-I membri del clan del cielo scomparvero millenni fa.

-Non esattamente scomparsi in realtà ascesero, come me appunto. Dovete capire che il clan del cielo possedeva molto potere, incanalare le forse atmosferiche era ed è ttt’ora pericoloso e quasi tutti prima o poi bruciavano i lotro limiti e ascendevano…..e una volta ascesi si sparpagliavano nei luoghi più isolati e deserti del pianeta in cerca di solitudine e pace, ma soprattutto per non causare danno con la loro terribile forza. Un tempo, quando gli dei camminavano tra noi con i loro poteri proteggevano il clan del cielo rinforzando lo barriere di ogni individuo impedendogli di incanalare troppa energia, ma quando loro se ne andarono…..tutto ebbe fine. Il clan non é scomparso, si è estinto piano piano poiché i membri vivendo come eremiti non avevano molte possivìbilità di riprodursi.

-e perché ci aspettavi?

-Ci fu predetto il vostro arrivo, molto molto tempo fa. Io non ero presente naturalmente ma ho leto le memorie scritte dai membri del clan che si rifugiarono in questo santuario in cerca di pace. Per secoli riuscirono a vivere qui in relativa sicurezza, ma poi anche essi morirono di vecchiaia senza lasciare eredi e il santuario morì con loro.

Ma altri membri del clan si unirono a persone prive o quasi di potere e con esse generarono figli che non correvano il ptere di sacendere. E questi a loro volta generarono fgli e cos’ via fino a me, uno scherzo di natura, in cui i tratti dei miei lontani antenati si sono manifestati con forza inaspettata. Mia nonna ricordava ancora l’imporanza di questo santuario in passato e quando per me vivere in comunità divenne impssibile mi disse di venire qui.

-Perché impossibile?

-Perché senza barriere interne i miei poteri sono liberi di scatenarsi se lio perdo per solo un attimo i controllo che ho su di loro, e provare qualsiasi eforte emozione può far perdere il controllo. Fu così che mi allontanai dalla mia famiglia e da tutto ciò che conoscevo e arrivai qui, dove incontrai altri come me , altri scherzi di natura che avevano avuto la sfortuna di ereditare troppo potere dai loro antichi antenati del clan del cielo, e coj loro ora formiamo una piccola comunità, studiamo gli antici testi lascietci dai nostri predecessori e cerchiamo di non farci notare dal mondo esterno.

Tra i testi antichi conservati qui il più importante è senza dubbio il reconto dell’esodo degli dei e di ciò che ci rivelarono prima di abbandonarci, ed è proprio in quel libro che si parla di voi . “Esattamente 3521 anni dopo la nostra dipartita nel santuario di Ils giungeranno un uomo e una donna, lei sarà la chiave per permettere il nostro ritorno”. E così è stato, voi siete veramente arrivati.

-Perché dovremmo crederti?-chiese Anna

-Perché non dovreste? Cosa guadagnerei nel mentirvi? Io sono veramente chi dico di essere-e così dicendo fece apparire nel centro della sua mano una minuscola scintilla, un piccolo fulmine in miniatura che scagliò poi nel camino, accendendovi delle alte fiamme.

-Ma ora basta parlare, mi rendo conto che tutto ciò che vi ho detto sia difficile da credere specialmente quando si è stanchi e provati da un duro viaggio. Dentro quei mobiletti c’è del cibo fresco, mangiate e riposate, parleremo di nuovo più tardi.- e detto questo scomparve.

 

Anna si lasciò cadere su un divano, stanca fisicamente ma soprattutto mentalmente. Chiuse gli occhi ed appoggiò la testa contro lo schienale cercando di riordinare tutti i pensieri che le correvano nella mente. Riaprì gli occhi quando senti Saiel sedersi al suo fianco.

-Tu le credi?-gli chiese

Saiel annuì.

-Anche io credo dica la verità. Abbiamo trovato il clan perduto. Dovrei essere felice ed invece sono terrorizzata. Siamo venuti per convincerli a combattere al nostro fianco, ma credo che loro abbiano dei piani precisi per noi. Mi sento in trappola.

-Credono tu possa fare qualcosa per loro, e forse in cambio della nostra collaborazione poi saranno disposti a collaborare con noi.

-Loro credono io possa fare tornare gli dei, non credo di saperlo fare sinceramente…e se si arrabbiassero del mio fallimento e ci uccidessero.

-Non ci hanno ancora detto tutto, forse quando si spiegheranno meglio tutto sarà più chiaro e sapremo come agire. Per ora facciamo come ci è stato detto mangiamo qualcosa e riposiamoci. Hai fame?

 

-Un pò-ammise Anna.. il suo stomaco scelse proprio quel momento per brontolare- Okay molta. Ma non sono esattamente una brava cuoca….

 

Saiel sorrise- Dato che ho cucinato ogni sera per tutto il viaggio l’immaginavo.-prendendola per mano la condiìusse nella modesta cucina della stanza. Anna si lasciò sfuggire un piccolo urlo di sopresa quando lui improvvisamente la prese in braccio e la fece poi sedere sul ripiano vicino agli armadietti pieni di cibo. Lui si sistemò tra le sue gambe e le diede un bacio appassionato che la lasciò senza fiato.

-Siedi lì ed osserva.

Anna sentì un enorme sorriso comparirle sul viso mentre nel suo stomaco fluttuavano piccole onde.

Lo osservò avidamente mentre Saiel si muoveva in quella cucina come se la conoscesse da una vita intera, aprendo armadietti e recipenti e mettendo l’acqua a bollire sul fuoco.

Anna sospirò sentendo la pace scendere sul suo cuore. Per la prima volta da quando era arrivata in quello strano e nuovo mondo si sentiva felice. E fu in quell’esatto momento che capì: amava Saiel, veramente totalmente e profondamente.

Saiel si avvicinò per farle assaggiare un pezzo di verdura e una volta che lo ebbe inghiottito la baciò per assaggiarne insieme il sapore. Anna gli circondò il collo con le braccia e la vita con le gambe, mentre lui la tirava ancora più vicina a sè come se volesse assorbirla in sé stesso.  Sì, lo amava proprio.