
–Non è come l’immaginavo.- disse Anna. Dopo giorni di cammino finalmente erano giunti al Santuario di Ils e tutto ciò che sapeva dire era questo. Avrebbe dovuto essere felice di essere arrivata e ammirata per l’imponenza della struttura che le stava davanti, ma in realtà era piuttosto delusa.
-Credevo sarebbe stato un edificio enorme, una specie di roccaforte di pietra o una alta torre o una struttura simile ad un enorme obelisco….
Saiel l’interruppe- Cos’è un obelisco?
–Una specie di colonna appuntita.
-Una struttura del genere non potrebbe trovarsi in un luogo inospitale come questo, non c’è spazio per costruire sul fianco di questa montagna, per questo il santuario è stato scavato all’interno di essa.
-Già, peccato che la mia immaginazione non concordi con la tua logica -commentò Anna delusa. Davanti a lei non c’era nulla, solo un enorme portale di pietra posto su una parete di roccia, niente altro.
-Forse all’interno sarà meglio.-si disse per rincuorarsi. –A proposito, come apriremo questo enorme portale che deve pesare circa cento tonnellate?
Saiel si avvicinò all’arco che incorniciava il portale. Era in pietra grigia ed era decorato con bassorilievi che rappresentavano probabilmente le divinità che venivano venerate dai clan. Si vedevano donne e uomini alati o circondati da fiamme e turbini che sembravano librarsi al di sopra di nuvole cariche di fulmini argentei e sotto di loro, prostrati a terra i loro nemici che cadevano a terra trafitti da fulmini, massi e palle di fuoco. Un’immagine piuttosto cruenta in realtà.
-Delissa ha detto che in passato per aprire il portale bastava usare una parola d’ordine combinandola con una manifestazione del proprio potere, in modo da provare di appartenere ad uno dei cinque clan e di essere fra gli alleati del clan delle nuvole, custode appunto della parola d’ordine, in quanto clan prescelto dagli dei per fare da tramite tra loro e gli altri esseri umani.
-Dove ero io mentre Delissa ti ha detto tutto questo?
-Stavi cercando di imparare a cavalcare con scarsi risultati.
-Oh.- Anna fu veloce a cambiare discorso, bastava il ricordo della sua cavalcata per farla stare male -Dimmi che Delissa nei suoi libri ha trovato questa parola d’ordine.
-Purtroppo no.
Anna si mise la testa fra le mani sconsolata- E allora come faremo ad entrare?
-Non ha trovato la parola d’ordine, ma ha fatto alcune supposizioni. Le proveremo tutte sperando fra esse vi sia la parola esatta.
-E se non ci fosse?
-Se non ci fosse dovremo ricorrere alle maniere forti.-disse Saiel con mezzo sorriso a dir poco famelico.
-Noi possediamo il potere del fuoco, non credo possa fare molto contro una porta di pietra.
-In effetti no, ma vedi questa montagna su cui ci troviamo in realtà è un vulcano dormiente. E con il nostro potere potremo forse richiamare in superficie la lava e lei potrebbe sciogliere la pietra…
-Cosa? Ma sei impazzito?! Vuoi fare eruttare un vulcano solo per aprire una porta? Causare un cataclisma naturale che potrebbe uccidere noi e altri solo per entrare in un santuario quasi certamente disabitato e vuoto da secoli? Non se ne parla. Proveremo le parole che Delissa ti ha dato e poi ne proveremo altre e altre ancora finché non troveremo il termine giusto a costo di restare qui per giorni e giorni.
-Come vuoi, ma se non rimarrà altra soluzione non avremo scelta. Non possiamo perdere tempo prezioso solo perché non vuoi risvegliare il vulcano.
Anna si limitò a fissarlo fredda, chiaramente decisa ad impedirgli di causare un’eruzione vulcanica.
-Delissa ha suggerito di provare prima a nominare I nomi degli dei. Mentre io li enuncio tu fai scaturire una fiamma dalle tue mani e dirigila contro I battenti .
-Va bene.
Le fiamme avvolsero il portale mentre Saiel iniziava a gridare al vento i nomi degli dei.
-Serrais, dea dell’acqua e moglie di Shir, dio dei fiumi e dei laghi,
Jolene, dea del vento e sorella di Yiss, dio dei turbini e degli uragani,
Kirah, dea del fuoco e amante di Thonnar dio dei fulmini e dei tuoni,
Allenis dea delle nuvole , moglie di Jonnar dio del cielo,
Ciril dea del giorno, amante di Vior dio della notte,
Carra dea della terra madre di tutti gli dei e moglie di Lorras dio degli alberi…..
Le fiamme che Anna generava col suo potere scemarono all’improvviso e Saiel s’interruppe.
-Non credevo la lista sarebbe stata così lunga, devo fare un attimo di pausa per riprendere le forze, esattamente quanti Dei esistono nel vostro mondo?
-Cinquanta.-rispose Saiel -ma non preoccuparti ora sarò io a dirigere le fiamme verso il portale, non averi dovuto chiedrti di sforzarti ancora dopo tutte le fatiche che hai dovuto sopportare durante il viaggio. -e così dicendo riprese la litania infiniti di nomi. Anna si sedette su una roccia vicina e si assopì, quando d’improvviso si svegliò, vide che Saiel si era seduto vicino a lei.
-Hai finito la lista di nomi?
-Sì.
-E non si è aperta la porta.
-Già.-
-E ora cosa facciamo? Iniziamo dire parole a caso?
-Visto che non vuoi fare eruttare il vulcano….
-Saiel non insistere, capisco che non fare eruttare un vulcano ti privi di un grande divertimento….o meglio non lo capisco, ma fa lo stesso, io non intendo permetterti di farlo.-così dicendo Anna si alzò avvicinando alla porta, diresse una debole fiamma contro di essa e disse -Pensa se la fiamma bastasse a fondere la porta….
Alla parola fiamma i battenti iniziarono a schiudersi e Anna balzò all’indietro spaventata-Accidenti, quando si dice fortuna! La parola era fiamma. Ora che lo so è piuttosto elementare non trovi?
Saiel la fissò a bocca aperta- Ci sei riuscita.
-Già e senza dover risvegliare un vulcano.-disse Anna fiera.
Saiel e Anna oltrepassarono il portone spalancato ed entrarono all’interno dell’antico santuario,. L’ambiente era completamente buio ma Saiel fece apparire una fiamma nel palmo della mano e poterono così vedere l’ambiente: Nude pareti di roccia e null’altro, ma verso il fondo dell’enorme stanza si scorgeva una scalinata che scendeva.
Iniziarono a percorrerla e alla fine della lunga scala trovarono una porta.
Una porta in pietra priva di decorazioni o scritte, sembrava innocua ma Anna sentì un brivido percorrerle lka schiena.
-Nei film quando gli eroi varcano una porta all’interno di un luogo sconosciuto e buio dietro non trovano mai nulla di piacevole.-disse
Saiel la fissò intensamente- Hai un presentimento come quello che hai avuto nei boschi di Tar?
Anna annuì-credo di sì.
-Allora sarà meglio che vada io per primo.-disse Saiel avvicinandosi alla postra e aprendola con una semplice spinta.
Ad attenderli oltre la soglia però non c’era nulla, solo un altra stanza completamente spoglia e vuota le cui pareti però ospitavano cinque porte.
Due porte sulla parete destra una con un simbolo stilizzato di un vortice e una con il simbolo di una fiamma, e due porte sulla parete sinistra una con il simbolo di una goccia d’acqua e una con un albero stilizzato. Mentre nella parete di fondo era posta una porta singola con una nuvola disegnata in bassorilievo.
-Una porta per ogni clan……interessante. Mi sembra di essere la concorrente di quiz telesiviso.-disse Anna portandosi un pugno davanti alla bocca come fosse un microfono.-Signori e signore siamo davanti alla scelta finale, quale porta sceglierà il nostro concorrente, la porta numero uno, la porta numero due o la porta numero treeee-concluse imitando Mike Buongiorno.
Saiel la guardava perplrsso, e Ana scosse la testa-ignora quanto ho appena detto sarebbe troppo complicato da spiegare. Ma il fatto resta che dobiamo scegliere che porta aprire per prima.
-Ammesso che si aprano.-le ricordò Saiel.
Lui e Anna tentarono di aprire tutte le porta, ma srnza successo erano inamovibili.
-Temo ci vorranno nuove parole d’ordine.-disse Anna-A meno che…..questo era un santuario vero?
-Sì
-Quindi i membri di tutti i clan vi venivcani.-
-Sì.-
Queste potrebbero essere le”camere degli ospiti” delle camere personalizzate per ogni clan. Noi siamo del clan del fiuoo perciò potremo aprire solo la porta che riguarda il nostro potere. E probabilmente la potremo aprire attraverso di esso-dicendo questo diresse una fiamma verso la porta decorata con una fiammella stlizzata e non appena questa venne sfiorata dal fuocò si aprì
-Si è aperta!-disse Saiel
-Già, speriamo nella stanza ci sia qualcosa che ci aiuti però ad indagare sul clan dell’aria.
La stanza risultò essere molto diversa dalle precedenti. Tanto per cominciare era riccamente arredata con mobili dui legno pregiato, intarsiati e di un ricco colore dorato. Un enorme letto a baldacchino, un enorme armadio a quattro ante, un tavolo quattro sedie, una cassettiera, due divani, e in un lato della grande camera c’era addirittura una piccola cucina con diversi mobiletti, che ospitavano pentole di diverse misure a ltri utensili che circondavano un piccolo focolare pronto per essere utilizzato per cucinare prelibsti manicaretti. I pavimenti erano coperti da lucidissimi mosaici colorati rappresentanti scene mitologiche e naturalistiche. Lo stile sembrava ricordare quello delle ville romane antiche con colori ricchi di rossi e marroni. La stanza era semplicemente magnifica e soprattutto sembrava l’avessero appena pulita, ogni superficie brillava, non poteva essere stata abbandonata da secoli e questo preoccupò parecchio Anna.
-Non che non apprezzi l’arreamento, ma Saiel…questa camera sembra sia sta abitata fino a pochi istanti fa. Non è abbandonata da centinaia di anni, sembra nuova. Chi l’ha pulita? Chi ha conservato tutto questo fino ad oggi?
-Non lo so, ma credo lo scpriremo presto-le rispose lui facendole segno di tacere. Infatti poteva sentire il suono di pasi che si avvicinavano da dove erano venuti. Fece indietraguiare Anna e si mise dietro la porta chiusa pronto ad assalire chiunque fosse entrato.
Ma nessuno entrò, una scnosciuta si limitò ad apparire davanti a loro dal nulla.
Saiel e Anna balzarono indietro sorpresi. –Un’arcimago.-dissse Anna
-Non proprio rispose la donna.
Aveva lunghi capelli bianchi, ma non era vecchia dimostrava intorno ai trenten’tanni e indossava una luga tunica argentea. Il suo volto era levigato e perfetto sotto ogni punto di vista, simmetrico in modo millimetrico e freddo come il marmo. Ma ciò che più colpiva chi la vedeva erano i suoi occhi grigi argenti come il suo abito.
-Non sono un arcimago, non esistono arcimaghi in realtà coloro che chiamate in questo modo, come me, sono semplicemente ascesi.
Ascesi?
Sono saliti ad un piano di esistenza superiore o meglio, hanno superato i loro limiti ed hanno incanalato più energia di quanto fosse saggio e questo ha causato la loro ascensione. E’ come se le protezioni naturali che il nostro corpo umano ci forbnisce fossero state bruciate ed annulate, questo ci permette di usare più magia ed espande i nostri poteri. Ma spesso ci danneggia alo stesso tempo. Senza barriere ci è difficile vivere a streto contatto con altri esseri viventi.
-I nostri arcimaghi non hanno questi problemi
-forse loro sono ascesi ad un livello più basso, parte delle loro barriere sono rimaste…non so, o forse il loro potere non era tale da causare troppi problemi, ma il nostro…..il nostro era già tamente grande in origine che averlo amplificato rende impossibile per noi vivere insieme ad altre persne, saremmo un pericolo per loro oltre che per noi stessi
-tutto questo è molto interessante ma chi sareste VOI?
-Oh scusami, hai ragione averi dovuto presentarmi, perdona la mia prolissità ma vedi è da così tanto tempo che non ho ospiti e hce non parlo con qualcuno…Io sono Aisha, del Clan del cielo.