistare il tuo uomo?

-Sì, ma…

-Bene allora devi darmi ascolto. Stasera nessuno potrà toglierti gli occhi di dosso. Dovrò parlare anche con le sarte, non abbiamo molto tempo per preparare tutto in modo perfetto, ma ci vorranno dei costumi e dei ballerini….

-Oddio, mi gira la testa ma al tempo stesso mi sento come la protagonista della storia che raccontasti il giorno dopo il tuo arrivo, come si chiamava? Ah sì, Cenerentola.- esclamò Ailinn.

-Già e io sono la fata madrina! Era da tanto che non mi divertivo così tanto.- commentò Anna. Roscel si limitò ad alzare gli occhi al cielo. -Bene ragazze abbiamo già perso anche troppo tempo, ecco, questo abito mi sembra adatto, presto Ailinn indossalo, Acaon sta aspettando Anna.

 

***

Quando Ailinn fu pronta, lei e Anna, scortate da Saiel, si diressero verso la sala delle udienze. Saiel non aveva preso molto bene la notizia che la sorella avrebbe partecipato a quell’incontro ufficiale.

-Non dovresti fingerti ciò che non sei.- disse alla sorella.

Anna lo fulminò con lo sguardo -Nessuno fingerà. Lei prenderà solo il posto che le spetta come nipote di Acaon.

-Non avremmo mai dovuto rivelarti le nostre origini. Sapevo che era un errore.

-Invece sono felice l’abbiate fatto. Non posso fare nulla per cambiare la mia situazione, ma forse posso fare qualcosa per migliorare la vostra e lo faccio con piacere. Se l’importanza che rivesto al centro di questa profezia servirà allo scopo di farvi riconoscere ufficialmente da Acaon, come è giusto che sia, almeno mi sarò resa utile in qualche modo. Perché purtroppo fino ad ora, nonostante le lezioni con l’Arcimago, non sembro possedere molto talento magico.

-Non lo puoi ancora sapere.- la consolò Ailinn.

-No, ma fare questa cosa per voi mi aiuterà a sentirmi meno un’intrusa in questa nuova dimensione.

-Potresti finire con l’irritare Acaon.-l ’avvertì Saiel.

-Credo mi debba qualcosa dopo avermi messo alle calcagna tutti i maschi del castello, non pensi? Lasciami fare questa cosa, per favore.

Saiel la guardò fisso e poi sospirò- Va bene, spero non te ne pentirai.

-Vedrai che andrà tutto bene, me lo sento.

 

***

La sala delle udienze non era cambiata da quando Anna vi era entrata per la prima volta il giorno stesso in cui era arrivata al castello. Sontuosa ed imponente, la metteva ancora in soggezione, ma questa volta al centro dell’attenzione dei nobili lì riuniti non c’era stava lei, ma il gruppetto di ospiti che stava al centro della stanza di fronte al trono su cui sedeva Acaon. Anna riconobbe Delissa tra le nobildonne vicino all’entrata, mentre Altair e Wes erano nella cerchia di nobili vicini ad Acaon.

Alzò il mento in segno di sfida e con Ailinn si diresse verso il trono, ignorando gli sguardi carichi di sorpresa che le seguivano. Saiel prese invece il suo posto fra le guardie poste ai lati della sala.

Un mormorio cominciò a serpeggiare e l’attenzione di Acaon si spostò dalla delegazione del clan dell’aria ad Anna. Quando si accorse della presenza di Ailinn corrugò la fronte e si rabbuiò, ma come Anna aveva presupposto non disse nulla a riguardo. Si rivolse invece agli ospiti -Bene, vedo che la persona di cui stavamo parlando è arrivata. Questa è Anna, la fiamma il cui arrivo ci era stato profetizzato.

Anna chinò il capo in segno di saluto e poi osservò i membri del clan dell’aria. Tre persone, due uomini e una donna erano vestiti in abiti eleganti, mentre i dieci uomini dietro di loro indossavano delle armature leggere ed erano evidentemente delle loro guardie. Il più anziano dei tre nobili, un uomo alto ed imponente, non poteva avere più di trenta anni, ma irradiava un’aura di autorità. I suoi capelli biondo cenere tagliati molto corti incorniciavano un volto abbronzato e squadrato con due duri occhi grigi.

La guardò con curiosità e chinò anche lui il capo. -Sono onorato di fare la vostra conoscenza. Io sono Jered, figlio primogenito del capoclan dell’aria. Questo alla mia sinistra, – disse indicando il giovane uomo che stava al suo fianco che doveva avere più o meno la stessa età di Anna. – è mio fratello Ren, mentre questa, – disse indicando l ragazza che lo affiancava dal lato opposto e che dimostrava quindici o sedici anni- è mia sorella Raina.

-Sono felice di conoscervi, questa al mio fianco è Alilinn.

- Bene, – l’interruppe Acaon forse temendo che Anna aggiungesse altre notizie sul conto di Ailinn. -Ora che le presentazioni sono state fatte è meglio che il colloquio avvenga nel mio studiolo. Jared, Anna seguitemi, sono certo che Altair e Ailinn saranno lieti di tenere compagnia a Ren e Raina mentre noi parliamo.

Senza aspettare un consenso iniziò ad avviarsi e Jared e Anna lo seguirono. Anna si girò un attimo per incoraggiare con uno sguardo Ailinn ad affiancarsi a Ren

 

Appena furono dietro le porte chiuse dello studiolo, Acaon aprì una porta laterale e da questa entrarono Saiel, e i suoi due uomini più fidati nonché consiglieri Ragul e Kagur.

-Ho preferito un colloquio privato con voi, poiché Jared porta notizie molto gravi e drammatiche. Lascio lui la parola.

-Come sapete, ma forse la  fiamma non sa, il clan dell’aria può sentire voci nel vento e utilizza questa capacità per raccogliere notizie proveniente dai regni dell’acqua e della terra e del fuoco. Negli ultimi mesi, le notizie sono apparse sempre più allarmanti. Sembra infatti che i clan dell’acqua e della terra stiano organizzando un esercito per invadere le terre del regno del fuoco e del vento. E cosa ancora più grave il vento sussurra stiano cercando attivamente di aprire il passaggio per le sei belve. Per quanto riguarda questa ultima voce non abbiamo conferma, ma alcuni uomini mandati in perlustrazione vicino al confine del nostro regno confermano l’ammassamento di forze militari.

-Così dopo soli dieci anni di pace la guerra ricomincia, speravo veramente che stavolta gli accordi potessero durare più a lungo. I legami politici, commerciali e matrimoniali che ora legano i quattro regni avrebbero dovuto cementare la pace per almeno due generazioni, possibile che la sete di potere degli uomini non conosca fine?- commentò Ragul

Acaon scosse il capo -In questo caso non mi sento di addossare la colpa alla cupidigia degli uomini. I nostri accordi sarebbero durati senza un’interferenza esterna. L’influenza malefica delle sei belve deve aver infettato gli uomini del clan dell’acqua e della terra. Eravamo stati avvertiti che sarebbe successo. Non è un caso se i due regni che preparano l’invasione sono quelli il cui territorio confina con il burrone della perdizione dove sono posti i sigilli che tengono chiuso il portale per la dimensione dove sono state rinchiuse le belve.  Temo proprio che i sigilli stiano per rompersi. E allora che potremo fare, due soli regni, contro due eserciti e sei creature potentissime che esistono per l’unico fine di distruggere?

-Certo non molto, ma dovremo comunque tentare di contrastarli. Se riuscissimo a sconfiggere i loro eserciti prima che le belve si liberino…avremmo qualche possibilità. Soprattutto se la fiamma della profezia rivelerà di essere in grado di ripristinare i sigilli.- disse Jared.

-Ci sono molti se in quello che dici, ma è davvero l’unica strada che ci rimane.- concluse Acaon.

Anna chiuse gli occhi cercando di non iniziare a tremare. Aveva sperato con tutta se stessa che i timori di Acaon fossero infondati, che le belve non sarebbero state liberate che non ci sarebbe stata una guerra, ma sembrava che le sue preghiere non fossero state ascoltate. Ci sarebbe presto stata una guerra e questa avrebbe causato morte e distruzione. E se i loro eserciti non avessero vinto……l’annientamento, forse ad opera di uomini, forse ad opera delle belve. Il futuro sembrava molto cupo.

Anche se avessero sconfitto gli eserciti degli altri due regni, le sei belve sarebbero comunque state un nemico troppo forte per loro, a meno che , lei, Anna, non fosse riuscita a rinchiuderle di nuovo.

Acaon guardò ognuno degli occupanti della stanza negli occhi -Per stasera voglio che quanto abbiamo appena discusso rimanga segreto, domani diffonderemo la notizia e inizieremo a preparare l’esercito. Ma questa notte festeggeremo i nostri ospiti e il fatto che siamo vivi.

Ad un suo cenno Ragul e Ksgur si affiancarono a Jared, -I miei consiglieri accompagneranno te e i tuoi fratelli alle vostre stanze, immagino vorrete rinfrescarvi e riposarvi,

-Veramente speravo di poter parlare con la fiamma.- ribattè Jared.

-Stasera potrete parlare a lungo, te lo prometto, ma ora immagino sarà coinvolta nei preparativi, i nostri musicisti la tengono in grande considerazione e probabilmente vorranno il suo aiuto per organizzare gli intrattenimenti.

-Capisco, allora a stasera, mia signora- e dicendo questo Jared uscì insieme a Ragul e Kagul.

Anna e Saiel rimasero e l’espressione di Acaon da calma divenne irata –Cosa ti è saltato in mente! Siamo sull’orlo di una guerra e tu pensi di imbarazzarmi in pubblico presentandoti in compagnia di una cameriera travestita da nobile davanti ai nosti alleat!?

Saiel fece un passo avanti e stava per rispondergli quando Anna lo bloccò con una mano sul braccio e fronteggiò Acaon -Prima di tutto non sapevo della guerra imminente, ma questo non muta il fatto che colei con cui mi sono presentata non era travestita da nobile, il suo sangue è nobile quanto il vostro dal momento che lei è sua nipote!

Acaon la fissò a occhi sgranati -Come osi…

Anna lo interruppe. -Oso perché mi ritrovo su questo mondo  senza nulla di mio e perciò senza nulla da perdere, oso perché qualcuno deve farvi aprire gli occhi e oso perché sono stufa di essere trattata come un oggetto che deve fare quello che voi volete e basta. Io sono una persona, ho delle mie opinioni e ora ve le esporrò e voi mi ascolterete perché io vi servo e non vorrete certo farmi arrabbiare prima di una battaglia nella quale il mio intervento potrebbe essere fondamentale. –Anna sospirò- Non voglio farvi fare nulla contro la vostra volontà, non vi costringerò a fare quello che voglio, non farò a voi quello che non voglio sia fatto a me, voglio solo riflettiate su quanto vi dirò, tutto qui.

Acaon il cui volto si era fatto paonazzo, la fissò negli occhi e poi annuì.

-Ailinn è vostra nipote così come Saiel. Sangue del vostro sangue, potere del vostro potere, e sarebbe stata felice di rimanere al suo posto finché voi non aveste dato a Saiel il titolo nobiliare che gli spetta dopo un certo numero di anni nell’esercito. Ma è innamorata di Ren, il secondogenito del capo clan dell’aria, e se aspetta troppo rischia che lui sposi un’altra. Voi darete comunque fra pochi anni un titolo a Saiel, perché non anticipare la cosa? Un matrimonio di vostra nipote con uno dei  vostri alleati cementerebbe l’alleanza.

Acaon si mise a passeggiare nervosamente per la stanza, borbottando a bassa voce, poi tornò a fissarla, il suo cipiglio era diminuito ma non scomparso -Il fatto che sarebbe vantaggioso non cambia il fatto che tu stia forzando la mia mano. Io sono il capo qui, non posso fare vedere ai miei sudditi che cedo ad ogni tua richiesta.

-Nessuno saprà che l’idea è partita da me. Faremo girare la voce che l’idea è sua, e ha semplicemente chiesto a me di metterla in pratica, vista la mia popolarità ha pensato che avrei reso più accettabile socialmente l’ascesa di Ailinn.

Acaon sospirò- Un matrimonio tra lei e Ren sarebbe utile in questo difficile momento, ma credi davvero lui si invaghirà di lei a prima vista? Deve essere lui a chiedere la sua mano, non io a proporre tale matrimonio politico a suo padre. Lei fino a ieri non era nessuno, non accetterebbe mai. Deve essere lui a spingere per sposarla.

Anna sorrise- Gli daremo una piccola spinta. Ho qualcosa in mente per stasera e credo funzionerà. Ma non occorrerà molto incoraggiamento. La guerra imminente di cui lui è già a conoscenza lo ha già messo in un o stato d’animo vulnerabile. Sposarsi prima di andare in battaglia, o almeno appartarsi con una donna, è quanto desidera ogni soldato, no? Ailinn è nobile, bella, giovane e lo adora, cosa potrebbe volere di più ?

Acaon sorrise forzatamente –Non so se ammirare la  tua capacità politica o se esserne spaventato.

-Non si tratta di capacità politica, sapere trovare i punti deboli di un uomo fa parte del bagaglio genetico di ogni donna.

-Genetico?

-Sarebbe troppo lunga da spiegare, intendevo dire che ogni donna ha istinto riguardo le debolezze maschili. Quindi mi pare di capire che intende dare un titolo nobiliare a Saie quanto prima?

-Sì, in questo momento per essere precisi, se stasera qualcuno dei nostri ospiti chiederà informazioni riguardo Ailinn dovrà già essere stato reso noto a tutti il suo cambiamento di stato.

Anna corse ad abbracciarlo –Oh grazie, so di averle un po’ forzato la mano, ma non volevo, è solo che, Ailinn è una delle poche persone che conosco qui e che mi piace voglio sia felice. Ho così poco di cui gioire qui, che voglio che almeno chi mi circonda sia felice.

Acaon, imbarazzato, le battè goffamente un mano sulla schiena -Sei davvero così infelice qui? Mi sembrava ti fossi adattata bene.

-Non infelice, malinconica direi e sola, ma mi passerà. Il tempo guarisce ogni ferita. E credo che io Ailinn potremmo diventare veramente amiche.

-Lo spero. Anche se mi accusi di volerti usare non ti considero un oggetto e mi spiace tu sia infelice.

 

Dopo la lezione di magia, per ora puramente teorica, Anna si fece accompagnare da Saiel nella biblioteca del castello. Ancora una volta Saiel la guidò per un dedalo di corridoi. ”Devo cercare di farmi una mappa del castello, è avvilente non sapere mai dove andare. Chiunque fosse l’architetto di questo posto era un pazzo, ha creato un labirinto invece di un luogo coerente”.

Finalmente Saiel si fermò davanti a una porta. -Questa è la sala dei libri. – disse spalancando i battenti. Anna rimase a bocca aperta, e si sentì per un attimo come Bella nel film Disney quando la bestia le mostra la sua biblioteca.

Due piani occupati da scaffalature piene di migliaia di libri: bellissimo! Lei aveva sempre amato leggere e aveva sempre sognato un posto così e come la realizzazione di un sogno lì davanti a lei.

Sorrise felice -Grazie Saiel.

Salì la scala a chiocciola e ammirò il piano superiore mangiando con gli occhi quello che vedeva. Ok è tutto bellissimo ma come faccio a trovare ciò che cerco, c’è un bibliotecario?

-Saiel, c’è un bibliotecario?

-Certo che c’è.- le rispose una voce femminile.

E una donna sembrò comparire dal nulla da dietro uno scaffale.Vestita con una veste di seta marrone scuro con riflessi bronzei, era alta e i lineamenti affilati erano tipici dei nobili che aveva visto fino ad ora.

I capelli erano raccolti sulla nuca e la fissava con curiosità la bocca generosa atteggiata ad un sorriso -Io sono la curatrice della biblioteca del castello, mi chiamo Delissa. Tu invece sei la nostra famosa ospite, aspettavo con ansia che tu venissi qui. Ho ascoltato rapita le storie che racconti ogni sera, è sono convinta che dovrebbero essere raccolte in libri per poterle conservare e arricchire le nostre conoscenze.

Mentre Delissa la bombardava di parole Anna capì di avere trovato la prima persona logorroica  di quel nuovo mondo.

-Io…sono d’accordo con te Delissa, ma sarà un lavoro lungo e per ora…..

-Certo Certo scusami se sono stata invadente è solo che sono così eccitata al pensiero di tutto il nuovo sapere che potresti fornirci. So che tendo a parlare troppo e ora ti lascerò in pace, giuro. Che libri cercavi?

-Libri di storia vorrei sapere i più possibile sul vostro mondo.

-Molto intelligente da parte tua. Finalmente una donna logica con cui parlare, sapessi che noia è il castello.Tutte le dame nobili pensano solo a tre cose; l’aspetto fisico, gli uomini e gli intrighi di palazzo.-Mai nessuno con cui parlare di scienza, natura, filosofia.

-Già.

-Ma ecco che ti sto facendo perdere temo di nuovo con le mie chiacchiere. Seguimi, ecco questa è la sezione di storia qui troverai tutto ciò che cerchi spero. Ora torno al mio lavoro, ci sono dei libri ce devo ricollocare se ti serve qualcosa chiamami pure.

Sembrava veramente ansiosa di compiacerla, Anna le sorrise. Una donna studiosa, forse sarebbero andate d’accordo.-Grazie di tutto. Se vuoi dopo potremo parlare un po’ sul mio mondo le donne che si interessano di scienza e cultura non sono affatto rare.

-Deve essere un mondo meraviglioso. Non che qui qualcuno proibisca alle donne di fare come vogliono, ma…essere diverse dal gruppo non è visto bene.

-Capisco. Ora mi metterò a leggere un po’.

-Bene ti lascio. A dopo.-

Anna prese il volume più voluminoso della sezione che Dalissa le aveva indicato.

Grazie ai cambiamenti subiti nel balzo dimensionale poteva leggere perfettamente la loro scrittura e trovò molto interessante la storia di questo nuovo mondo perché, magia a parte, era molto  simile a quella della sua dimensione.

La loro storia era infatti stata un susseguirsi di guerre e lotte per il potere simile al medioevo terrestre.

Ogni clan prima o poi aveva cercato di ottenere l’egemonia sugli altri tre. Mentre il quinto clan era scomparso talmente presto che nei libri che lesse non vi si accennava nemmeno solo le leggende lo nominavano.

Le guerre continue non avevano fatto progredire molto le condizioni di vita e solo grazie alla magia la civiltà era più avanzata di quello che era stato il 1400 dopo Cristo sulla Terra.

Per quanto riguardava le classi sociali i nobili cioè gli individui che grazie a secoli di matrimoni chiusi avevano il potere di un elemento in loro, guardavano con disprezzo il popolo che ormai era quasi senza poteri. Quasi perché sicuramente i signorotti del luogo come quelli della sua dimensione non andavano a letto solo con le loro mogli.ma scorazzavano anche fra le popolane.

Per anni questo precario equilibro sociale e politico fra ricchi e poveri, nobili e non nobili e i 4 clan aveva resistito, ma sembrava sempre sul punto di sgretolarsi.

Per quanto ancora il popolo avrebbe subito lo sfruttamento dei nobili a cui all’inizio aveva affidato privilegi perché lo proteggesse ma che ora più che una difesa erano diventati un nemico?

Per quanto ancora le guerre avrebbero decimato i clan prima che qualcuno creasse una magia tale da distruggere tutto?

Anna scosse la testa, sperava che gli equivalenti della rivoluzione francese e della bomba atomica in questa dimensione fossero ancora lontani a venire perché non aveva proprio nessuna voglia di partecipare a tali eventi.

Stanca di storia prese in mano un piccolo saggio che parlava invece dei poteri di ciascun clan. Scoprì così che i poteri dell’acqua annullavano i poteri del fuoco così come quelli della terra. Mentre il potere del vento e dell’acqua non potevano essere annullati completamente da gli altri poteri. Il potere del vento poteva aumentare il potere del fuoco.

In passato spesso il clan del fuoco e del vento si erano alleati cos’ come quello della terra e dell’acqua. Ma il clan dell’acqua sembrava essere molto bellicoso e isolazionista  e preferiva combattere contro tutto e tutti. Almeno da quanto era emerso dai resoconti di guerra che aveva letto.

I maghi invece, coi oro poteri potevano annullare i poteri degli elementi (il più delle volte), ma erano molto rari. Potevano nascer in ogni clan e grazie ai loro poteri erano molto importanti e temuti in gran considerazione da tutti ma erano anche molto temuti.

Più di un capo clan aveva fatto sterminare tutti i maghi del suo territorio per paura che cercassero di spodestarlo.

Anna chiuse il libro, non ne poteva più di leggere resoconti di stragi e carneficine, la storia di questa dimensione era molto sanguinaria.

Per oggi basta, avrebbe continuato le sue ricerche un altro giorno. Rimise a posto i libri e poi cercò Dalissa per ringraziarla e salutarla. La trovò intenta a scrivere su un enorme tomo, probabilmente una specie di registro.

-Dalissa, per oggi ho finito.Grazie ancora per la tua disponibilità.

-Di niente sono stata felice di poterti essere utile, purtroppo negli ultimi anni la biblioteca è stata sempre di più ignorata. In questi tempi di guerra sembra non ci sia più tempo di leggere, e questo è male, perché l’ignoranza non può che portare a nuovi scontri.

Speravo che la tua storia su quell’illuminato eroe greco, Ulisse, risvegliasse l’ingegno dei nostri nobili, ma purtroppo così non è andata. Eppure è solo grazie all’intelligenza e l’astuzia che si può sperare di superare le difficoltà. La guerra di Troia. do cui tu ci hai raccontato sarebbe durata ben più di dieci anni se non fosse stata per l’arguzia di un solo uomo. Se solo anche i nostri capi aprissero gli occhi…Non che Acaon non sia un buon capo, con gli anni è diventato saggio e cauto e grazie a lui da dieci anni siamo più o meno in pace con gli altri clan, ma se dovesse succedergli qualcosa suo figlio Altair…… ecco non che non sia intelligente…ma…pensa più alle donne e all’avventura che non a imparare a governare e sicuramente il suo animo focoso ci procurerebbe molti guai….inoltre  on bisogna dimenticare le sue origini…..per metà nel suo corpo scorre sangue dello clan dell’acqua e si sa quanto possano essere viscidi gli appartenenti a quella stirpe……fino ad ora grazie al sangue del fuoco che ha ereditato da suo padre non ha manifestato un’indole subdola o manipolatrice e forse non la manifesterà mai…..ma non si può mai sapere.

Anna si sentì frastornata da tutte le notizie con cui Dalissa l’aveva bombardata, ma riuscì ad aggrapparsi alla notizia che le era sembrata più interessante -Le origini di Altair?- chiese.

Dalissa interruppe il suo monologo per guardarla con tanto d’occhi-Non lo sai? Altair è figlio della prima moglie di Acaon una nobile del clan dell’acqua. Morì dandolo alla luce e fu un bene, nessuno al castello la vedeva di buon occhio, per secoli il nostro clan e quello dell’acqua sono stati nemici acerrimi e c’è molto odio tra di noi. Acaon però cercava nuove alleanze all’epoca e aveva accettato di sposare quella donna per cercare di stabilizzare la pace, ma quando lei morì, il clan dell’acqua ci incolpò della sua morte e tornammo ad essere ai ferri corti. Dopo di lei Acaon si sposò con Afeil, il cui nonno era un membro del clan del vento, e tutti approvarono questo secondo matrimonio.

-Quindi Altair ha sia i poteri dell’acqua che del fuoco?

-No. Quando due individui di clan diversi procreano i loro figli avranno il potere dell’uno o dell’altro clan ma mai di entrambi. Per secoli nei tempi antichi cercammo di incrociare le razze per aumentare il potere, ma emerse ben presto che tutto era inutile. Probabilmente quando gli dei ci fecero questo dono, per timore delle nostre brame, lo vincolarono in modo che i nostri eredi non avessero più potere. Un pensiero molto saggio. Ci siamo sterminati con i poteri a nostra disposizione per millenni, non oso pensare a cosa sarebbe successo se ne avessimo avuti in maggiore quantità.

-Capisco, quindi ha solo il potere del fuoco.

-Esatto. Ha potere, è nobile, è bello, ma….non so cosa ne pensi tu, ma io credo manchi di spessore.

Anna guardo meglio Dalissa, cercando indizi che le indicassero che parlando di Altair la stesse mettendo alla prova, ma non ne trovò e decise di essere onesta.

-Sono d’accordo con te, è così perfetto che ti sembra falso.

Dalissa sorrise felice e le prese le mani con foga -Finalmente qualcuno che mi capisce e la pensa come me. Tutte le altro donne cadono in estasi ad n suo sguardo, ma ogni volta che lo vedo, io non faccio che chiedermi: cosa ribolle veramente sotto quell’aspetto impeccabile?

Non ha nessun interesse per la politica o per qualche arte. Sa suonare e cantare, ed è bravo ma non vi si è mai applicato più del necessario. Non ama le scienze né i libri, anche se naturalmente ha studiato con i migliori insegnanti e ha una cultura egregia. Ma niente lo appassiona, niente lo soddisfa. Almeno finché non sei arrivata tu, ora sembra si sia posto un obbiettivo, ma è solo temporaneo, poi cosa farà? Forse se trovasse un vero scopo nella sua vita, a parte dare la caccia alle donne, diverrebbe un uomo completo. Ma per ora……Spero non accada niente ad Acaon.-

Anna non sapeva cosa dire.-In fondo credo sia un uomo dotato di coraggio e intelligenza, gli manca solo la voglia di farsi carico di responsabilità.

-Forse hai ragione, e io mi preoccupo troppo, ma tu sta attenta , lui ti vuole e lui ottiene..-

-Sempre quello che vuole.-Sì me lo hanno già detto, non preoccuparti , con me non avrà vita facile.

Il giorno dopo purtroppo Anna dovette affrontare una nuova lezione con L’Arcimago.

-Mi hai perdonato per ieri?- le chiese Wes non appena Anna entrò nel suo laboratorio..

-No, ma sono meno arrabbiata. Ciò che mi dà più fastidio è che tu mi veda come un oggetto.

-Io non ti vedo affatto come un oggetto. Sei una bella donna che volevo baciare, tutto qui.

-Intendi una donna oggetto, o prima di fare qualcosa mi avresti chiesto il permesso.

-Ho agito di istinto. Mi dispiace.

-Va bene, va bene, basta che tu non lo faccia più.

-Non ti piaccio proprio?.

Anna sospirò -Mi dispiace ma non sei il mio tipo.

-Potevi anche essere un po’ più gentile e indorarmi la pillola, invece di demolirmi in questo modo.

-Io sono molto diretta, ti prego ora cambiamo discorso e facciamo lezione.

-Va bene. Dunque oggi , prima di addentrarci nello studio della magia che non riguarda l’elemento fuoco, voglio metterti in guardia sui pericoli che corri con i tuoi poteri.

Ogni volta che usi la magia tu spendi delle tue energie che appartengono alla natura, abusare della magia può causare la tua morte e seri danni ambientali. Limitati a usare poco potere, a fare piccoli incantesimi e non correrai rischi. Ti sei mai chiesta come mai i miei capelli sono bianchi? Sono il frutto di un mio errore.

Dei briganti avevano attaccato il castello e nello scontro mio fratello rimase ucciso. Io, persi il controllo per colpa del dolore e chiamai a me ogni briciola di potere che riuscii a racimolare per scagliarla contro di loro. Persi ogni nozione di me stesso e rimasi in balia della magia. Si creò un temendo uragano, e molte persone innocenti morirono per colpa mia. Non so come, ma io sopravvissi. L’unico segno che mi lasciò l’essere prosciugato di ogni forza, furono questi capelli bianchi. Ma per lungo tempo non osai più praticare magie, perché ne ero rimasto assuefatto, desideravo sentire il potere dentro me, come un ubriaco desidera bere. Ancora oggi faccio solo magie molto piccole, perché, anche se è terribile ammetterlo, non mi fido ancora di me stesso.

 -Tu non ti fidi di me stesso, ma gli altri sembrano fidarsi di te.

Wes scoppiò a ridere di gusto -Oh, mi tengono d’occhio, si fidano solo fino ad un certo punto. Il fatto è che gli sono troppo utile per questo non mi hanno scacciato.

Anna lo fissò sospettosa -Come fai dopo quello che hai passato a ridere e a scherzare sempre?

-Il fatto che io sembri felice non vuol dire che io lo sia.- controbattè lui.

-Sul mio mondo è stata scritta una storia su un pagliaccio, un attore che deve fare ridere la gente. Lui doveva entrare in scena ogni sera e trasformare le sue preoccupazioni e dolori in risate e sorrisi, nonostante fosse triste doveva apparire spensierato. Alla fine quando il dolore che teneva nascosto non ha potuto più essere trattenuto, in un momento di follia uccise la sua stessa moglie.

-Questa storia dovrebbe spaventarmi?

-No, dovrebbe metterti in guardia. Dovrebbe dirti che non devi nasconderti sempre dietro ad un sorriso per farti accettare dagli altri, perché hai paura che altrimenti ti volterebbero le spalle a causa del tuo passato.

Lui non rispose subito- Sei una delle poche persone che osa parlarmi di cose serie, lo sai? Qualunque cosa tu pensi, tu mi piaci davvero. Mi piace sentirmi dire le cose in modo diretto, e trovo terribilmente affascinante che nonostante la tua giovane età tu sia così saggia. Vorrei che tu provassi le stesse cose nei miei confronti, ma capisco che tu abbia paura di legarti a qualcuno in questo mondo di ci non ti fidi.

-In parte è così. Tu mi leggi le mente perciò sai che ho una terribile paura di restare intrappolata qui, ma questo è solo uno dei motivi che mi frenano dal legarmi a qualcuno, o a te in particolare …tu veramente hai un carattere troppo esuberante per me. Hai bisogno di una donna decisa, ma anche vivace che ti faccia ridere e scacci i cuoi pensieri che nascondi. Se la incontrerò, prometto che te la presenterò.

-Grazie. Credo proprio potremmo essere amici tu e io.

-Credo anch’io.

-Ora torniamo alla nostra lezione. Il potere del fuoco è dentro di te, ma la magia è qualcosa di diverso. Non si può imparare come la storia o la matematica. Semplicemente si cerca di metterla allo scoperto. La magia è come la notte, la prima volta che l’incontri.

-La notte?-commentò Anna dubbiosa.

-Un vuoto tenebroso, pullulante di forme. Piano piano i maghi imparano a convertire il buio in forme e colori. A vedere cose che la maggior parte delle persone non vede, e che tuttavia, sono nitide come il tuo stesso naso. Perché non c’è nulla al mondo che non abbia la sua parte di magia: anche una conchiglia vuota, un sasso, una foglia morta…tu le guardi e impari a vederle, e poi a usarle, e dopo un po’ non ricordi più di aver mai visto il mondo in modo diverso. Ogni cosa si connette a qualcos’altro. E ciò ti sembra logico e assolutamente normale.

-E dovrò imparare delle formule per agire sulla magia?

-Esatto. Ma le formule sono solo parole e le parole sono semplici suoni. L’incantesimo è il crogiolo in cui si forgia il metallo della magia, ma è il mago la componente essenziale di quel metallo.Tutti sono capaci di imparare le litanie e i gesti delle arti occulte, possono apprendere ogni sillaba e agitare le braccia in modo esatto, ma se non c’è in loro la magia non potranno mai compierla veramente. Altrimenti questo mondo brulicherebbe di maghi potentissimi, non ti pare?

-Direi che è il caso di iniziare le nostre lezioni di autodifesa, ora sento proprio il bisogno di picchiare qualcuno.

-Bene, andiamo nei giardini inferiori, lì di solito non c’è mai nessuno e non avremo distrazioni.

I giardini inferiori si rivelarono un semplice cortile adiacente alle stalle dei cavalli, muniti di aiuole colorate e circondati da una bassa siepe.

-Prima di iniziare è d’obbligo che io ti chieda cosa sai di autodifesa.

-Nulla. So dare calci, mordere e graffiare, ma non ho molta forza nelle braccia e sono negata nelle attività fisiche.

-Questo non è molto incoraggiante. Visto che le cose stanno così è inutile tentare di insegnarti le basi della lotta, per portarti ad un livello decente ci vorrebbero almeno tre anni. Cercherò di mostrarti dei trucchi utili per fuggire, e a usare i tuoi poteri, in caso di bisogno,  per difenderti.

Si tolse giacca e maglia e rimase a torso nudo. Anna si sentì avvampare, poi si diede della stupida. Bastava un bel corpo per confonderla adesso? Certo quello di Saiel era un gran bel corpo.

-Ora ti mostrerò alcune mosse per riscaldare i muscoli e insieme concentrare la mente con la respirazione.- Anna annuì, e Saiel disse a se stesso che non stava facendo tutto questo solo per toccarla, assolutamente no, era importante riscaldarsi prima di usare I muscoli o ci si poteva fare male.

Si portò alle sue spalle e lentamente fece scivolare la sue mani sopra le braccia di lei per portarle davanti a loro. Prendendo nelle sue mani robuste quelle più piccole di lei, le fece sollevare le braccia sopra la testa, poi lentamente le guidò in un ampio cerchio. Nel frattempo respirava al tempo dei movimenti, per mostrale la respirazione giusta da adottare. Ripeterono il movimento diverse volte in silenzio. La schiena di lei era poggiata contro il petto di lui, e Saiel doveva ammettere di apprezzare il contatto. Anche Anna pensava la stessa cosa, e si sentiva sicura nelle sue braccia, come quando l’altra notte l’aveva presa per mano per condurla via dalla festa. Era sorpresa, ma le piaceva quella sensazione. Si sentì avvampare. Era come se lo potesse sentire, non solo all’esterno dove i loro corpi si toccavano, ma anche dentro di sé,  come una specie di formicolio.

Saiel  si staccò da lei.

-Ora puoi provare da sola.

 -Sì.- disse Anna e ripetè il movimento di prima in modo esatto, ma le mancava il calore del corpo di lui.

-Esatto.- disse lui orgoglioso che avesse appreso subito la tecnica.

-Ora, io cercherò di afferrarti  tu devi evitarmi e cercare di scappare.

-Sembra facile.- disse Anna ironica, – Tu sei il grosso il doppio di me.

-Ti dirò io come fare.

Saiel le si lanciò addosso e lei cercò di scansarlo, ma lui riuscì ad afferrarla – Mentre mi stavo lanciando dovevi cercare di infilare un piede o una gamba tra le mie per farmi perdere l’equilibrio. Riproviamo.

Saiel si lanciò di nuovo verso di lei, ma stavolta Anna riuscì a pestargli un piede, facendogli perdere leggermente l’equilibrio. Anna riuscì ad evitare la sua presa, ma lui non ebbe problemi ad afferrarla un attimo dopo essendo molto più veloce di lei. Poi la tenne ferma per le braccia – Ora da questa posizione hai due scelte, o tenti di mordermi, o usi il potere. Non puoi usare le braccia, e nemmeno le gambe come prima, perché ormai me lo aspetto. Prova coi poteri, controllando il fuoco tu hai il potere di rendere incandescenti parti del corpo anche senza fare scaturire delle fiamme che potrebbero ferire anche te.

Anna tentò di concentrarsi ma era difficile con lui che le stringeva le braccia facendole male, allora cambiò tattica e incanalò la sua rabbia causata dall’ impotenza nelle braccia. ”Bruciate, bruciatelo” disse alla sua braccia e sentì la sua temperatura aumentare.

Saiel la lasciò andare -Brava, ma la prossima volta niente fiamme.

Anna si accorse che le sua braccia emanavano fuoco non solo calore, chiuse gli occhi e fermò le fiamme. -Mi dispiace, ti sei scottato?.-gli chiese preoccupata, guardandogli le braccia arrossate.

-Niente di grave, non preoccuparti, questi bracciali assorbono la magia e mi proteggono da tutti e quattro gli elementi.

Si sentì un applauso e una voce femminile che disse -Brava, gli hai dato una bella lezione, complimenti.- e una ragazza forse poco più giovane di lei li raggiunse, era vestita con una semplice blusa e una gonna lunga. Aveva un grazioso visetto pieno di lentiggini e corti capelli rossi.

-Ailinn, cosa ci fai qui?-chiese brusco Saiel.

-Mi hanno detto che eri qui fuori a dare lezioni alla nostra ospite e sono venuta a vedere non ci trovo niente di male.

-Non dovresti essere al lavoro?

-Il castello sopravvivrà per cinque minuti anche senza una cameriera, non fare il guastafeste fratellone.

Fratellone? Allora quella era la sorella di Saiel, non l’avrebbe mai detto, dunque era umano, aveva persino dei parenti, pensò Anna stupita.

-Salve, Saiel non mi aveva detto di avere una sorella, piacere di conoscerti Ailinn io sono Anna.

-Il piacere è mio, e non preoccuparti, so benissimo che non parla mai di me, perché non parla quasi mai di nulla. Anche se devo ammettere che di te un po’ mi ha parlato.

-Spero fossero cose positive.

-Assolutamente, credo proprio che tu gli piaccia molto come incarico.

-Ailinn.- la fermò scandalizzato sua fratello

-Perché? Non è vero forse? Hai persino rifiutato di fare dei turni assieme ad altri soldati per proteggerla, col risultato che dormi tutte le notti in piedi nel corridoio davanti alla sua porta. Se non è dedizione questa.

Anna non sapeva cosa dire era colpita -Non lo sapevo, credevo che qualcuno la notte ti desse il cambio non è giusto che tu ti sacrifichi in questo modo per me.

Saiel assunse la sua maschera inespressiva e sua sorella sbuffò

-Non si sacrifica, lui adora eseguire gli ordini alla lettera, lo hanno incaricato di proteggerti e lui lo sta facendo meglio che può, tutto qui. Ama fare l’eroe solitario e odia dividere i suoi incarichi con altre persone. E’ fatto così.

Le orecchie di Saiel si erano fatte rosse

-E non c’è bisogno che ti imbarazzi ora, ho solo detto che svolgi diligentemente i tuoi doveri.- Lo ammonì la sorella, ma lo guardava sorridendo sorniona, sapeva benissimo che Saiel odiava si parlasse di lui, e lei amava stuzzicarlo, un po’.

Anna trovò subito molto simpatica Ailinn, e si ritrovò ad accettare il suo invito di prendere una tazza di fyl a casa sua e di Saiel. Abitavano in una delle modeste case all’interno delle mura del castello, dove vivevano coloro che non erano nobili, ma lavoravano nel maniero. L’Arcimago le aveva detto, che quella gente era fortunata, perché pur non essendo nobile si poteva appoggiare ai nobili e al capo clan e viveva protetta dalle mura del castello, purtroppo molte altre persone vivevano all’esterno, fra i campi e le foreste, e in caso di pericolo potevano contare solo su loro stesse. La casa di Saiel e Ailinn era piccola, ma molto pulita e accogliente.

-Accomodati, vado a scaldare l’acqua per preparare il fyl, e tu Saiel sforzati di fare un po’ di conversazione con la nostra ospite.

Il fyl era una tisana molto dolce, simile al tè verde, e Anna l’aveva ormai assaggiata varie volte da quando era arrivata lì. Non ne andava matta, ma doveva accontentarsi. Aspettò che Saiel iniziasse a parlare ma dopo qualche minuto decise di dire lei qualcosa  o non avrebbero mai rotto il silenzio

-Tua sorella è molto diversa da te.

-Lei è piuttosto esuberante.- pestifera sarebbe stato il termine più esatto ma Saiel temeva che la sorella potesse sentirlo, dalla stanza accanto.

-E i vostri genitori abitano con voi?

L’espressione di Saiel si indurì e Anna capì di avere fatto la domanda sbagliata, per fortuna in quel momento ricomparve Ailinn portando in tavola una caraffa con la tisana verde e tre bicchieri.

-Non c’è niente di male a parlarne, Saiel- Ailinn sgridò il fratello.

-Sono morti. Nostra madre è morta tre anni fa, e nostro padre, che non ci ha mai riconosciuto come figli, perché nobile di nascita, è morto in battaglia quando eravamo ancora piccoli. Lui era il fratello minore di Acaon. Per questo Saiel ha molto potere sul fuoco, l’ha preso da nostro padre, e grazie a questo è entrato nella guardia del castello. Se compirà bene i suoi doveri un giorno potrà addirittura ottenere un titolo nobiliare.

-Io non voglio diventare nobile.- la rimbeccò lui brusco.

-Lo so, ma un titolo ti darebbe terre e rendite, che non sono certo cose da buttare via.- disse lei pratica -Mio fratello è pieno di tutti questi nobili principi, che non ti danno certo da mangiare. Gli voglio bene, ma vorrei che non avesse una testaccia così dura.

Anna scoppiò a ridere – Anche i miei mi dicevano la stessa cosa: ‘Ti vogliamo bene, ma vorremmo che non fossi così testarda’. Sia mia madre che mio padre erano testardi quanto me e le nostre discussioni potevano andare avanti per giorni. Se mi arrabbiavo sul serio potevo non parlare con loro per settimane pur di non cedere per prima.- Per la prima volta aveva parlato dei suoi senza cadere nella tristezza.

Anche Ailinn rise, -Credo che Saiel sia ancora peggio. Quando era piccolo poteva non parlare e non mangiare per giorni pur di convincere nostra madre a lasciargli cavalcare un cavallo troppo focoso per un bambino. Ma era adorabile quando faceva il broncio.- entrambe le ragazze scoppiarono a ridere.

Le orecchie di Saiel diventarono di nuovo rosse -Forse ora dovremmo andare, i bambini aspettavano Anna per una favola oggi pomeriggio.

-Va bene, andiamo, mi ha fatto molto piacere conoscerti, vieni pure a trovarmi nelle mie stanze, io non ho nessuna amica  qui e mi piacerebbe parlare con una ragazza della mia età ogni tanto.

-Lo farò volentieri e anche tu puoi venirmi a trovare qui, anche se ci sono solo alla sera perché di giorno lavoro. Sai una cosa? Potrei chiedere di aiutare la tua cameriera personale, così ci vedremmo più spesso.

-Va bene, cos’ avrò sia te che Roscel a scegliere abiti che io non mi metterei mai e a costringermi a truccarmi, e non potrò più ribellarmi.

Il giorno dopo, al suo risveglio,  Anna si rese conto di aver perso solo tempo fino a quel momento. Doveva proteggersi, imparare a difendersi, a usare il potere e cercare informazioni. Sola in terra straniera per sopravvivere doveva contare solo su se stessa e stare sempre in guardia.

Si vestì in fretta e uscì a parlare con Saiel. – Da oggi dopo le lezioni di magia vorrei che mi insegnassi qualche mossa di auto difesa.

-E’ un’ordine?

Anna si rese conto del tono che aveva appena usato. -No. E’ solo una richiesta. Un favore che ti chiedo umilmente, nonostante il tono che ho usato.

Saiel la fissò impassibile poi alzò gli occhi al cielo. – Cercherò di insegnarti alcune tecniche di difesa, ma non so quanto potranno servirti. Ci vogliono anni per imparare a lottare, poche ore di allenamento non faranno la differenza in caso di pericolo.

-Probabilmente hai ragione ma almeno mi daranno un falso senso di sicurezza che mi aiuterà a dormire la notte.

 

Durante la lezione giornaliera di magia l’Arcimago, vedendola piuttosto taciturna cercò di incoraggiarla.

-Vedrai che dopo la festa di ieri sera vedremo dei progressi. Ora che hai scaricato un po’ di tensione potrai concentrarti meglio sui tuoi obbiettivi. – le disse.

-Lo spero.

Anna entrò facilmente in trance. Vedendola profondamente in armonia con se stessa Wes iniziò a guidarla con voce neutra.- Ora stai guardando dentro te stessa, dentro il tuo corpo e la tua mente. Cerca il  nucleo del suo potere. Dovrebbe apparirti come una fiamma. Cercalo, e chiamalo verso la superficie.

Anna chiamò il fuoco dal proprio intimo ed esso rispose. Un grande calore si originò nella sua spalla destra e le corse lungo il braccio, serpeggiando in rapide spirali e gonfiandosi via via in una vena di fuoco. La pelle del braccio sembrava ardere di luce. Infine la fiamma le scaturì dal palmo della mano. Anna la guardò stupita. Lei non sentiva bruciare la pelle benché la fiamma scottasse, incredibile.

-Ce l’hai fatta. Sapevo che avevi il potere, ora potremo cominciare a studiare sul serio- le disse l’Arcimago, correndo ad abbracciarla.

Anna si distrasse e la fiamma sparì.  Wes la teneva stretta, e quando lei cercò di staccarsi da lui,  la baciò sulle labbra.

Ci siamo di nuovo, pensò Anna, e lo spinse via. -Cosa vi ha preso a tutti? Ho forse scritto in faccia: Voglio essere baciata ?- gli chiese arrabbiata.

L’Arcimago la guardò stupito –No, è solo che volevo farlo.

-E quello che voglio io, non conta?

-Sì, certo, solo che io credevo che tu..insomma, ieri hai respinto Altair e allora..

-Credevi che perché non ho voluto lui, volessi te?

-Tu mi piaci e credo di piacerti..

-Ti sbagli. Senza offesa, ma tu non sei proprio il mio tipo. Sei veramente troppo esuberante per me. E io sono certa di non averti mai incoraggiato, anzi. Vuota il sacco, voglio la verità, qualcuno ti ha spinto a provarci con me?

-Ecco..

-Saiel, aiutami ad essere persuasiva.- Saiel le si affiancò e sfoderò la spada.

-Non è niente di grave, solo…Acaon pensa che tu dovresti avere dei legami nel clan, per sentirti più motivata. Sa che siamo più o meno amici e mi ha incoraggiato a corteggiarti. Non che mi servisse molto incoraggiamento, probabilmente l’avrai fatto lo stesso. Sei la ragazza più diretta che conosco e questo mi piace molto.

-Non so se essere lusingata o disgustata.

-Nemmeno io.- le fece eco Saiel.

-Come siete rigidi, in fondo non è sucesso nulla, no?

-E’ meglio che non ti risponda ora, sono troppo arrabbiata, vieni Saiel voglio dire due paroline ad Acaon.

 

***

-Non capisco perché tu sia tanto adirata.-  le disse Acaon tranquillamente.

-Ah no?-gli chiese ironicamente Anna.

-No, volevo semplicemente darti una spinta in più per trovare i tuoi poteri, un motivo in più per combattere al nostro fianco.

-Ho trovato i miei poteri senza incentivi, e se combatterò lo farò perché voglio farlo, con chi vorrò, se c’è una cosa che odio è essere controllata e usata. In questo modo mi sta dando solo motivi per schierarmi contro di lei.

-Mi stai forse minacciando ragazzina?

-No. Che lo voglia o no, il portale mi ha trasformato e ora sono una di voi. Ho il vostro stesso potere, non voglio scontrarmi contro di voi e se lotterò sarà contro il caos e le sei bestie, ma non sono una sua proprietà. Voglio mi consideri come una qualsiasi persona del suo clan, niente di più e niente di meno.

-Non posso, perché tu non sei una qualunque dei miei sudditi, tu hai, quasi certamente,  più potere di loro, e sei una pedina importante in un gioco più grande ti te. E’ anche per la tua sicurezza che cerco di legarti a noi con altri vincoli. Gli altri clan mi invidiano il fatto che tu sia qui, e a loro non importa a che elemento sei legata, vogliono i tuoi poteri.

-Dovreste pensare al pericolo comune invece di farvi guerra tra di voi.

-Lo so benissimo, ma l’egoismo è troppo forte per ora. Quando il pericolo sarà imminente forse riusciremo a unirci ma per adesso tu sei in pericolo. Se fossi legata a qualcuno del clan ci penserebbero due volte prima di agire contro di me per averti, ma ora come ora, che diritti posso rivendicare su dite?

-Ma io non sono una cosa un oggetto da rivendicare sono una persona.

-In questo mondo il potere che una persona possiede viene prima della persona stessa, ed è questa cosa che loro vogliono.

-E che anche lei vuole.

-Già. Ma io credo di volerla per dei buoni motivi, non ho intenzione di usarti contro i clan. Se rimarrai qui, rimarrai al sicuro finché il pericolo delle bestie comparirà e solo allora i tuoi poteri verranno utilizzati.

-E dopo un’eventuale sconfitta delle bestie? O se non comparissero? Allora mi userebbe in altri modo per ottenere più poteri e terre?

-No, no lo farei. Non voglio altro se non quello che ho già. Non ti userei, ti lascerei fare ciò che vuoi con la tua vita.

-Belle parole, ma sono solo parole, come posso crederle?

-Sono tutto quello che ti posso dare. Credimi, se i tuoi poteri sono, come credo, molto forti, nessuno ti potrà costringere a fare nulla. Ma per ora, stai ancora imparando e sei ancora vulnerabile, e  voglio  proteggerti.

-Non so se posso crederle.

-Spero che tu lo faccia.-disse Acaon. -Comunque d’ora in poi smetterò di “incoraggiare”gli uomini del clan, anche se credo che si faranno avanti comunque. Sembra che tu abbia molto fascino sui miei uomini.

Anna non gli rispose e uscì in tutta fretta, sbattendo la porta.

Due giorni dopo Altair le disse che tutto era pronto, se voleva quella sera stessa avrebbero potuto inaugurare la loro ‘discoteca’. – Mio padre  non era molto felice di questa nostra idea, ma gli ho assicurato che si tratta solo di una festa in uno stile nuovo.

-Non vedo l’ora di ballare. Mi raccomando dì a tutti di vestirsi in modo che possano muoversi bene, sono così eccitata.

-Lo vedo, ti brillano gli occhi e questo eccita me, credimi.

Anna preferì ignorare la sua ultima frase.

 

Le ore sembrarono passare più lentamente del solito, ma finalmente, dopo la cena,  Anna andò nelle sue stanza a cambiarsi per la sua festa.

Si tolse la sopra gonna e rimase solo in una maglietta leggera e pantaloni attillati di pelle. Tenne i capelli sciolti sulle spalle e per l’occasione, tirò fuori dalla sua borsa i suoi pochi trucchi umani, per contornare gli occhi gli occhi con matita nera e ombretto verde scuro. Un trucco pesante, per mascherarsi fra la folla, e da usare come scudo per proteggersi.

Quando Saiel la vide conciata in quel modo fece una smorfia di fastidio.

-Cosa c’è ora?

-Niente che tu voglia sentire, ma sta attenta stasera, tu non ti rendi conto dell’effetto che farai su Altair e gli altri maschi stanotte.

-Esagerato, li ignorerò e loro staranno al loro posto. E poi ci sarai tu a proteggermi. Sono ragazzi e uomini, non bestie in calore .

-Non ti rendi conto. Questo non è il tuo mondo. Noi siamo una razza focosa che spesso si lascia travolgere dalle emozioni. Abbiamo il fuoco in noi.

-Allora tu hai sbagliato clan, perché sei la persona meno focosa che abbia mai conosciuto.

Saiel sospirò e la condusse verso la sala della festa.

Ad aspettala c’era Altair e, accanto a lui Wes, per la prima volta senza la lunga tunica di mago, entrambi vestiti in pantaloni di pelle e maglia senza maniche.

La sala era buia eccetto per quattro grandi torce poste agli angoli della sala. Accostati ai muri c’erano alcuni divanetti e poltroncine, per il resto lo spazio era completamente sgombro per permettere liberà di movimento durante i balli. Niente male, pensò Anna e consegnò il walkman all’Arcimago. Questo disse alcune parole e  l’oggetto si illuminò per un attimo, poi glielo restituì.

-Accendilo.-le disse.

Anna lo accese e la musica risuonò nella sala ad altissimo volume. Affidò il walkman a Saiel, che si era nascosto nelle ombre vicine ad uno dei muri, dove sarebbe stato immobile per tutta la notte.

Altre persone cominciarono ad arrivare, ragazzi e ragazze vestiti tutti più o meno come loro tre.

-Bene direi che si può cominciare.- disse Anna e iniziò a ballare, si portò al centro della sale e si lasciò trasportare dalla musica. Mosse i fianchi e, mani in aria,  seguì il ritmo ipnotico della canzone di Ashanti che risuonava nella stanza. Poteva sentire i bassi rimbombare nella sua pancia, e si sentiva, per la prima volta in giorni, viva.

Gli altri la osservarono per un attimo affascinati poi anche loro scesero in pista e cercarono di seguire il ritmo. Ben una folla danzante riempì la sala.

Anna era una candela che bruciava al ritmo della musica e il suo corpo ne chiedeva sempre di più, come se fosse drogato di ritmo. Sempre più musica, più battiti. Ballava e il ritmo saliva seguendola nel suo ballo sfrenato. Il ritmo e la teneva come lei teneva lui, perché non servivano parole, le bastava lasciarsi trasportare. Senza pensare,senza riflettere, come un essere senz’anima. Mentre i suoi piedi toccavano la pista da ballo Anna sentì il cambiamento salire dentro di lei. Si era lasciata il mondo alle spalle, era libera , emozionata, volava senza ali. Il suo cuore correva e la musica era l’unica cosa che sentiva. Non sapeva più nulla solo che voleva ballare tutta la notte fino al mattino.

Altair la fissava rapito. Persa nella musica era bellissima e  sensuale, sembrava che la passione la guidasse sulla pista. Era un falò che bruciava mentre muoveva i fianchi sinuosa. Aveva la musica nel sangue. Si muoveva libera, senza freni, ma la sua danza sembrava essere stata creata per il solo scopo di attrarlo e sedurlo.

Lo spaventava il potere che lei aveva su di lui. A causa dei suoi capelli rossi mentre danzava sembrava una fiamma viva, una fiamma che aveva scaldato il suo cuore e ora lo stava bruciando e consumando senza pietà.

Le si  avvicinò, sebbene avesse paura di scottarsi. Lei gli aveva promesso che avrebbe ballato con lui e lui intendeva ricordarle la sua promessa. Ma non ce ne fu bisogno, non appena si accorse di lui, Anna gli sorrise e prese a girargli intorno, muovendosi sensualmente al ritmo hip pop. Lui le pose le mani sui fianchi e seguì i suoi movimenti. I loro corpi si avvicinarono sempre di più, finché praticamente iniziarono a strisciare l’uno contro l’altra.  Wes apparve alle spalle di Anna, e si mise a ballare con lei prendendola per vita, e  avvicinandola a sé. Aveva un buon senso del ritmo e Anna si lasciò guidare da lui. Ballò in mezzo ai due uomini, per un’altra canzone, ma poi dovette fermarsi per riprendere fiato.

Si buttò su un divanetto e si guardò attorno. Alcune coppie erano sdraiate sugli altri divani e si stavano baciando, evidentemente loro non avevano problemi di fiato.

Altair la raggiunse sul divano.

-Stanca?- le chiese passandole un braccio dietro le spalle.

-Un po’, forse sono fuori allenamento.

Lui le si fece ancora più vicino e la fissò negli occhi con uno sguardo affamato. Anna si ritrovò a guardarlo a sua volta come ipnotizzata. I suoi occhi azzurri sembravano neri nella semi oscurità e profondi come il mare. Il suo cuore prese a battere più velocemente. Avrebbe voluto scoprire cosa nascondevano nelle loro profondità.

-Non pensavo che tu potessi essere così affascinate.Ora so che oltre ad essere bella, intelligente e interessante, sei anche una donna passionale. Il mondo in cui balli lo rivela. Tu sei fatta per essere amata. – le sussurrò all’orecchio e cominciò a baciarle il viso per sfiorare la sua bocca con la sua. Le sue labbra erano calde e morbide, e il loro tocco era estremamente piacevole.  Ma quando Altari la strinse a sé con le braccia, l’incantesimo si ruppe. Anna si rese conto di cosa stava succedendo. Non importava quanto fosse piacevole, baciare Altair, non doveva farlo. Cedere a lui significava cedere a quel mondo alieno. Non importava quanto si sentisse sola, non poteva fidarsi, e cercare conforto in persone che ancora non conosceva. Non voleva usare qualcuno, né voleva essere usata. Spinse via Altair   e sì allontanò da lui.

-Hai capito male. Io non sono interessata a te in questo senso.

-E prima allora, mentre ballavi, mentre mi seducevi?

-Sedurre? Io? Stavo solo ballando. Mi dispiace se ti ho dato l’impressione di volerti. Tu mi piaci, ma non ti conosco. Come posso cercare intimità, se non ho fiducia in qualcuno? E come posso fidarmi se ancora non so veramente chi sei? Tu sei così carino, così perfetto, puoi avere tutte le donne che vuoi, non hai bisogno di me e io, sono lusingata, ma non sono interessata a te.

-Non mi importa se posso avere tutte le altre donne, io voglio solo te. Le altre sono tutte uguali, belle, ma fredde al tuo confronto, senza personalità, sempre pronte a compiacermi solo perché sono il figlio di Acaon. Tu sei diversa, tu non mi metti su un piedistallo, tu mi vedi per quello che sono. Sai quanto è raro questo? Inoltre sei bella, esotica, intelligente, e coraggiosa. Cosa posso desiderare di più? Io voglio te, solo te.

-Non mi conosci nemmeno, ci siamo visti per la prima volta una settimana fa. Tu desideri l’idea che ti sei fatto di me, ma io sono diversa da quella che credi. Non sono passionale, né esotica, anzi sono quasi sempre timida e noiosa, mi piace fare sempre le stesse cose mi dà sicurezza e non amo l’avventura. Se mi vedessi veramente come sono, non ti piacerei.

-Io ti vedo e ti voglio, non capisci? Io che ho sempre e solo chiesto e comandato, ora sono pronto a fare tutto per te.

Dio, la sta guardando con un tale desiderio,che Anna si sentiva quasi sciogliere, lui era così belle e li si sentiva lusingata dalle sue attenzioni, sarebbe stato così facile cedere, e probabilmente piacevole, ma non poteva. E poi Altair era il classico ragazzo d’oro amato e vezzeggiato da tutti,  abituato ad avere tutto quello che voleva. Il tipo di ragazzo che nel suo mondo non l’avrebbe nemmeno guardata (se non per prenderla in giro forse), e una parte di lei lo odiava per questo, anche se un’altra parte di lei era attratta da lui.

-Non voglio niente da te.- gli disse. Dal nulla al suo fianco apparve Saiel, e lei si sentì subito rassicurata. -Vorrei tornare in camera mia.

Saiel le diede il walkman e lei lo spense, immediatamente la musica cessò e tutti si fermarono confusi.

-La festa è finita.- disse Saiel e le prese la mano portandola via.

 

-Stai meglio ora? – le chiese davanti alla porta delle sue stanze.

-Sì e no.  Avrei fatto a meno dell’ultima parte della serata. Gli uomini sono così stupidi a volte.

Saiel sorprendentemente scoppiò a ridere. Anna non aveva mai sentito la sua risata prima di allora.

-Le donne non sono certo migliori di noi. Posso raccontare che hai respinto Altair ai miei uomini?

-Perché?

-Perché solleverà il loro morale. Si lamentano costantemente del fatto che riesce sempre ad avere le donne più belle senza alcuna fatica, ora sapranno che non è vero, almeno non più.

-Fai come vuoi, diglielo pure, ma non mi piacciono molto i pettegolezzi, perciò di loro di tenere la bocca chiusa.

Saiel tornò serio e la fissò pensieroso. -Perché lo hai respinto?.

-Prima di tutto io non sono una che ama fare quello che fanno gli altri e inoltre lui non è il mio tipo ecco. E’ troppo bello, troppo ricco, troppo carino, troppo tutto, credo sarebbe terribilmente stancante e avvilente stare con un uomo così dannatamente perfetto. E deve imparare che non si può avere sempre tutto quello che si vuole.

-Sono perfettamente d’accordo. Ora va a dormire.

-E’ la prima volta che mi dai del tu, lo sai?

Le orecchie di Saiel divennero rosse – Sarà l’effetto del vederti ballare.

Anna gli sorrise ed entrò in camera, mentre Saiel si chiedeva cosa gli era preso per dirle quelle cose, forse vederla ballare era stato troppo anche per lui, dovrebbe essere illegale muoversi a quel modo.

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