Capitolo 6


The_Japanese_Garden_by_mizzdraconiaDopo averli rassicurati, Anna e Saiel riuscirono a fare uscire tutti dalla stanza, tutti tranne Melissa e Wes. Anna si avvicinò alla donna e le comunicò la grande notizia: lei e Saiel avevano bisogno del suo aiuto per una missione segreta affidatagli da Acaon . Delissa sgranò gli occhi e si portò una mano alla gola -Del mio aiuto?

-Sì. Tu sei la persona che ha studiato più a lungo i testi riguardanti la storia dei cinque clan e quindi solo tu puoi aiutarci a capire dove potrebbe trovarsi il clan scomparso, il clan dell’aria.

Mezzora dopo Anna, Saiel, Melissa, e Wes si trovavano in biblioteca chini su libri di storia. Delissa aveva cercato nella biblioteca i testi che secondo lei potevano contenere le informazioni che stavano cercando e ora tutti e quattro stavano leggendoli attentamente alla ricerca di indizi. Ad un certo punto però Delissa si prese la testa fra le mani sconsolata. – Purtroppo il clan dell’aria scomparve molti secoli prima che questi libri venissero scritti, Già per questi antichi autori erano solo leggenda. Nessun libro parla del luogo dove in passato risiedevano. Questo è tutto ciò che ho trovato., – disse Delissa aprendo davanti a loro un libro dall’aspetto vetusto e lacero – Si tratta di un testo di leggende e dice che il culto del santuario di Ils era legato in qualche modo misterioso al clan dell’aria. L’autore suppone che le entità adorate in questo santuario fossero membri di quel clan ascesi e divenuti dei.

-Niente altro?- chiese Anna

-Niente altro.

-Bè è sempre meglio di niente, andremo a queste santuario e lì cercheremo altri indizi.- dise Anna cercando di apparire ottimista ma fallendo miseramente.

-Non credo troverete molto.- disse Wes

-Perché?

-Perché il santuario è abbandonato da secoli, ormai sarà solo un cumulo di rovine.

 -Ci andremo comunque non abbiamo altra scelta. Dove si trova?

- Si trova a nord, sui monti Vides. – disse Wes.

Delissa si mise a cercare tra varie cartine e pergamene e le porse un foglio -Ecco questa è un’ antica mappa del percorso per giungere al santuario. Non è precisissima, ma è tutto quello che ho.

 -Andrà benissimo Melissa, puoi dirci altro sul clan del cielo?

Delissa aggrottò la fronte per la concentrazione nel tentativo di ricordare quante più cose possibili -Nei miei studi sono incappata poche volte in leggende riguardanti questo antico clan. Le uniche cose che questi autori sono in grado di dire sono che i suoi membri avevano i capelli color argento o bianchi e che erano molto potenti. Tutto qui.

Wes alzò gli occhi al cielo-Insomma non sai dirgli nulla.

-Io faccio del mio meglio ma senza altre fonti….purtroppo non sono in grado di aggiungere altro, so che non vi ho detto nulla di rivelante e che ho sprecato il vostro tempo che è molto prezioso visto la vostra missione, e vorrei poter fare di più. Oddio vorrei possedessimo più libri ma purtroppo le guerre non hanno permesso che gli studiosi abbondassero, gli uomini del clan sono sempre stati in maggioranza soldati e le donne, bè le donne o erano soldati anche loro o erano troppo occupate coi figli o con i loro cari feriti in guerra o erano troppo vacue per studiare perciò abbiamo pochi testi rilevanti e ora questa mancanza si fa sentire. Oh se solo gli uomini in passato avessero avuto il buon senso di scrivere dettagliatamente i fatti che vivevano, ora non avremmo tutti questi vuoti nella nostra storia invece niente, troppo occupati a combattere e litigare, che spreco che spreco, Io sapevo che un giorno sarebbe arrivato il momento in cui sarebbero stati utili, ma era l’unica a dirlo e ora è troppo tardi e non so che fare o cosa dire e….

-Mi sembra che di cose da dire tu ne abbia molte invece , fermati per carità e prendi fiato-disse Wes Delissa si fermò e prese effettivamente fiato.

Anna si avvicinò a Delissa -Non preoccuparti Delissa ci sei stata preziosa adesso sappiamo dove iniziare la nostra ricerca, e questo ci basta. Ora credo proprio che andrò a riposare, i miei piedi sentono ancora tutti i chilometri che hanno percorso..

Delissa si portò mortificata le mani alla bocca.-Oh Dei e io che ti ho fatto stare qui a studiare antichi testi dopotutto quello che hai passato sono proprio stata insensibile. Presto vai a riposarti, poverina sei stata rapita chissà cosa hai subito e io ti sfrutto qui in biblioteca come mi vergogno di me stessa, vuoi che ti prepari una tisana rilassante? Un balsamo per i piedi fatto con erbe mediche? Ho giusto letto due giorni fa un’antica ricetta che si tramandavano le donne della famiglia Mayo che dovrebbe..

Wes la interruppe di nuovo e le mise la mano davanti alla bocca tappandogliela -Delissa calmati. Deve solo riposare un po’ tutto qui. Vai Anna presto prima che ricominci a parlare Anna seguì il suo consiglio.

Lei e Saiel si fermarono davanti alla porta delle stanze di Anna.

-Credi che Delissa riuscirà a mantenere sgreta la nostra missione?  Trattenere le parole è molto difficile per lei.- disse Anna.

-Indubbiamente, proprio per questo Acaon ha deciso che Wes d’ora in avanti le starà sempre vicino, controlerà che non dica nulla che non dovrebbe dire.

-Poverina, passare tutto quel tempo con Wes…non la invidio. Però magari tra i due potrebbe nascere qualcosa..

-Lo stai facendo ancora.-disse Saiel alzando gli occhi al cielo.

-Cosa?

-Cerchi di creare coppie. Prima mia sorella e il secondogenito del capoclan del vento, ora Delissa…

-Non ci vedo nulla di male. Mi piace vedere la gente intorno me felice. E ora non intendo discutere con te sono troppo stanca.

-Lo so, ma non credo avrai tempo per dormire adesso ormai è quasi ora di cena. E dopo aver mangiato immagino che Acaon vorrà sentire le informazioni che Dalissa ha trovato.  Durante la cena intanto parlerò ai miei uomini e spiegherò loro come mai non potrò guidarli contro l’esercito nemico. La nostra missione è segreta, perciò mi limiterò a dire loro che Acaon mi ha affidato il compito di portarti in un luogo sicuro lontano dalla battaglia che sta per scoppiare.

-Ti spiace non poter combattere al loro fianco.-gli chiese Anna

-Sì, sono i miei uomini mi sento responsabile nei loro confronti, ma al tempo stesso so che seguire te è il mio destino.

-Spero tu non te ne pentirai.

Anna si sentiva terribilmente responsabile verso Saiel. Se gli fosse successo qualcosa sarebbe stata completamente colpa sua. Lo stava trascinando con sé in questo piano impossibile solo per non sentirsi sola? Forse…..non sapeva nemmeno lei il perché,  tutto era cominciato quasi per caso, ma era stata lei a decidere. Lei, a coinvolgerlo.

Le venne in mente una vecchia canzone sentita tanto tempo prima, in un altro mondo ormai:

 

Mi sono innamorata di te
perché
non avevo niente da fare
il giorno
volevo qualcuno da incontrare
la notte
volevo qualcuno da sognare
Mi sono innamorato di te
perché
non potevo più stare sola
il giorno
volevo parlare dei miei sogni
la notte
parlare d’amore
Ed ora
che avrei mille cose da fare
io sento i miei sogni svanire
ma non so più pensare
a nient’altro che a te 

 

Mi sono innamorata di te
e adesso
non so neppure io cosa fare
il giorno
mi pento d’averti incontrato
la notte
ti vengo a cercare.

Non era forse nato tutto da un suo capriccio, per non sentirsi più cos’ estranea ed isolata in questa dimensione? E ora? Lo amava? Anna non lo sapeva, ma proprio come diceva la canzone ora non poteva più fare a meno di lui.

Anna era sconvolta per due motivi. Prima di tutto a causa di ciò che lei stessa aveva detto, stava per imbarcarsi un una missione impossibile di sua spontanea volontà! Doveva essere impazzita. E secondariamente, a causa di ciò che aveva detto Saiel ad Acaon.

Perciò quando Saiel la riaccompagnò alle sue stanze e si ritrovarono da soli lo affrontò senza mezzi termini.

-E così io sarei la tua comya? Cosa vorrebbe dire? E quando avresti deciso questa cosa? Senza nemmeno consultarmi, tra l’altro…

Saiel le prese le mani e stava per risponderle quando furono interrotti dalla porta che si apriva e rivelava Altair con in mano un enorme mazzo di fiori.

Con l’ingresso di Altair nella stanza cadde un pesante silenzio.

Altair guardò stupito le mani allacciate di Saiel e Anna, ed un espressione ferita si fece strada nei suoi occhi.

-Bentornata fra noi Anna. Non appena ho saputo del tuo rapimento mi sono fatto avanti per venire a salvarti ma mio padre ha pensato che Saiel sarebbe stato una scelta migliore…. e sembra avesse ragione…..L’importante comunque è che tu sia di nuovo qui sana e salva.

Saiel aggrottò la fronte e le lasciò le mani.

-Sono felice anche io di rivederti, Altair- disse Anna, mentre Altair le dava un bacio sulla guancia sotto lo sguardo irato di Saiel

 

-Come stai?- le chiese Altair – Ti hanno fatto del male?

 

Saiel rimase pochi centimetri dietro ad Altair, braccia conserte e sguardo minaccioso fissato su di lui. Anna cercò di sorridere ad Altair per rassicurarlo sulla sua salute ma la tensione nell’aria la soffocava.

 

-Sto bene sono stata fortunata, molto fortunata

 

Altair si girò verso Saiel, poi tornò a guardarla –Anna, credi che potremmo…

 

Anna annuì -Saiel potresti  uscire un attimo. Credo che Altair e io dobbiamo parlare.

 

La schiena di Saiel si irrigidì e il suo cipiglio si accentuò. -No,- le disse senza mezzi termini.

 

Sia Altair che Anna lo fissarono stupiti. Ma lo stupore si trasformò in rabbia sul volto di Altair.

 

-Anna ti ha chiesto di uscire.

 

-Anna non ha niente da dirti.- ribattè Saiel.

 

Anna cercò di frapporsi tra i due -Um, scusate ma io sono qui presente e so parlare per me stessa.- ma nessuno dei due l’ascoltò.

 

-Chi credi di essere per decidere con chi deve parlare?- scoppiò Altair

 

-Io, sono il suo amante, mentre tu non sei niente per lei,- ribattè Saiel .

 

-Adesso ne ho veramente abbastanza finitela tutti e due!- gridò Anna e finalmente i due uomini l’ascoltarono e rimasero zitti a scambiarsi sguardi pieni d’odio. Anna si avvicinò a Saiel

 

-Perfavore, devo parlare con Altair

 

Saiel aggrottò le sopracciglia e la piega delle sue labbra si trasformò in un lieve broncio

- Non voglio lasciarti sola con lui.

 

Anna gli sorrise. –Non credo di aver bisogno che tu mi protegga da Altair .- Gli prese il volto fra le mani -Perfavore?

 

Saiel sospirò ma la sua postura si rilassò.- Va bene-poi incontrò lo sguardo di Altair. -Sarò fuori dalla porta.- e con questa velata minaccia rivolta ad Altrair, uscì dalla stanza chiudendo dietro di sé la porta.

 

Una volta che Saiel fu uscito Altair si volse verso Anna.

 

-Credo di sapere cosa devi dirmi.

 

Anna si passò nervosamente una mano fra I capelli- Già, è successo tutto all’improvviso, prima del mio rapimento…..io e Saiel…insomma..

 

-Siete una coppia. – finì per lei Altair

 

-Sì.-confermò Anna.

 

-Tu  lo ami? So di non avere il diritto di chiedertelo ma…

 

-Non lo so, è ancora troppo presto per parlare d’amore ma, provo qualcosa per lui.

 

-Lo invidio, sai… vorrei essere al suo posto, ma evidentemente non era destino. L’unica cosa che mi viene da chiederti però è…perché lui?

 

-Oh Altair, non lo so. Non c’è una spiegazione logica per i sentimenti, mi piace come persona, mi da sicurezza, mi piace il suo aspetto, sto bene con lui. Tutto qui.

 

-Mentre io non sono certo un tipo rassicurante. Sono troppo immaturo, non mi prendo le mie responsabilità…. Ma non mi arrendo sai. In fondo potresti ancora cambiare idea, trovare un difetto insormontabile in Saiel e lasciarlo, e io sarò lì, più responsabile e maturo, ad aspettarti.

 

-Non dire così Altair. Tu vai già bene così come sei, e qualunque donna sarebbe felice delle tue attenzioni. Vedrai, incontrerai la persona giusta che ti amerà per ciò che sei: espansivo, caloroso, intelligente. Non vale la pensa aspettare me, veramente.

 

-Non sono d’accordo su questo punto. E non mi arrendo nei tuoi riguardi. Ti conquisterò un giorno, vedrai. Ma ora sarà meglio che  me ne vada o tra poco Saiel butterà giù la porta

 

Dopo l’uscita di Altair, Saiel rientrò nella camera e Anna lo accolse dandogli un bel pugno sul bicipite.

-Questo è per la scenata di gelosia di poco fa. Ti ho forse dato motivo per non fidarti me?

-No

-E allora perché ti sei comportato così?

Saiel la fissò negli occhi – Perché quando si tratta di te non riesco ad essere razionale. So che hai scelto me, nonostante Altair ti volesse per sé, e che quindi tu non lo vuoi, ma lui è innegabilmente più attraente di me e ha sempre ottenuto ciò che voleva e…..i sentimenti spesso annebbiano la mente. Non ragione quando si tratta di te.

Anna sospirò -Per me è lo stesso nei tuoi confronti, lo sai vero? Perciò se mai ti vedessi in atteggiamenti intimi con un’altra donna aspettati urla calci e pugni, capito?

Saiel sorrise.

-Ma non credere che mi sia dimenticata di quello che cui stavamo parlando prima che arrivasse Altair. Cosa significa comya?

Saiel si impietrì ed abbassò lo sguardo, poi dopo aver preso fiato rialzò gli occhi verso di lei -Comya significa compagna, ma è un concetto complesso, letteralmente significherebbe la metà di me stesso. Quando un uomo o una donna del clan dichiarono qualcuno la loro comya, è come se si legassero a lei o a lui……

-Aspetta vuoi forse dirmi che dichiarandomi la tua comya mi hai sposato?!

-No, credo che per sposare tu intenda legarsi per la vita, no, e  per quello esiste un’altra cerimonia, una cerimonia che si può celebrare solo dopo essere stati dichiarati comya da qualcuno per almeno un anno.

-Quindi dichiarandomi comya ci siamo fidanzati.

-Se il fidanzamento per la tua gente è ciò che precede una cerimonia di unione permanente, allora sì, siamo fidanzati.

Anna non sapeva se doveva sentirsi lusingata, felice o arrabbiata. -Non avresti dovuto consultarmi prima?

-Avrei dovuto e avevo intenzione di farlo, ma quando Acaon ha proposto di separaci e di mandarti senza di me in questa pericolosa missione, io ho dichiararti mia comya! In questo modo non ci separeranno. Ma te lo chiedo ora: vuoi essere la mia metà?- le chiese sfiorandole una guancia con la punta delle dita. Il lieve tocco delle sue dita bastava per farla sciogliere dentro e Anna si chiese per la millesima volta, cosa c’era in Saiel che l’attraeva tanto.

Non era bellissimo, i tratti del suo viso erano troppo marcati, la sua mascella troppo quadrata, il suo naso era lungo e piuttosto importante, i suoi due grigi erano spesso freddi e severi. Eppure l’insieme di questi tratti e la passione che leggeva in fondo ai suoi occhi riuscivano a toccare delle corde dentro di lei, mai toccate prima. Tutto questo la spaventava, era ovvio, ma non poteva negare ciò che provava.

-Sì.- gli rispose, e fu felice di vedere il volto di Saiel illuminarsi di gioia e un ampio sorriso sorgere sulle sue labbra. Era così raro vederlo sorridere così apertamente. Oh, spesso le sorrideva alzando un angolo della bocca, ma una sorriso aperto e spontaneo era una cosa rara e per questo molto preziosa

-Sai, vivere in questa dimensione ha modificato il mio carattere…nel mio mondo non avrei mai avuto il coraggio di fare la prima mossa nei tuoi confronti…invece ho osato, e ne sono felice.

-Anch’io.- gli rispose dolcemente lui.

Anna lo abbracciò forte, non avrebbe voluto rovinare questo bel momento ma doveva assolutamente dirgli ciò che provava riguardo ciò che stavano per affrontare assieme

- Saiel ho molta paura.

-Perché?

-Per quello che sta per accadere, per la guerra, per la nostra missione…Saiel tu mi hai appoggiato ciò che ho proposto ad Acaon, ma….non sono stata io a proporre quel piano

-Come ? Sei stata tu ero presente se ben ricordi.

-Lo so, lo so, ma ti giuro, non ho mai nemmeno pensato di andare a cercare il leggendario clan, e perché avrei dovuto? Con tutto quello che mi è successo non ho certo avuto molto tempo di fare piani….no, la mia bocca si è aperta e ha parlato, ma, non la controllavo io, era come se il mio corpo fosse controllato da qualcun altro, qualcuno che vuole che io e te intraprendiamo questa missione…..

-Qualcuno ti controllava?

-Sì e parlava attraverso me

-E molto strano, non ho mai sentito parlare di questi tipo di magia…..forse dovremmo dirlo ad Acaon.

-L’ho pensato anche io, ma…..anche se non è mio, questo piano ha senso, e….lo so che è strano,ma mentre le parole uscivano dalla mia bocca non mi sentivo controllata da una forza malefica, ma bensì benefica. E se fosse vera,ente questo il mio destino, il motivo per cui sono stata trasportata qui? Io credo dovrmmo portare avanti questo piano

Saiel la guardò serio e poi annuì, -come vuoi , tu sei la fiamma, lo sento, e se tu senti che dobbiamo seguire questo piano allora lo faremo

Stava per aggiungere qualcosa quando la por si aprì ed entrarono Roscel, Ailinn, Delissa e i piccoli Lilis e Rews. Dietro di loro apparì Wes-Scusate non immaginavo quando ho detto loro che Anna era tornata che si sarebbero precipitati qui in massa-

Tutti si buttarono adosso ad Anna per abbracciarla e Saiel fece appena in tempo ad allontanarsi da lei prima del loro attacco.

-Sei tornata sana e salva.

-Come sono felice di rivederti.

-Sei tornata finalmente.

Tutti parlavano contemporaneamente, era una vera e propria baraonda. Anna abbracciò tutti e cercò di rassicurarli-.Si sono tornata e sto bene. Sono stata molto fortunata.

Ailinn aveva le lacrime agli occhi-Ero così preoccupata, sia per te che per Saiel. Quello stupido è voluto venire a salvarti da solo…..

Anna cercò di trovare il modo di arginare le sue lacrime e capì che solo dandole un nuovo shock avrebbe potuto farlo. -E’ andato tutto bene e come vedi siamo entrambi qui sani e salvi….e fidanzati.

Ailinn e gli altri la guardarono perplessi- -Fidanzati? Cosa significa questa parola?

Guardò suo fratello in ceca di una spiegazione e Anna vide le orecchie di Saiel diventare paonazze-Mmm ecco io ho dichiarato Anna la mia comya.

-Coosa?! Ma è fantatico! -Urlò Ailinn e gli altri le fecero coro con un giro di congratulazioni e la baraonda ricominciò.

Dpo un altro giro di abbracci che stavolta incluse anche Saiel Ailinn prese le mani di Anna

-Sono così felice ora ho finalmente una sorella, e tu avrai una famiglia Anna, non sarai più sola.

-No, non sarò più sola.- disse Anna prendendo la mano di Saiel.

rosso 

Quando si svegliò era distesa su un morbido letto. Aprì gli occhi e vide che si trovava nella sua camera nel castello del fuoco. –Grazie al cielo.- sussurrò grata.

Il riposo l’aveva ristorata e trovò la forza di alzarsi ed andare in bagno. Lì trovò a aspettarla la vasca da bagno già piena di acqua fumante.

Il più in fretta possibile si liberò degli abiti che indossava e che ormai erano ridotti male dopo il rapimento, la fuga e due notti passate all’addiaccio.

Finalmente nuda si immerse nell’acqua bollente- Meraviglioso,-sussurrò. Il suo abusato fondoschiena non apprezzò il brusco cambio di temperatura, ma Anna strinse i denti e piano piano il calore le sciolse i muscoli che finalmente dopo due giorni smisero di  dolere costantemente.

Si stava rilassando da ormai dieci minuti quando Saiel entrò nel bagno. Indignarsi per il fatto che fosse entrato senza bussare era inutile. Primo perché l’aveva già vista nuda e secondo perché non aveva la forza di farlo, era troppo stanca, perciò Anna si limitò ad alzare un sopracciglio, aspettando di sentire cosa era venuto a dire. La pace era già finita.

-Acaon vuole parlarti urgentemente, ho preso tempo per lasciarti riposare, ma non posso più farlo.

Anna si lasciò scappare un lungo sospiro. -Lo immaginavo ora mi vesto e poi andremo da lui, immagino voglia un resconto di quanto è successo.

-Sì, anche se l’ha già avuto da me vuole sentire anche la tua versione dei fatti, e inoltre sta preparando i piani per resistere all’attacco dell’esercito dell’acqua e della terra e vuole sapere se hai scoperto qualcosa che potrebbe esserci utile.

Dopo un altro lungo sospiro Anna uscì dalla vasca. Saiel l’avvolse in un telo e l’aiutò ad asciugarsi.

Avvolta nel telo Anna andò poi in camera e iniziò a vestirsi mettendosi le prime cose che trovò nell’armadio

-Purtroppo non abbiamo scoperto niente di positivo. Gli hai detto di Sara?

-Sì

-E…

Acaon non è stato molto felice della notizia, teme che lei possa avere dei poteri che non conosciamo.Teme possa essere lei la prescelta.

-Bè inutile prender tempo, andiamo. Vorrei solo che non mi facessero ancora così male i piedi.

Anna non fece in tempo a finire la frase che Saiel l’aveva già presa in braccio

-Intendi portami in braccio fino allo studiolo di Acaon?

Saiel annuì serio e Anna sorrise -Potrei abituarmici lo sai.  E poi saresti costretto ai portarmi in braccio sempre e ovunque. Stai correndo un grave rischio.

-Non credo.

 

***

 

Acaon li aspettava in piedi dietro la scrivania. I suoi due consiglieri erano al suo fianco e anche Wes era presente. Non appena Saiel la mise per terra Wes le si avvicinò per prenderle le mani- E’ bello riaverti finalmente tra noi Sono felice che tu stia bene eravamo tutti in ansia.

-Anche io sono felice di essere di nuovo qui, credimi. Il leader del clan dell’acqua non è esattamente una persona rassicurante

Acaon la fissò serio -Concordo con te. E anche io sono felice che tu sia tornata sana e salva fra di noi, ma le notizie che Saiel mi ha comunicato sono preoccupanti. Le sue parole confermano i nostri sospetti. Leve ha intenzione di liberare le bestie e non volendo essere fermato ha intenzione di attaccare noi e il clan dell’aria distruggendo la pace che abbiamo creato con così tanta fatica.

-Leve è un esaltato Acaon, crede che le bestie siano nuovi dei che guariranno questo mondo distruggendo tutto per poi ricostruirlo.

-Parole stupide e vuote. Leve crede che le storie tramandate dai nostri antenati siano solo fandonie e leggende, ma ogni leggenda ha un fondo di verità Le bestie sono solo portatrici di caos. E che giovamento ci porterebbe un mondo migliore se noi saremmo morti? Leve deve essere veramente impazzito. L’influenza delle bestie evidentemente fuoriesce  attraverso il sigillo posto sul portale. E questo è un cattivo segno, vuol dire che il sigillo è sempre più debole. E ora vengo a sapere che un’altra ragazza proveniente dalla tua dimensione è arrivata sul nostro mondo e si è schierata dalla parte di Leve. E se lei avesse poteri speciali? Se fosse la prescelta? Come potremmo fermarla?

Anna si morse il labbro -Purtroppo Sara, la ragazza in questione, sembra spinta dalla stessa esaltazione di Leve, parlarle è inutile. Quanto a i suoi poteri, non l’ho vista usarli ne li ha nominati perciò ignoro quanto siano grandi o piccoli.

Acaon si mise a passeggiare avanti e indietro pieno di frustrazione -Tutto questo non mi piace, non mi piace per niente. Unendoci all’esercito dell’aria potremmo forse resistere all’attacco degli eserciti dell’acqua e della terra, ma se dei poteri sconosciuti entrassero in campo, sarebbe un massacro. Specie se le bestie si libereranno o verranno liberate.  Non abbiamo nulla che possa contrastarle, solo la speranza che tu nasconda poteri che ancora non sono emersi.

Anna sgranò gli occhi sentendo tali parole -Non potete fare affidamento su poteri che potrebbero non esistere. Per mesi ho studiato magia con Wes. E lui vi confermerà che non ho mostrato alcun segno di abilità magica, L’unico potere che posseggo è quello del fuoco, lo stesso che possedete voi, niente di più.

Wes intervenne- Purtroppo Acaon è vero, Anna non mostra alcuna abilità magica, non riesce a cogliere l’energia presente nelle cose animate e non, io…..non posso dirlo con sicurezza, ma se veramente è la prescelta allora i suoi poteri devono essere di un altro tipo, non legati alla magia….

-Non legati alla magia dici, e quindi cosa potrebbero essere?-chiese impaziente Acaon.

-Non lo so.- rispose il mago.

-Wes mi vuoi dunque privare di ogni speranza?

-No, ma non è giusto nemmeno sperare in qualcosa che non avverrà.

-E cosa potremo fare per fermare le bestie? Cosa?

Vedendo che Acaon stava perdendo la pazienza Anna intervenne -Per fermare le bestie servono poteri maggiori di quelli che possedete oggi, ma leggendo i vostri libri di storia ho letto che un tempo esisteva un quinto clan,il clan del cielo, dotato di poteri superiori a quelli degli altri clan poiché più vicino agli dei.

Acaon la fissò senza capire dove voleva arrivare-Quel clan scomparve centinaia di anni fa.

Anna annuì -Forse….ma nessuno lo ha mai cercato veramente o sbaglio? Eravate troppo occupati a farvi guerra tra di voi per esplorare questo mondo alla ricerca di un mitico clan.

Acaon la fissò ironico- Anche ora siamo troppo occupati per farlo.

-No se è l’unica speranza che ci resta. Se trovassimo questo clan e se questo accettasse di unirsi a noi nella lotta, forse potremmo addirittura sconfiggere le bestie.

-Se, se, se. Tutti questi se non danno alcuna garanzia.

-Volevate una speranza, io questa vi sto dando, niente di più. Ma è sempre meglio di niente.

-A volte non resta altro che accettare il proprio destino.

-Non credo lo pensiate veramente, non potete arrendervi.

-Che altro possiamo fare? Tu non hai poteri magici, non sappiamo dove si trovi il clan del cielo, ammesso che esista ancora…

-Possiamo cercarlo! Delissa ha studiato per anni gli antichi testi sono certa che potrebbe aiutarci a restringere l’area da esplorare.

-E chi andrebbe a cercarli? Ogni uomo mi serve per l’imminente battaglia.

-Andrò io.- disse Anna sorprendendo anche se stessa. Era la sua voce quella che aveva parlato? Ma cosa si era messa in testa? 

-Dove lei va, io seguo.- disse Saiel

-Andrò anch’io.- disse Wes

-Assolutamente no, Wes, tu mi servi qui, la tua magia potrebbe essere essenziale per proteggere il castello. Ogni uomo è prezioso, ma tu più di altri. E lo stesso vale per Saiel e anche per Anna, tutti voi mi servite. Saiel per le sue abilità strategiche e Anna perché forse è destino che lei abbia un ruolo nella battaglia.

-E se il mio destino fosse trovare il clan  perduto? Andremo solo io e Saiel, nessun altro, così non rischierà di perdere altre presone che le potrebbero essere preziose.

-No, il rischio è troppo alto e voi mi servite qui.

-Per cosa? Per vedere la fine arrivare?Lei deve lasciarci andare.

Saiel prese parola per la prima volta da quando erano entrati.- Anna ha ragione Acaon, non ti saremmo veramente utili qui, mentre se ci lasciassi andare potremmo veramente fare la differenza in battaglia.

Acaon fissò stupito Saiel. -Anche tu credi in questo piano assurdo? Non troverete niente! Non è da te seguire piani campati in aria. Tu mi servi qui, a capitanare il nostro esercito!

Forse potrei lasciare che Anna intraprenda questa assurda missione scortata da alcune guardie fidate, in fondo sembra che non potrà aiutarci nel combattimento…..ma non lascerò che tu vada.

-Dove va lei vado io. L’ho scelta come mia comya.

-Cosa? E questo quando sarebbe successo? Possibile che io non sappia mai niente in questo dannato castello. Per mesi ho pregato che la fiamma scegliesse un compagno del nostro clan in modo che si legasse a noi, e ora che ci sono dubbi sul fatto che Anna sia la fiamma ecco che diventa la tua comya!

-Non importa che Anna sia o no la fiamma predestinata, ora è la mia comya e questo la rende parte del clan e parte di me. Dove va lei vado io.

-Allora vorrà dire che anche lei rimarrà qui

Saiel scosse la testa- Per anni ho seguito ciecamente i tuoi ordini, sai che ti sono leale, questa volta credo che tu abbia torto. E sono pronto a disobbedirti e ad andare contro il tuo volere. Che possibiltà abbiamo di poter vincere gli eserciti nemici e insieme il potere delle bestie? Nessuna e tu lo sai.  Il piano di Anna, benché imperfetto e improvvisato è l’unica speranza che ci resta.

Acaon sospirò. Il sospiro di un uomo che per la prima volta si sente vecchio.- Mai in tutti questi anni mi hai ricordato tanto mio fratello come in questo momento. E’ sempre stato terribilmente testardo ed impulsivo e questo è stata la causa della sua breve vita…. eppure riusciva sempre a convincermi…..e va bene. Potete andare. Ma solo voi due e che gli dei siano con voi. Perché avrete veramente bisogno del loro aiuto.

 stanca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-E ora ?- chiese Anna mentre lei e Saiel si addentravano nei boschi che circondavano il castello del clan dell’acqua.

-Ora torniamo verso casa. Ho lasciato il mio cavallo nascosto poco lontano da qui. Lo raggiungeremo e viaggeremo finchè farà buio. Dovremo riuscire ad allontanarci abbastanza per poter dormire relativamente sicuri che non verremo scoperti. Poi domani mattina ci metteremo in viaggio per il castello del clan del fuoco. Con un solo cavallo in due ci metteremo circa due giorni.

-Due giorni? Ma…io sono stata rapita stamattina e tu sei qui ora…..

-Tu sei stata rapita e trasportata qui, suppongo,  tramite l’uso della magia applicata ai cavalli. E nello stesso modo io sono giunto fino a qui in ore invece che due giorni. Un mago può dotare un cavallo di una velocità superiore e grande resistenza. Wes l’ha fatto col mio cavallo, ma ormai l’incantesimo si è esaurito e io non posso ripeterlo, non ne ho il potere.

-Capisco.

Una volta raggiunto il cavallo Saiel issò Anna su di esso e poi montò a sua volta.  Il trotto risultò una vera e propria tortura per i muscoli feriti e stanchi di Anna, ma strinse i denti decisa almeno per oggi a non lamentarsi. E poi Il dolore l’aiutava a non pensare a tutto ciò che le era successo.

Quando finalmente si fermarono era ormai notte. Saiel l’aiutò a smontare e preparò con due semplici coperte due giacigli.

Non avrebbero acceso nessun fuoco, la luce sarebbe stata troppo facile a notare e non avevano bisogno del calore dato che potevano autoregolare la loro temperatura corporea.

Anna si stese sulla coperta posta sul duro terreno e alzò il viso verso il cielo notturno, pieno di stelle che non venivano adombrate da nessuna luce artificiale. Un cielo così innocuo e che sembrava così familiare. Di giorno il colore verde rendeva il cielo qualcosa di alieno, ma di notte, il buio lo rendeva uguale a quello che si era abituata a vedere da tutta la vita e per un attimo, se avesse osato farlo, avrebbe potuto immaginare di essere tornata a casa.

Casa.

Dove un tempo vivevano sia lei che Sara.

Sara che ora stava dalla parte del nemico e viveva in questa dimensione risucchiata dal vortice dimensionale che aveva inghiottito lei. Chi di loro due era veramente la prescelta e chi invece era stata trasportata per sbaglio?

Se era lei la prescelta allora Sara si trovava qui per colpa sua?

-Stai pensando alla tua amica?- le chiese  Saiel, che nel frattempo si era steso al suo fianco.

-In effetti sì. Mi stavo chiedendo, se io sono la prescelta allora lei è stata trasportata qui per colpa mia, perché si trovava vicino a me al momento del trasporto dimensionale?

-Non lo so, ma, io credo che fosse destino che arrivaste tutte e due qui. Non devi sentirti in colpa per cose che non avresti potuto controllare.

-In teoria lo so, ma non è semplice. Mi sento in colpa, in parte, ma allo stesso tempo sono così arrabbiata con lei. Mi sento tradita. Come può mettersi contro di me, quando dovremmo invece fare affidamento l’una sull’altra per sopravvivere in questo strano posto. Sono stata così felice quando l’ho vista e poi lei mi ha strappato via questa felicità.

-Però ti ha salvato la vita facendoti scappare

-Già togliendomi la possibilità di odiarla veramente. Sono così confusa in questo momento che non so cosa provo. E non solo nei suoi confronti. Sono confusa anche riguardo a te. Ero così arrabbiata con te, quando ho scoperto che mi avevano rapito. Pensavo : avrebbe dovuto impedirlo avrebbe dovuto proteggermi. Ed era ingiusto pensarlo, sono io che mi sono allontanata da te e sono io che ho voluto cambiare il rapporto tra di noi rendendoti insicuro a tal punto da volermi lasciare spazio e da lasciarmi uscire da sola.

La colpa del rapimento è mia. Eppure mi arrabbiavo con te e allo stesso tempo desideravo vederti di nuovo così tanto. Non ci crederai forse, ma sentivo la tua mancanza così acutamente e quando sei arrivato ero così felice…. Ho provato così tanti sentimenti che ora mi sento svuotata non sento più nulla.

-Dovresti essere ancora arrabbiata con me. Era mio dovere proteggerti ed ho fallito.

-Non è vero non hai fallito, sono io che ho voluto allontanarmi da sola

-E io ho lasciato che lo facessi per lasciarti spazio per pensare a quanto era successo, mi sono lasciato confondere dai miei sentimenti e ciò è sbagliato.

-Non è sbagliato è semplicemente umano, e credo di poterti perdonare il fatto di essere umano.

-Tu perdoni troppo facilmente.

Anna avrebbe voluto ribattere e insistere sul fatto che non c’era nulla da perdonare, ma si rese conto che sarebbe stato inutile. L’orgoglio di Saiel era rimasto ferito da quello che lui percepiva come un fallimento e nulla che lei gli avrebbe potuto dire l’avrebbe convinto del contrario.  Poteva solo rispettare quietamente il suo orgoglio e tacere. L’orgoglio di Saiel non era l’egoistico orgoglio che trasformava in  bulli gli uomini deboli, ma la quieta e ferma dignità che trasformava gli uomini in eroi.

E fu così che Anna decise di cambiare discorso.

-Direi che abbiamo parlato anche troppo non credi. E’ stata una giornata dura, sono stata rapita, inseguita, imprigionata, spaventata, salvata….

-Hai perfettamente ragione devi riposare, domani dovremo viaggiare tutto il giorno e devi recuperare le forze.

-Io veramente volevo dire che  mi merito un po’ di coccole e qualche bacio.

Saiel la guardò come se avesse detto qualcosa di inconcepibile.

-Non vuoi baciarmi?

Non ne poteva essere sicura visto che erano al buio ma le sembrò di vedere il volto di Saiel farsi rosso acceso.

-No, è…..insomma….tu dovresti essere arrabbiata con me, non volermi baciare.

-Bè invece voglio baciarti e stringerti- e così dicendo si strinse a lui. Saiel piegò il capo e prese le sue labbra in un tenero bacio.

 

La mattina dopo Saiel l’aiutò a salire e poi montò sul cavallo davanti a lei. Anna gli fece scivolare le mani sotto il mantello e si afferrò alla sua cintura.

Viaggiavano su un sentiero costeggiato ai lati da campi coltivati quando una freccia sfiorò i garresi del cavallo, ma Anna non si rese immediatamente conto dell’accaduto. Poi sentì un urlo e un gruppo di uomini irruppe dagli alberi sul sentiero dietro a loro.

-Ci inseguono.- disse a Saiel

-Sì, sono uomini del clan dell’acqua, non credo sappiano che siamo fuggiaschi, dai loro abiti direi che non sono soldati, ma probabilmente briganti. Tieniti forte, cercherò di seminarli rispose Saiel assolutamente calmo.

Anna gli si avvinghiò alla vita mentre il cavallo si lanciava al galoppo. Un’altra freccia sibilò vicino all’orecchio di Anna che non trattenne un grido.

-Non c’è motivo di spaventarsi.- disse Saiel freddo come prima, al di sopra dello scalpitio del cavallo.

-No?- Secondo Anna era difficile da credere, ma la calma di Saiel era contagiosa.

Saiel si guardò alle spalle, gli uomini del clan dell’acqua si erano buttati ai lati del sentiero.

-Tentano di tagliarci la strada.-  disse Saiel e voltò improvvisamente a sinistra.

Anna fissò il ruscello che si trovava davanti a loro ostruendo il passaggio e capì che l’avrebbero saltato.

-Oh Dio- bisbigliò, chiudendo gli occhi e affondando il volto nella schiena di Saiel. Il cavallo si librò nell’aria. Lo stomaco di Anna fece un tonfo. Il cavallo riuscì a saltare l’ostacolo ma uno dei due zoccoli posteriori cedette durante l’atterraggio sulla riva opposta e l’animale cadde sulle ginocchia. Saiel e Anna smontarono e Saiel facendo rialzare il cavallo vide che zoppicava. Si guardò attorno:in fondo al campo c’era un boschetto che avrebbe potuto offrire loro riparo dagli inseguitori. Condusse con la briglia il cavallo verso di esso e Anna li seguì.

Il cavallo entrò zoppicando al riparo della boscaglia. Saiel si guardò attorno per valutare la situazione, poi alzò gli occhi sui folti rami di una vecchia conifera.

-Ora Anna voglio che ti arrampichi lassù.

-Perché?

-Sarai più al sicuro e fuori dal tiro dei loro archi e mentre sei lassù se sali abbastanza sarai in grado di dirmi esattamente la loro posizione.

-Bene dovrai aiutarmi a salire però almeno il primo ramo

-Sali sulle mie spalle- Saiel si inginocchiò e tese le mani in modo che Anna potesse reggersi mentre saliva.

Anna sali sulla sua schiena e da lì si aggrappò al ramo più basso dell’alto abete. Con una certa difficoltà riuscì a salirvi e ad alzarsi in piedi su di esso. Poi si aggrappò al rampo sopra di esso e riuscì a sedercisi sopra.

-Cosa vedi? -chiese Saiel a bassa voce

Due uomini, stanno venendo verso il boschetto, no aspetta, sono sei, sei uomini. Ma non sembrano sapere esattamente dove siamo, girano a vuoto.

-Bene,- Saiel prese un arco da una delle bisacce del cavallo- tu rimani lì io vado ad occuparmi di loro.

Anna rimase ad osservare dalla sua postazione. Nel campo davanti al boschetto vide uno degli uomini cadere sulle ginocchia con un grido, una freccia l’aveva colpito ad una spalla. Poi un secondo uomo cadde. I quattro rimanenti iniziarono a scappare cercando riparo dalle frecce.

Saiel tornò da lei con l’arco ancora in mano.

-Quei briganti fortunatamente si sono rivelati dei codardi, non oseranno seguirci, mal cavallo è ferito e non può portare il nostro peso. Tu potrai salirci per alcune ore al giorno, ma per il resto dovrai camminare come me. Purtroppo non c’è altro da fare.

-Immagino di no, direi che la sfortuna ci perseguita, o almeno perseguita me. Dammi una mano a scendere da questo albero.

Saiel di mise sotto il ramo che ospitava Anna e l’afferrò quando le sue braccia cedettero—-Per fortuna hai una buona presa.

 

 

 -Già. Ora sarà meglio metterci in cammino, abbiamo molta strada da fare.

 

Mai parole si rivelarono più vere, dopo un giorno e mezzo Anna si sentiva più morta che viva. Dopo ore di galoppo, trotto e cammino Anna sedeva sulla sella esausta e dolorante, gli occhi chiusi e le mani strette sul pomo della sella come se solo quello le impedisse di cadere a terra. Cosa probabilmente vera.

I suoi piedi ormai non le dolevano più erano insensibili, probabilmente si erano consumati a forza di camminare. In compenso ogni muscolo delle sue gambe  bruciava come fosse stato immerso nell’acido. Non ce la faceva più ad andare avanti. E stare in groppa al cavallo non migliorava di molto le cose, in quanto la sua incapacità di montare in modo corretto, faceva sì che poggiasse troppo col suo peso sulla sella e che sentisse ogni movimento del cavallo . Ormai il suo fondoschiena e il retro delle sue cosce erano pieni di lividi. Stava seriamente pensando che le torture di Leve non avrebbero fatto altrettanto male.

Per fortuna erano ormai quasi arrivati al castello del clan del fuoco, o almeno così le aveva detto Saiel, più di un’ora prima.

Il cavallo, percependo di essere arrivato alla fine di quell’infinito viaggio, aumentò l’andatura e infatti ecco davanti a loro il castello che si stagliava contro il verde smeraldo del cielo sereno.

-Siamo arrivati.

-Finalmente.- disse Anna gli occhi ancora chiusi a causa del dolore del suo fondoschiena.

Il cavallo di fermò e si rifiutò di avvicinarsi oltre. Saiel lo guardò negli occhi e decise di non insistere, anche l’animale migliore del mondo ha dei limiti. Il cavallo avrebbe riposato un pò e poi sarebbe arrivato al castello quando avrebbe voluto farlo, non prima.

Si avvicinò quindi ad Anna per aiutarla a smontare. Lei cercò di muovere i suoi muscoli rigidi per la stanchezza ma questi non cooperarono e cadde senza forze tra le braccia di Saiel come un sacco di patate. Gli circondò il collo con le braccia e si lamentò- Saiel, ho male ovunque.

-Lo so piccola, resisti ancora per qualche minuto.- e la portò in braccio verso il viale d’ingresso al maniero. Ma Anna aveva ormai perso conoscenza.