Capitolo 4


bacio1Anna avrebbe voluto poter andare a chiudersi nelle sue stanza, ma non riusciva ancora ad orientarsi all’interno del labirinto di corridoi del castello, perciò si era fermata nel corridoio fuori dalla sala da ballo ‘Sono veramente patetica, dovrei salvare questo mondo e non riesco nemmeno a trovare la mia camera.’

Saiel, che l’aveva vista uscire, l’aveva seguita e la raggiunse. –Problemi?

Anna lo guardò ironica- I soliti. Gli uomini sono degli egoisti testardi che non ti ascoltano mai. Ti spiacerebbe accompagnarmi alla mia stanza?

Saiel annuì e iniziò a camminare, Anna lo seguì. Le sembrava di non fare altro, da quando era arrivata in questo mondo, che seguire Saiel. Arrivata alle sue stanza entrò e lo lasciò a fare la guardia in corridoio.

Anna era quanto mai confusa. Aveva imparato molte cose sul passato di questa dimensione, aveva iniziato a conoscere gli abitanti del castello eppure si sentiva ancora un pesce fuor d’acqua. E per di più infreddolita. Quando era tornata in camera non si era accorta che il fuoco del camino si era spento. Chiamò Saiel che entrò subito nelle sue stanze.

-Scusa se ti disturbo per una sciocchezza del genere ma sto morendo di freddo, il fuoco si è spento.

-Nessun disturbo, – disse accendendo il fuoco del camino col semplice tocco della mano- ma tu non dovresti sentire freddo, hai il fuoco nel tuo sangue, qui al castello usiamo il fuoco per far luce non per scaldarci, non ne abbiamo bisogno.

-Sarebbe stato utile se l’arcimago me l’avesse detto.

-Forse non ci ha pensato, di solito è un’azione automatica che impariamo nell’infanzia. Ci basta pensare al calore e ci riscaldiamo. Possiamo regolare a nostro piacimento la temperatura dei nostri corpi. 

-Allora posso farlo anche io, visto che ho il vostro stesso potere.

-Credo proprio di sì.

-E come?

Saiel le prese una mano e la posò sul suo petto all’altezza del cuore -Devi regolare il battito cardiaco e pensare al calore. Non troppo o ti brucerai, un calore diffuso che ti scaldi, lentamente mentre il cuore accelera leggermente i suoi battiti.

Anna sentiva sotto il suo palmo il cuore di Saiel battere. Thump Thump Thump il suo stesso cuore iniziò a battere più velocemente. Il calore che sentiva iniziò a crescere. Ma non grazie al potere, semplicemente perché era vicina Saiel. Fece l’errore di sollevare lo sguardo e i suoi occhi rimasero imprigionati negli occhi di lui. Doveva ammetterlo, almeno a se stessa, si sentiva attratta da Saiel. Le piaceva. Voleva passare del tempo con lui. Vederlo senza vestiti….Voleva vedere il suo volto sul cuscino di fianco al suo. Com’era possibile? Di solito era attratta da ragazzi simpatici e aperti, con cui poter parlare di tutto e ora era qui, incapace di staccare gli occhi dal volto della sua guardia personale, un uomo taciturno e chiuso. E la cosa più strana era che stare vicino a lui la rendeva nervosa come non le era mai successo con nessun altro.

-Senti il calore?- le chiese Saiel.

Anna annuì. Lo sentiva anche troppo.

-Saiel?

-Sì.

-Io ti piaccio?

Saiel si allontanò da lei così velocemente che Anna perse quasi l’equilibrio.

-Bè direi che questo risponde alla mia domanda.- commentò sarcastica. Eppure le era sembrato che lui la guardasse con uno sguardo molto caldo.

Saiel la fissava ad occhi sgranati, sembrava rimasto senza parole. Non che questo fosse una novità per lui.

-No…..io…tu…Perché me lo chiedi?

Anna si riavvicinò a lui e Saiel indietreggiò fino a ritrovarsi intrappolato contro la parete.

-Perché quando siamo vicini, quando tu mi sfiori, sento qualcosa. Calore, chimica, passione, chiamala come vuoi. La realtà è che sono attratta da te.  E volevo sapere se tu provavi la stessa cosa.

-Io….?

-Ti ho messo in imbarazzo?

-No, sì. Io sono la tua guardia del corpo. Devo starti acanto per poteri proteggere è normale che tu, spaesata dal fatto di trovarti in u nuovo mondo, ti senta bisognosa di creare nuovi legami, e passando molto tempo con me…e sono la prima persona che tu hai conosciuto qui….

-Saiel, non  mi importa capire perché mi senta attratta da te. Lo sono e basta. Voglio sapere solo se tu provi attrazione per me.

-Non posso.

-Perché devi farla così difficile. Non mi interessa se puoi o no.  Devi solo dirmi sì sono attratto da te  o no non lo sono.

-E se lo fossi? Metà degli uomini del castello è attratta da te, cosa cambia se c’è n’è uno in più

-Ma io non sono attratta da loro

-Nemmeno da Altair?

-Attratta fisicamente sì, ma contro la mia volontà. Mentre nei tuoi riguardi non ho questo conflitto, mi fido di te. Non dovrei perché non ti conosco, ma le cose stanno così.  E’ terribilmente stupido da parte mia, lo so.

-Cosa vuoi che ti dica? Cosa vuoi da me?

-Voglio solo che tu mi dica la verità.

-Mi piaci. Sei una bella donna e io sono un uomo come puoi non piacermi? Ma questo non cambia nulla. Sono la guardia che deve proteggerti, non che deve portarti a letto.

-Quindi una cosa esclude l’altra?

-Sì.

-Perché?

-Perché fare altrimenti sarebbe pericoloso per te.  Una mia distrazione potrebbe voler dire la tua morte.

-Qualunque cosa qui potrebbe portare alla mia morte! Potrei incenerirmi io stessa con potere del fuoco durante una lezione! Credimi, potrebbe avvero succedere tanto sono negata nella magia. Ma questo non centra niente!  Voglio qualcosa di più da questa mia nuova vita! Qualcuno a cui appoggiarmi, qualcuno con cui parlare che mi consoli quando sono triste che mi stia accanto….

-Vuoi un appoggio, e vuoi che sia io. Perchè? Perchè sono comodo per te? A portata di mano?

-No, perchè quando mi sfiori….quando mi sfiori mi sento viva di nuovo, come non mi sono più sentita da quando sono finita qui. In parte è attrazione fisica, anche quando Altari mi bacia è piacevole,  ma non è la stessa cosa. Con te mi sento… a casa. Mi stabilizzi. Come faccio a spiegarti qualcosa che non riesco a spiegare nemmeno a me stessa.

Saiel si mise le mani nei capelli -Ti rendi conto di quanto si complicherebbero le cose se io e te…insomma se diventassimo una coppia?

-No! Non lo so! Ma lo voglio lo stesso. E tu?

Saiel si passò una mano sul volto- Ah, che gli Dei mi perdonino ma lo voglio anch’io.

-Davvero?

-Davvero.

Anna lo abbracciò e lo tenne stretto con tutta la sua forza.

-Sei così bella- le sussurrò Saiel direttamente contro l’orecchio.

-Davvero?- Anna riusciva a malapena a parlare. Il suo cuore batteva all’impazzata e sembrava voler parlare al posto della sua voce.

Saiel le rispose parlando lentamente, come per assicurarsi che comprendesse a pieno cosa le stava dicendo, e ogni parola che pronunciava era seguita da un sensuale soffio contro il suo orecchio. –Sì, davvero. Sei testarda, esuberante, troppo sincera per il tuo stesso bene e a volte troppo invadente, ma sei anche talmente  bella da far male. E vuoi me, tra tutti gli uomini del castello, vuoi me.

-Voglio te.

-E io voglio te, ho bisogno di te anche se non lo sapevo.- disse Saiel, le sue labbra contro la  guancia di Anna. E lei sentì il dolore nella sua voce, il disperato bisogno e il suo petto si strinse. Nessuno aveva mai avuto veramente bisogno di lei, men che meno qualcuno il cui scopo nella vita era essere forte  e proteggere gli altri, e le piaceva la sensazione di potere che le dava, la forza. Lui le stava chiedendo aiuto e lei voleva darglielo. Voleva fare in modo che fosse felice, e voleva che lui facesse lo stesso per lei. Non lo voleva soltanto, ne aveva bisogno.

-Anche io ho bisogno di te.- il mondo che conosceva era scomparso e quello in cui era stata catapultata stava per cadere nel caos, ma Saiel non sarebbe crollato, avrebbe tenuto duro. Anche per lei. E lei avrebbe tenuto duro per lui.

Saiel la baciò e Anna ricambiò il suo bacio. Si nutrirono l’uno delle labbra dell’altro con un’urgenza nata dal bisogno e dalla disperazione. Anna non poteva toccare abbastanza di lui per poter seppellire il suo dolore sotto sensazioni di piacere, ma poteva provarci. Nascose il viso nel suo collo e aspirò il suo odore. Profumava di muschio,  e di cenere e il suo odore la elettrizzava e al tempo stesso le dava un senso di sicurezza. Le sue mani trovarono il suo petto, mentre quelle di lui affondavano nei suoi capelli. Saiel spostò indietro il capo di Anna e iniziò a baciarle il collo. Sembrava volesse divorarla completamente, i suoi movimenti erano frenetici, quasi convulsi e Anna sapeva il perché. Se avessero esitato, anche solo per un attimo o avessero rallentato, avrebbero dovuto pensare a quello che stavano facendo e nessuno dei due voleva farlo. Volevano sentire, perdersi in qualcosa di abbastanza coinvolgente e potente da cancellare per un poco di tempo la realtà, e il dolore e le paure che portava con sé.

 

donna6La sala da ballo del castello in occasione dello spettacolo organizzato per gli ospiti del clan dell’aria era stata decorata con migliaia di fiori bianchi. Alti candelieri posti vicino alle pareti l’illuminavano di una luce dorata. Ogni mobile era stato spostato per liberare la parete nord, dove era situata una lunga scalinata, l’ingresso principale alla sala, e il centro della stanza, dove avrebbe avuto luogo lo spettacolo, mentre delle sedie erano state poste vicino alle pareti sud e ovest. Vicino alla parete est invece era posizionata l’orchestra.

Un folto pubblico era già seduto in attesa che l’esibizione iniziasse. La curiosità era molta  e tutti bisbigliavano fra loro eccitati.

Quando le luci si abbassarono, grazie ad una piccola magia di Wes, tutti fecero silenzio.

L’orchestra iniziò a suonare una dolce melodia e Ailinn apparve in cima alle scale.

Iniziò a scendere piano la scalinata, mentre la sua voce lieve volava sulla note, invitante e seducente.

 

Che questa mia canzone arrivi fino a te
ti porterà dove e nessuno l’ascolterà
la canterò con poca voce, sussurrandotela
e arriverà prima che tu ti addormenterai.

E se mi sognerai
dal cielo cadrò
E se domanderai
Da qui risponderò
E se tristezza e vuoto avrai
Da qui le cancellerò

Sognami se nevica
Sognami, sono nuvola
Sono vento e nostalgia
Sono dove vai…..

E se mi sognerai
Quel viso riavrò…
mai più quel piangere per me
sorridi e riavrò

 

Ailinn  guardò negli occhi Ren mentre cantava di nuovo il ritornello della sua canzone d’amore per lui:

 


Sognami se nevica
Sognami, sono nuvola
Sono il tempo che consola
Sono dove vai…..
 

Sognami mancato amore
La mia casa è insieme a te
Sono l’ombra che farai
Sognami da li.

Il mio cuore è li. 

 

Quando la sua voce si spense, il silenzio calò nella sala e poi dopo un breve attimo risuonarono gli applausi,. Ailinn, che era rimasta tesa durante l’esibizione riuscì finalmente a rilassare le spalle e a sorridere di soddisfazione: era piaciuta.

Altair la raggiunse ai piedi delle scale. Era il momento del loro duetto.

Altair cominciò a cantare in una profonda voce tenorile

 

Vivo per lei da quando sai
La prima volta l’ho incontrata,
Non mi ricordo come ma
Mi entrata dentro e c restata.
Vivo per lei perché mi fa
Vibrare forte l’anima,
Vivo per lei e non un peso

 

La quieta voce di soprano di Ailinn s’innalzò limpida intessendo un armonico controcanto con la voce di Altair

 

Vivo per lei anch’io lo sai
E tu non esserne geloso,
Lei di tutti quelli che
Hanno un bisogno sempre acceso,
Come uno stereo in camera,
Di chi da solo e adesso sa,
Che anche per lui, per questo
Io vivo per lei.
è una musa che ci invita
A sfiorarla con le dita,
Attraverso un pianoforte
La morte lontana,
Io vivo per lei.
Vivo per lei che spesso sa
Essere dolce e sensuale,
A volte picchia in testa una
un pugno che non fa mai male.
Vivo per lei lo so mi fa
Girare di città in città,
Soffrire un po’ ma almeno io vivo.

è un dolore quando parte.
Con piacere estremo cresce.
Vivo per lei nel vortice.
Attraverso la mia voce
Si espande e amore produce.

Vivo per lei nient’altro ho
E quanti altri incontrerò
Che come me hanno scritto in viso:
Io vivo per lei.

Io vivo per lei
Sopra un palco o contro ad un muro…
Vivo per lei al limite.
anche in un domani duro.
Vivo per lei al margine.
Ogni giorno
Una conquista,
La protagonista
Sarà sempre lei.
Vivo per lei perché oramai
Io non ho altra via d’uscita,
Perché la musica lo sai
Davvero non l’ho mai tradita.
Vivo per lei perché mi da
Pause e note in libertà
Ci fosse un’altra vita la vivo,
La vivo per lei.
Vivo per lei la musica.
Io vivo per lei.
Vivo per lei unica.
Io vivo per lei.
Io vivo per lei.
Io vivo
Per lei.

 

Appena l’ultima nota morì, Altair si allontanò dal centro della stanza dalla scalinata entrarono nella sala Anna, insieme a tutte le donne che aveva reclutato  per lo spettacolo. Una musica movimentata iniziò a riecheggiare ad alto volume, i violini battevano il ritmo mentre le donne iniziavano a cantare in coro  e ballare 

 

E’ quasi mezzanotte

Non c’è qualcuno che là fuori

Che senta la mia preghiera
Voglio un uomo

qualcuno che che mi aiuti a scacciare le ombre

datemi un uomo

che mi aiuti a passare la notte fino al mattino

 

Ed ecco che la loro richiesta viene accolta gli uomini appaiono in cima alla scalinata e usando delle corde attaccate alla balaustra si calano nella sala e catturano le donne che ballando fingevano di fuggire.

Ora a ballare sono coppie di uomini e donne che si incrociano in complicate figure mentre volteggiano per la sala.

La voce di Anna si alza e intona una nuova melodia, l’orchestra la segue e il ritmo sale ancora


Stanotte per la prima volta nella storia

Piovono uomini
Piovono uomini,

Di ogni specie
Alti, biondi, scuri e duri

Forti e sicuri, magri e bassi

Viva madre natura
Anche lei è una donna

perciò ha fatto quello che doveva

Ha modificato il cielo in modo che piovessero uomini

e ogni donna potesse trovare l’uomo perfetto
Piovono uomini Evviva

Piovono uomini
 

Le coppie di ballerini si separano e si sparpagliarono tra il pubblico per invitarlo a partecipare alla danza. Altair andò verso Raina, Ailinn invitò Ren a ballare con lei e Anna si avvicinò a Saiel. Lui la guardò stupito per un attimo ma poi afferrò la mano che lei gli tendeva e la seguì al centro della sala. La musica cambiò di nuovo, mentre le nuove coppie che si erano formate cominciarono a volteggiare. Presto tutta la sala sta ballando, nessuno escluso.

Mentre stavolta fu  Wes, che stava ballando con Melissa, ad iniziare a cantare con una voce sorprendentemente ricca e potente.


Se il mondo intorno a te sembrerà crollare

Mi troverai al tuo fianco
Prendi fiato, fai un passo e vienimi incontro

Siamo tutti uguali

Nessuno è perfetto

Ma tutti possiamo provare

Se sentirai che il mondo ti crolla addosso

Io sarò al tuo fianco
Sarai perduto finché non sarai trovato

Tutti cadiamo

Ma io sarò al tuo fianco
Amerai finché non odierai

Sarai forte finché non ti spezzerai

Tutti cadiamo

Ma io sarò al tuo fianco

 

Alla voce di Wes si unirono quelle di tutti coloro che avevano partecipato all’esibizione.

 

Tutti cadiamo, tutti cadiamo

Quando sentirai il mondo crollarti addosso

Mi troverai al tuo fianco

Tutti cadiamo

 

Piano piano la musica scemò e i ballerini si fermarono. Anna e i suoi collaboratori si riunirono al centro della sala e si inchinarono al loro pubblico che eruppe in un roboante applauso. Anna sorrise felice -La nostra esibizione è terminata ma l’orchestra continuerà a suonare fino a notte fonda, perciò le danze continueranno. Divertitevi e ballate. Per l’occasione ho insegnato a chi mi ha aiutato per lo spettacolo alcuni balli del mio mondo. E ora loro l’insegneranno a voi, spero vi piaceranno, come vi è piaciuto quello che vi abbiamo mostrato prima. 

La musica ricominciò a suonare e tutti si affrettarono a trovare nuovi pater per poter danzare. Altair si avvicinò ad Anna e la invitò a ballare.

Ianna accettò e i due iniziarono a ballare un valzer, il ballo, tra quelli che Anna aveva insegnato nel pomeriggio, che aveva riscosso maggior successo.

-Anna ho pensato molto a quello che mi hai detto oggi…

-Oh, oggi ero, sconvolta credo, la notizia della guerra mi aveva colpito profondamente e ho sfogato su di te la mia frustrazione non avrei dovuto

-E invece io sono felice tu l’abbia fatto, ciò che hai detto era vero. Io devo cambiare per il mio stesso bene e per quello del mio clan. Sai credo saresti un degno consigliere

-Non credo proprio

-E invece sì, sei saggia, intelligente coraggiosa….. bella.- Alzò una mano a sfiorarle il volto e posò un lieve bacio sulle sue labbra. Anna si allontanò da lui

-No, Altair, ti prego.

-Perché? Perchè non mi vuoi?

-Perchè no?  Tra noi non funzionerebbe.

-Come puoi saperlo?

-Siamo troppo diversi. Tu mi metti soggezione. Io sarei la tua ombra, nulla più, perderei consistenza al tuo fianco. Non capisci?

-No non capisco. Non puoi saperlo.

-Il fatto stesso che tu non accetti il mio no, ne è la prova.

Anna quindi lasciò in fretta la sala. Altair, fermo immobile in mezzo ai ballerini che si muovevano intorno a lui, la guardò andarsene impotente.

 

2dt2kb5Anna uscì dallo studiolo di Acaon confusa, triste, ma anche molto decisa.  –Lo spettacolo di stasera dovrà essere sublime. Non pranzeremo, non faremo pause, ma lavoreremo come pazzi e stasera li lasceremo a bocca aperta. Lo giuro. Potrebbe essere l’ultima sera in cui potremo permetterci di essere spensierati, la sfrutteremo al massimo e Ailinn dovrà risplendere.

Saiel la guardò muto. Anna lo guardò a sua volta e sollevò un sopracciglio come a sfidarlo a parlare.-Vuoi per caso dirmi qualcosa? Commentare la mia vacuità? L’inutilità di preoccuparsi tanto per uno spettacolo mentre una guerra sta per iniziare?

Saiel scosse la testa.

-Bene.- concluse Anna. Fece per avviarsi lungo un corridoio, ma poi si rese conto di non sapere ce direzione prendere per raggiungere i musicisti del castello. Si disse per la centesima volta che doveva assolutamente procurarsi una mappa del castello e poi si girò verso Saiel.

-Potresti portarmi dai musicisti?

Saiel si avviò verso il corridoio e Anna lo seguì.

 

***

I musicisti furono felicissimi di vederla ma si resero ben presto conto che li aspettava un duro lavoro. Anna li fissò dritto negli occhi uno per uno come un generale che passa in rassegna le sue truppe. –Dovremo darci da fare non abbiamo tempo da perdere. Tu Livis andrai subito nella sala udienze manderai qui da me Wes Altair e Ailinn. Poi andrai cercare tutti gli abitanti del castello abili nel ballare e nel cantare e intendi tutti. Sia nobili che non, più sono meglio è capito?

Livis, il giovane musico specializzato in uno strumento simile al flauto traverso annuì quasi spaventato dalla determinazione di Anna.

-Bè, cosa aspetti allora? – lo esortò lei e lui corse via svelto. Anna si voltò quindi verso gli altri musicisti. – Bene, mentre lui raduna i rinforzi iniziamo a pensare a cosa faremo stasera. Immagino non siate ancora pronti per mettere in scena il fantasma dell’opera, perciò faremo qualcosa di leggermente più semplice. Ailinn canterà una ballata, e un’altra la canterà Altair, questo mostrerà come la famiglia di Acaon abbia accettato senza remore il cambiamento di stato sociale di Saiel e Ailinn. Poi faremo altre tre canzoni corali credo, qualcosa che permetta di ballare e per questo creeremo delle coreografie adatte. Cosa ne dite? Qualcosa che coinvolga il pubblico, i muri dovranno tremare e tutti dovranno rimanere a bocca aperta .-

Wes, Ailinn e Altair  arrivarono poco dopo. Ailinn era raggiante. –Acaon ha annunciato a tutti nella sala delle udienze di aver dato un titolo nobiliare a Saiel.  Nessuno ha commentato, tutti conoscono la sua dedizione e la notizia è stata accolta di buon grado. Ren e io abbiamo parlato un po’ ed è così gentile e carino e pensa, mi ha chiesto se avrei ballato con lui stasera

Altair guardò sarcastico Anna- Chissà perché ho idea che ci sia tu dietro questa repentina decisione di mio padre.

Anna lo guardò fredda –Ti sbagli, è una sua idea, come ben sai di questi tempi avere alleanze solide è di prima importanza. Acaon non ha figlie in età da marito, ma una nipote sì.

Altair scosse la testa -Come dici tu, farò finta di crederti. Saiel e Ailinn sono nostri parenti ed è giusto che i loro diritti vengano finalmente riconosciuti.

-Già, ma tu non hai fatto niente perché ciò avvenisse, o sbaglio?

-Non spetta a me decidere queste cose, ma al capoclan

-Ma tu sei suo figlio,sicuramente la tua parola ha peso presso di lui

-Oh, ti sbagli, mio padre e tutti i nobili sanno benissimo quanto io sia disinteressato riguardo la politica del nostro clan., e non vengo mai interpellato.

-E a te sta bene tutto questo?

-Perché no? Sono libero di fare ciò che voglio senza essere disturbato da fastidiosi doveri.

-E quando tuo padre non ci sarà più, come potrai prendere il suo posto se non saprai nulla riguardo i doveri di un capoclan?

-Quando verrà quel momento ci penserò, ma per ora non ho intenzione di farlo. Non ho chiesto io di essere il figlio del capoclan, ho diritto ad avere una mia vita, indipendente dalla politica.

-Come io non ho chiesto di finire in questa dimensione, ma non posso farci niente e lo stesso vale per te. Dovresti cercare di trarre il meglio dalla tua situazione, non solo per te stesso ma anche per gli altri. Nascondere la testa sotto la sabbia non serve a nulla.

Nella stanza calò un completo silenzio. Nessuno osava guardare Anna negli occhi, men che meno Altair, che chinò la testa.

-Scusa. Sto qui a lamentarmi della mia vita, quando tu hai perso tutto quello che avevi. Perdonami. Penserai io sia un insensibile egoista. Eccolo lì, coperto di privilegi e amato e osa lamentarsi. E hai ragione a pensarlo. Ma avevo tanti sogni, tante speranze che poi si sono infrante. Non sono sempre stato così disinteressato alla politica e hai doveri di mio padre. Anni fa lo seguivo ovunque e cercavo di imparare tutto ciò che potevo da lui. Avevo tanti progetti riguardanti il clan. Sognavo di poter riunire I clan di portare pace e psorsperità alla nostra gente. Ma tutto questo si è infranto contro la dura realtà. Pù conoscevo la politica più ne rimanevo disgustato. Intrighi e menzogne uscivano dalla bocca di tutti I capi clan, nessuno escluso, giochi di potere , senza pensare al bene del popolo. Ne rimasi talmente disgustato che decisi di non entrarne a farne parte

-Questo non ti esonera dai tuoi doveri. Che tu lo voglia o no un giorno sarai il capo di questo clan e hai delle responsabilità nei loro confronti. I sogni e la realtà raramente coincidono, ma noi viviamo nel mondo reale è ora che abbandoni I tuoi le tue vecchie illusioni e impari ad avere a che fare col mondo reale. Acaon sembra un buon capo, dovresti imparare il più possibile da lui. A che serve avere tanti progetti se nessuno è attuabile? Se per mantenere la pace, cosa più importante per il benessere della gente,

bisogna abbassarsi a mentire ed ingannare e accettare compromessi dovrai farlo e basta. Il fine giustifica I mezzi.

-Vorrei fosse così facile.

-Lo è. A tutti tocca fare ciò che dobbiamo. Nessuno escluso. Scendi dal piedistallo che ti sei costruito e torna fra noi comuni mortali. E ora cambiano discorso per favore. Abbiamo uno spettacolo da preparare e pochissimo tempo a disposizione per farlo, perciò rimbocchiamoci le maniche.

 

Altair sembrò voler parlare ma poi ci ripensò e rimase zitto. Si limitò ad annuire e Anna gli fu grata per questo.

 

***

 

Anna passò tutta la giornata con i musicisti e gli abitanti del castello disposti a partecipare all’esibizione. Basandosi su quanto ricordava da diversi musical e video creò delle coreografie semplici ma ad effetto e tutti si misero d’impegno per impararle. Altair e Ailin provarono le canzoni che Anna aveva scelto per loro. Tutto sembrava pronto per quella sera eppure Anna era nervosa, in ansia e soprattutto terribilmente spaventata. Cosa le era venuto in mente? Mettersi ad organizzare uno spettacolo senza nessuna esperienza che la potesse guidare e in un momento del genere per di più. Si trovavano sull’orlo di una guerra. Solo pensarci la faceva tremare. L’orrore di ciò che l’attendeva l’atterriva. Stava per rimanere coinvolta in un conflitto che avrebbe coinvolto, magia e mostri quasi invincibili, nonché soldati pronti a morire e ad uccidere. Cosa sarebbe successo? Quante persone sarebbero morte? Le belve si sarebbero risvegliate? Lei stessa sarebbe morta nel tentativo di fermarle? La paura l’immobilizzava. L’unico modo per riuscire a comportarsi normalmente era tenersi occupata e cercare di non pensare al domani.

Lo spettacolo in questo l’aiutava. Per quella notte nessuno sarebbe stato spaventato o triste, avrebbe cercato di rallegrare tutti, avrebbe dato loro una serata da ricordare a lungo. Forse non sarebbe riuscita a salvare le loro vite, ma almeno questo dono poteva farlo.

Quando finì di vestirsi uscì dalla sua camera e vide Saiel esaminare con occhio critico il suo abito. Le labra della guardia erano strette, chiaro segno di disapprovazione.

-Non è un po’ succinto.- le disse. Anna, che indossava solo una semplice fascia a coprirle il seno e una lunga donna scampanata sotto cui indossava dei calzoni attillati al ginocchio,

gli sorrise – Sì, e lo indosseranno tutte le ballerine stasera. Il suo essere succinto assicurerà l’attenzione del pubblico.

Saiel scosse la testa con rassegnazione ma le sue labbra si incurvarono lievemente all’insù –Certamente questi costumi alzeranno il morale dei miei uomini. Non ho ancora detto loro che la guerra è alle porte, e non oso immaginare come farò a comunicarglielo. Sanno che c’era la possibilità di uno scontro e forse del ritorno delle belve…ma non di due eserciti pronti a marciare contro di noi. Purtroppo credo che stasera non sarò dell’umore adatto per godermi il tuo spettacolo come invece meriterebbe.

Anna gli posò una mano sul braccio e lo strinse- Anche io non sono dell’umore adatto per esibirmi, ma ho un piccolo segreto.

-Quale?

-So quando mentire e quando dire la verità.

-Agli altri?

-No, a me stessa. La verità è che la sera quando vado a letto so di vivere in un mondo sconosciuto e pieno di pericoli,  dove fra poco scoppierà una guerra sanguinosa. Ma poi mi racconto la bugia che quando mi sveglierò, il nuovo giorno potrebbe cambiare tutta la mia vita,  tornerò nel mio mondo, troverò l’amore, il male sparirà e vivrò per sempre felice e contenta.

-Ma poi la sera devi riaffrontare la verità.

-Però nel frattempo sono riuscita a portare a termine qualcosa che ha dell’incredibile, ho superato un altro giorno.

 

 

 

Il giorno dopo Anna venne svegliata da una Roscel in fibrillazione.

-Sorgete e splendete mia cara. Oggi ci sarà molto da fare.

-Cosa succede?

-Sono arrivati degli ospiti al castello, provenienti dal clan del vento. Probabilmente vogliono vedere se il campione di cui parlava la profezia è veramente giunto.

-Parli di me?

-Certo che parlo di voi, di chi altri? Acaon vuole vedervi non appena sarete pronto, perciò ora alzatevi. Mentre andrete in bagno, vi preparerò gli abiti che indosserete. Ci vuole qualcosa di sontuoso per oggi.

Anna scoprì ben presto che per sontuoso Roscel intendeva attillato e succinto, infatti la veste che le fece indossare era molto stretta e aveva una scollatura molto bassa.

-Questo abito non mi sembra molto adatto..

-E’ adattissimo invece, credetemi, l’ideale per distrarli dal chiedere troppe domande. Non vorrete mica subire un interrogatorio, no?

-No, ma..

-E allora datemi retta.

Delle voci concitate provenienti dal corridoio interruppero ulteriori discussioni.

-Va tutto bene Saiel?-chiese Anna preoccupata

-Sì, si tratta solo di mia sorella.- Le rispose lui aprendo la porta e lasciando entrare Ailinn della stanza.

-Non ci sarebbero stati problemi se mi avessi fatto entrare subito. Uff -ribattè Ailinn. Poi si voltò verso Anna e corse a prenderle le mani- Hai saputo le ultime notizie?

-Sì, ci sono ospiti al castello. Come mai sei così eccitata?

-Perché non sono ospiti qualunque. C’è Ren tra loro!

Anna guardò Roscel in ceca di aiuto, ma lei si limita ad alzare gli occhi al cielo.

-Ailinn ha un debole per Ren da anni ormai.

Ailinn si buttò sul letto di Anna e abbracciò il cuscino. E’ così bello, come potrei non amarlo? I suoi capelli sono gialli, come il grano maturo e i suoi occhi azzurri come l’acqua più limpida.

-Spero in lui ci sia qualcosa di più che un bell’aspetto.- commentò Anna.

-E’ anche gentile e premuroso. Nonostante io sia una cameriera mi ha sempre trattato con cortesia ogni volta che è venuto qui al castello

-Cioè due volte negli ultimi cinque anni- borbottò Roscel.

-Lo hai visto solo due volte prima di oggi? Mi sembra uh po’ poco per innamorarsi.- disse Anna.

-E’ stato amore a prima vista.

-Per te o anche per lui?

-Per me, ma forse un giorno anche lui si accorgerà di me.

Roscel scosse la testa -Lui è il figlio del capoclan dell’aria, non potrà mai sposare una cameriera.

-Ma  mio padre era il fratello di Acaon e se Saiel otterrà un titolo anche io sarò nobile e allora tutto sarà possibile.

-Senza dubbio hai pensato a tutto, -disse Anna -Ma direi che prima di organizzare il matrimonio sarà il caso che almeno tu e lo sposo vi conosciate, non credi?

-Lo so, lo so, ma non è così semplice.

-Oh lo è invece, tu verrai con me ad incontrare i nostri ospiti. Svelta Roscel, prendi tra i miei abiti più lussuosi una veste che possa andare bene ad Ailinn, quando avremo finito di agghindarla Ren non potrà fare a meno di notarla.- Sia Roscel che Ailinn la guardarono ad occhi sgranati. Ailinn scossa la testa incredula -Ma non posso…cosa dirà Acaon?

-Acaon è tuo zio, no? Anche se non ha riconosciuto ufficialmente te e Saiel, non ufficialmente tutti sanno chi siete e non oserà dire nulla davanti agli ospiti. E’ ora che tu prenda il posto che ti spetta di diritto. Ormai Saiel serve da anni nella guardia con valore, tu e Saiel dovreste già avere un titolo nobiliare. Credo lo farò presente ad Acaon, in privato naturalmente. Ma per questo c’è tempo, intanto bisogna che tu catturi l’attenzione del tuo amato.

-Anna, sei sicura.? Non voglio tu finisca nei guai.

-Non preoccuparti, non ho nulla da perdere, Acaon non oserà prendere provvedimenti contro di me, mi vuole dalla sua parte per potermi usare in futuro. E poi non faremo nulla di grave. Per adesso mi accompagnerai e stasera….

-Stasera cosa?

-Bè stasera immagino che Acaon organizzerà qualcosa per intrattenere gli ospiti, o sbaglio?

-Non sbagli, di solito quando arriva una delegazione di un altro regno organizza un sontuoso banchetto e poi degli intrattenimenti.

-Bene, credo che darò una mano ai musicisti e ai cantanti per organizzare un bello spettacolo e credo proprio che tu dovrai esibirti. Sai cantare?

-Sì, ma io non mi sono mai esibita davanti ad un pubblico prima d’ora.

-C’è una prima volta per tutti. Vuoi conquistare il tuo uomo?

-Sì, ma…

-Bene allora devi darmi ascolto. Stasera nessuno potrà toglierti gli occhi di dosso. Dovrò parlare anche con le sarte, non abbiamo molto tempo per preparare tutto in modo perfetto, ma ci vorranno dei costumi e dei ballerini….

-Oddio, mi gira la testa ma al tempo stesso mi sento come la protagonista della storia che raccontasti il giorno dopo il tuo arrivo, come si chiamava? Ah sì, Cenerentola.- esclamò Ailinn.

-Già e io sono la fata madrina! Era da tanto che non mi divertivo così tanto.- commentò Anna. Roscel si limitò ad alzare gli occhi al cielo. -Bene ragazze abbiamo già perso anche troppo tempo, ecco, questo abito mi sembra adatto, presto Ailinn indossalo, Acaon sta aspettando Anna.

 

***

Quando Ailinn fu pronta, lei e Anna, scortate da Saiel, si diressero verso la sala delle udienze. Saiel non aveva preso molto bene la notizia che la sorella avrebbe partecipato a quell’incontro ufficiale.

-Non dovresti fingerti ciò che non sei.- disse alla sorella.

Anna lo fulminò con lo sguardo -Nessuno fingerà. Lei prenderà solo il posto che le spetta come nipote di Acaon.

-Non avremmo mai dovuto rivelarti le nostre origini. Sapevo che era un errore.

-Invece sono felice l’abbiate fatto. Non posso fare nulla per cambiare la mia situazione, ma forse posso fare qualcosa per migliorare la vostra e lo faccio con piacere. Se l’importanza che rivesto al centro di questa profezia servirà allo scopo di farvi riconoscere ufficialmente da Acaon, come è giusto che sia, almeno mi sarò resa utile in qualche modo. Perché purtroppo fino ad ora, nonostante le lezioni con l’Arcimago, non sembro possedere molto talento magico.

-Non lo puoi ancora sapere.- la consolò Ailinn.

-No, ma fare questa cosa per voi mi aiuterà a sentirmi meno un’intrusa in questa nuova dimensione.

-Potresti finire con l’irritare Acaon.-l ’avvertì Saiel.

-Credo mi debba qualcosa dopo avermi messo alle calcagna tutti i maschi del castello, non pensi? Lasciami fare questa cosa, per favore.

Saiel la guardò fisso e poi sospirò- Va bene, spero non te ne pentirai.

-Vedrai che andrà tutto bene, me lo sento.

 

***

La sala delle udienze non era cambiata da quando Anna vi era entrata per la prima volta il giorno stesso in cui era arrivata al castello. Sontuosa ed imponente, la metteva ancora in soggezione, ma questa volta al centro dell’attenzione dei nobili lì riuniti non c’era stava lei, ma il gruppetto di ospiti che stava al centro della stanza di fronte al trono su cui sedeva Acaon. Anna riconobbe Delissa tra le nobildonne vicino all’entrata, mentre Altair e Wes erano nella cerchia di nobili vicini ad Acaon.

Alzò il mento in segno di sfida e con Ailinn si diresse verso il trono, ignorando gli sguardi carichi di sorpresa che le seguivano. Saiel prese invece il suo posto fra le guardie poste ai lati della sala.

Un mormorio cominciò a serpeggiare e l’attenzione di Acaon si spostò dalla delegazione del clan dell’aria ad Anna. Quando si accorse della presenza di Ailinn corrugò la fronte e si rabbuiò, ma come Anna aveva presupposto non disse nulla a riguardo. Si rivolse invece agli ospiti -Bene, vedo che la persona di cui stavamo parlando è arrivata. Questa è Anna, la fiamma il cui arrivo ci era stato profetizzato.

Anna chinò il capo in segno di saluto e poi osservò i membri del clan dell’aria. Tre persone, due uomini e una donna erano vestiti in abiti eleganti, mentre i dieci uomini dietro di loro indossavano delle armature leggere ed erano evidentemente delle loro guardie. Il più anziano dei tre nobili, un uomo alto ed imponente, non poteva avere più di trenta anni, ma irradiava un’aura di autorità. I suoi capelli biondo cenere tagliati molto corti incorniciavano un volto abbronzato e squadrato con due duri occhi grigi.

La guardò con curiosità e chinò anche lui il capo. -Sono onorato di fare la vostra conoscenza. Io sono Jered, figlio primogenito del capoclan dell’aria. Questo alla mia sinistra, – disse indicando il giovane uomo che stava al suo fianco che doveva avere più o meno la stessa età di Anna. – è mio fratello Ren, mentre questa, – disse indicando l ragazza che lo affiancava dal lato opposto e che dimostrava quindici o sedici anni- è mia sorella Raina.

-Sono felice di conoscervi, questa al mio fianco è Alilinn.

- Bene, – l’interruppe Acaon forse temendo che Anna aggiungesse altre notizie sul conto di Ailinn. -Ora che le presentazioni sono state fatte è meglio che il colloquio avvenga nel mio studiolo. Jared, Anna seguitemi, sono certo che Altair e Ailinn saranno lieti di tenere compagnia a Ren e Raina mentre noi parliamo.

Senza aspettare un consenso iniziò ad avviarsi e Jared e Anna lo seguirono. Anna si girò un attimo per incoraggiare con uno sguardo Ailinn ad affiancarsi a Ren

 

Appena furono dietro le porte chiuse dello studiolo, Acaon aprì una porta laterale e da questa entrarono Saiel, e i suoi due uomini più fidati nonché consiglieri Ragul e Kagur.

-Ho preferito un colloquio privato con voi, poiché Jared porta notizie molto gravi e drammatiche. Lascio lui la parola.

-Come sapete, ma forse la  fiamma non sa, il clan dell’aria può sentire voci nel vento e utilizza questa capacità per raccogliere notizie proveniente dai regni dell’acqua e della terra e del fuoco. Negli ultimi mesi, le notizie sono apparse sempre più allarmanti. Sembra infatti che i clan dell’acqua e della terra stiano organizzando un esercito per invadere le terre del regno del fuoco e del vento. E cosa ancora più grave il vento sussurra stiano cercando attivamente di aprire il passaggio per le sei belve. Per quanto riguarda questa ultima voce non abbiamo conferma, ma alcuni uomini mandati in perlustrazione vicino al confine del nostro regno confermano l’ammassamento di forze militari.

-Così dopo soli dieci anni di pace la guerra ricomincia, speravo veramente che stavolta gli accordi potessero durare più a lungo. I legami politici, commerciali e matrimoniali che ora legano i quattro regni avrebbero dovuto cementare la pace per almeno due generazioni, possibile che la sete di potere degli uomini non conosca fine?- commentò Ragul

Acaon scosse il capo -In questo caso non mi sento di addossare la colpa alla cupidigia degli uomini. I nostri accordi sarebbero durati senza un’interferenza esterna. L’influenza malefica delle sei belve deve aver infettato gli uomini del clan dell’acqua e della terra. Eravamo stati avvertiti che sarebbe successo. Non è un caso se i due regni che preparano l’invasione sono quelli il cui territorio confina con il burrone della perdizione dove sono posti i sigilli che tengono chiuso il portale per la dimensione dove sono state rinchiuse le belve.  Temo proprio che i sigilli stiano per rompersi. E allora che potremo fare, due soli regni, contro due eserciti e sei creature potentissime che esistono per l’unico fine di distruggere?

-Certo non molto, ma dovremo comunque tentare di contrastarli. Se riuscissimo a sconfiggere i loro eserciti prima che le belve si liberino…avremmo qualche possibilità. Soprattutto se la fiamma della profezia rivelerà di essere in grado di ripristinare i sigilli.- disse Jared.

-Ci sono molti se in quello che dici, ma è davvero l’unica strada che ci rimane.- concluse Acaon.

Anna chiuse gli occhi cercando di non iniziare a tremare. Aveva sperato con tutta se stessa che i timori di Acaon fossero infondati, che le belve non sarebbero state liberate che non ci sarebbe stata una guerra, ma sembrava che le sue preghiere non fossero state ascoltate. Ci sarebbe presto stata una guerra e questa avrebbe causato morte e distruzione. E se i loro eserciti non avessero vinto……l’annientamento, forse ad opera di uomini, forse ad opera delle belve. Il futuro sembrava molto cupo.

Anche se avessero sconfitto gli eserciti degli altri due regni, le sei belve sarebbero comunque state un nemico troppo forte per loro, a meno che , lei, Anna, non fosse riuscita a rinchiuderle di nuovo.

Acaon guardò ognuno degli occupanti della stanza negli occhi -Per stasera voglio che quanto abbiamo appena discusso rimanga segreto, domani diffonderemo la notizia e inizieremo a preparare l’esercito. Ma questa notte festeggeremo i nostri ospiti e il fatto che siamo vivi.

Ad un suo cenno Ragul e Ksgur si affiancarono a Jared, -I miei consiglieri accompagneranno te e i tuoi fratelli alle vostre stanze, immagino vorrete rinfrescarvi e riposarvi,

-Veramente speravo di poter parlare con la fiamma.- ribattè Jared.

-Stasera potrete parlare a lungo, te lo prometto, ma ora immagino sarà coinvolta nei preparativi, i nostri musicisti la tengono in grande considerazione e probabilmente vorranno il suo aiuto per organizzare gli intrattenimenti.

-Capisco, allora a stasera, mia signora- e dicendo questo Jared uscì insieme a Ragul e Kagul.

Anna e Saiel rimasero e l’espressione di Acaon da calma divenne irata –Cosa ti è saltato in mente! Siamo sull’orlo di una guerra e tu pensi di imbarazzarmi in pubblico presentandoti in compagnia di una cameriera travestita da nobile davanti ai nosti alleat!?

Saiel fece un passo avanti e stava per rispondergli quando Anna lo bloccò con una mano sul braccio e fronteggiò Acaon -Prima di tutto non sapevo della guerra imminente, ma questo non muta il fatto che colei con cui mi sono presentata non era travestita da nobile, il suo sangue è nobile quanto il vostro dal momento che lei è sua nipote!

Acaon la fissò a occhi sgranati -Come osi…

Anna lo interruppe. -Oso perché mi ritrovo su questo mondo  senza nulla di mio e perciò senza nulla da perdere, oso perché qualcuno deve farvi aprire gli occhi e oso perché sono stufa di essere trattata come un oggetto che deve fare quello che voi volete e basta. Io sono una persona, ho delle mie opinioni e ora ve le esporrò e voi mi ascolterete perché io vi servo e non vorrete certo farmi arrabbiare prima di una battaglia nella quale il mio intervento potrebbe essere fondamentale. –Anna sospirò- Non voglio farvi fare nulla contro la vostra volontà, non vi costringerò a fare quello che voglio, non farò a voi quello che non voglio sia fatto a me, voglio solo riflettiate su quanto vi dirò, tutto qui.

Acaon il cui volto si era fatto paonazzo, la fissò negli occhi e poi annuì.

-Ailinn è vostra nipote così come Saiel. Sangue del vostro sangue, potere del vostro potere, e sarebbe stata felice di rimanere al suo posto finché voi non aveste dato a Saiel il titolo nobiliare che gli spetta dopo un certo numero di anni nell’esercito. Ma è innamorata di Ren, il secondogenito del capo clan dell’aria, e se aspetta troppo rischia che lui sposi un’altra. Voi darete comunque fra pochi anni un titolo a Saiel, perché non anticipare la cosa? Un matrimonio di vostra nipote con uno dei  vostri alleati cementerebbe l’alleanza.

Acaon si mise a passeggiare nervosamente per la stanza, borbottando a bassa voce, poi tornò a fissarla, il suo cipiglio era diminuito ma non scomparso -Il fatto che sarebbe vantaggioso non cambia il fatto che tu stia forzando la mia mano. Io sono il capo qui, non posso fare vedere ai miei sudditi che cedo ad ogni tua richiesta.

-Nessuno saprà che l’idea è partita da me. Faremo girare la voce che l’idea è sua, e ha semplicemente chiesto a me di metterla in pratica, vista la mia popolarità ha pensato che avrei reso più accettabile socialmente l’ascesa di Ailinn.

Acaon sospirò- Un matrimonio tra lei e Ren sarebbe utile in questo difficile momento, ma credi davvero lui si invaghirà di lei a prima vista? Deve essere lui a chiedere la sua mano, non io a proporre tale matrimonio politico a suo padre. Lei fino a ieri non era nessuno, non accetterebbe mai. Deve essere lui a spingere per sposarla.

Anna sorrise- Gli daremo una piccola spinta. Ho qualcosa in mente per stasera e credo funzionerà. Ma non occorrerà molto incoraggiamento. La guerra imminente di cui lui è già a conoscenza lo ha già messo in un o stato d’animo vulnerabile. Sposarsi prima di andare in battaglia, o almeno appartarsi con una donna, è quanto desidera ogni soldato, no? Ailinn è nobile, bella, giovane e lo adora, cosa potrebbe volere di più ?

Acaon sorrise forzatamente –Non so se ammirare la  tua capacità politica o se esserne spaventato.

-Non si tratta di capacità politica, sapere trovare i punti deboli di un uomo fa parte del bagaglio genetico di ogni donna.

-Genetico?

-Sarebbe troppo lunga da spiegare, intendevo dire che ogni donna ha istinto riguardo le debolezze maschili. Quindi mi pare di capire che intende dare un titolo nobiliare a Saie quanto prima?

-Sì, in questo momento per essere precisi, se stasera qualcuno dei nostri ospiti chiederà informazioni riguardo Ailinn dovrà già essere stato reso noto a tutti il suo cambiamento di stato.

Anna corse ad abbracciarlo –Oh grazie, so di averle un po’ forzato la mano, ma non volevo, è solo che, Ailinn è una delle poche persone che conosco qui e che mi piace voglio sia felice. Ho così poco di cui gioire qui, che voglio che almeno chi mi circonda sia felice.

Acaon, imbarazzato, le battè goffamente un mano sulla schiena -Sei davvero così infelice qui? Mi sembrava ti fossi adattata bene.

-Non infelice, malinconica direi e sola, ma mi passerà. Il tempo guarisce ogni ferita. E credo che io Ailinn potremmo diventare veramente amiche.

-Lo spero. Anche se mi accusi di volerti usare non ti considero un oggetto e mi spiace tu sia infelice.