Aprile 2009


rosso 

Quando si svegliò era distesa su un morbido letto. Aprì gli occhi e vide che si trovava nella sua camera nel castello del fuoco. –Grazie al cielo.- sussurrò grata.

Il riposo l’aveva ristorata e trovò la forza di alzarsi ed andare in bagno. Lì trovò a aspettarla la vasca da bagno già piena di acqua fumante.

Il più in fretta possibile si liberò degli abiti che indossava e che ormai erano ridotti male dopo il rapimento, la fuga e due notti passate all’addiaccio.

Finalmente nuda si immerse nell’acqua bollente- Meraviglioso,-sussurrò. Il suo abusato fondoschiena non apprezzò il brusco cambio di temperatura, ma Anna strinse i denti e piano piano il calore le sciolse i muscoli che finalmente dopo due giorni smisero di  dolere costantemente.

Si stava rilassando da ormai dieci minuti quando Saiel entrò nel bagno. Indignarsi per il fatto che fosse entrato senza bussare era inutile. Primo perché l’aveva già vista nuda e secondo perché non aveva la forza di farlo, era troppo stanca, perciò Anna si limitò ad alzare un sopracciglio, aspettando di sentire cosa era venuto a dire. La pace era già finita.

-Acaon vuole parlarti urgentemente, ho preso tempo per lasciarti riposare, ma non posso più farlo.

Anna si lasciò scappare un lungo sospiro. -Lo immaginavo ora mi vesto e poi andremo da lui, immagino voglia un resconto di quanto è successo.

-Sì, anche se l’ha già avuto da me vuole sentire anche la tua versione dei fatti, e inoltre sta preparando i piani per resistere all’attacco dell’esercito dell’acqua e della terra e vuole sapere se hai scoperto qualcosa che potrebbe esserci utile.

Dopo un altro lungo sospiro Anna uscì dalla vasca. Saiel l’avvolse in un telo e l’aiutò ad asciugarsi.

Avvolta nel telo Anna andò poi in camera e iniziò a vestirsi mettendosi le prime cose che trovò nell’armadio

-Purtroppo non abbiamo scoperto niente di positivo. Gli hai detto di Sara?

-Sì

-E…

Acaon non è stato molto felice della notizia, teme che lei possa avere dei poteri che non conosciamo.Teme possa essere lei la prescelta.

-Bè inutile prender tempo, andiamo. Vorrei solo che non mi facessero ancora così male i piedi.

Anna non fece in tempo a finire la frase che Saiel l’aveva già presa in braccio

-Intendi portami in braccio fino allo studiolo di Acaon?

Saiel annuì serio e Anna sorrise -Potrei abituarmici lo sai.  E poi saresti costretto ai portarmi in braccio sempre e ovunque. Stai correndo un grave rischio.

-Non credo.

 

***

 

Acaon li aspettava in piedi dietro la scrivania. I suoi due consiglieri erano al suo fianco e anche Wes era presente. Non appena Saiel la mise per terra Wes le si avvicinò per prenderle le mani- E’ bello riaverti finalmente tra noi Sono felice che tu stia bene eravamo tutti in ansia.

-Anche io sono felice di essere di nuovo qui, credimi. Il leader del clan dell’acqua non è esattamente una persona rassicurante

Acaon la fissò serio -Concordo con te. E anche io sono felice che tu sia tornata sana e salva fra di noi, ma le notizie che Saiel mi ha comunicato sono preoccupanti. Le sue parole confermano i nostri sospetti. Leve ha intenzione di liberare le bestie e non volendo essere fermato ha intenzione di attaccare noi e il clan dell’aria distruggendo la pace che abbiamo creato con così tanta fatica.

-Leve è un esaltato Acaon, crede che le bestie siano nuovi dei che guariranno questo mondo distruggendo tutto per poi ricostruirlo.

-Parole stupide e vuote. Leve crede che le storie tramandate dai nostri antenati siano solo fandonie e leggende, ma ogni leggenda ha un fondo di verità Le bestie sono solo portatrici di caos. E che giovamento ci porterebbe un mondo migliore se noi saremmo morti? Leve deve essere veramente impazzito. L’influenza delle bestie evidentemente fuoriesce  attraverso il sigillo posto sul portale. E questo è un cattivo segno, vuol dire che il sigillo è sempre più debole. E ora vengo a sapere che un’altra ragazza proveniente dalla tua dimensione è arrivata sul nostro mondo e si è schierata dalla parte di Leve. E se lei avesse poteri speciali? Se fosse la prescelta? Come potremmo fermarla?

Anna si morse il labbro -Purtroppo Sara, la ragazza in questione, sembra spinta dalla stessa esaltazione di Leve, parlarle è inutile. Quanto a i suoi poteri, non l’ho vista usarli ne li ha nominati perciò ignoro quanto siano grandi o piccoli.

Acaon si mise a passeggiare avanti e indietro pieno di frustrazione -Tutto questo non mi piace, non mi piace per niente. Unendoci all’esercito dell’aria potremmo forse resistere all’attacco degli eserciti dell’acqua e della terra, ma se dei poteri sconosciuti entrassero in campo, sarebbe un massacro. Specie se le bestie si libereranno o verranno liberate.  Non abbiamo nulla che possa contrastarle, solo la speranza che tu nasconda poteri che ancora non sono emersi.

Anna sgranò gli occhi sentendo tali parole -Non potete fare affidamento su poteri che potrebbero non esistere. Per mesi ho studiato magia con Wes. E lui vi confermerà che non ho mostrato alcun segno di abilità magica, L’unico potere che posseggo è quello del fuoco, lo stesso che possedete voi, niente di più.

Wes intervenne- Purtroppo Acaon è vero, Anna non mostra alcuna abilità magica, non riesce a cogliere l’energia presente nelle cose animate e non, io…..non posso dirlo con sicurezza, ma se veramente è la prescelta allora i suoi poteri devono essere di un altro tipo, non legati alla magia….

-Non legati alla magia dici, e quindi cosa potrebbero essere?-chiese impaziente Acaon.

-Non lo so.- rispose il mago.

-Wes mi vuoi dunque privare di ogni speranza?

-No, ma non è giusto nemmeno sperare in qualcosa che non avverrà.

-E cosa potremo fare per fermare le bestie? Cosa?

Vedendo che Acaon stava perdendo la pazienza Anna intervenne -Per fermare le bestie servono poteri maggiori di quelli che possedete oggi, ma leggendo i vostri libri di storia ho letto che un tempo esisteva un quinto clan,il clan del cielo, dotato di poteri superiori a quelli degli altri clan poiché più vicino agli dei.

Acaon la fissò senza capire dove voleva arrivare-Quel clan scomparve centinaia di anni fa.

Anna annuì -Forse….ma nessuno lo ha mai cercato veramente o sbaglio? Eravate troppo occupati a farvi guerra tra di voi per esplorare questo mondo alla ricerca di un mitico clan.

Acaon la fissò ironico- Anche ora siamo troppo occupati per farlo.

-No se è l’unica speranza che ci resta. Se trovassimo questo clan e se questo accettasse di unirsi a noi nella lotta, forse potremmo addirittura sconfiggere le bestie.

-Se, se, se. Tutti questi se non danno alcuna garanzia.

-Volevate una speranza, io questa vi sto dando, niente di più. Ma è sempre meglio di niente.

-A volte non resta altro che accettare il proprio destino.

-Non credo lo pensiate veramente, non potete arrendervi.

-Che altro possiamo fare? Tu non hai poteri magici, non sappiamo dove si trovi il clan del cielo, ammesso che esista ancora…

-Possiamo cercarlo! Delissa ha studiato per anni gli antichi testi sono certa che potrebbe aiutarci a restringere l’area da esplorare.

-E chi andrebbe a cercarli? Ogni uomo mi serve per l’imminente battaglia.

-Andrò io.- disse Anna sorprendendo anche se stessa. Era la sua voce quella che aveva parlato? Ma cosa si era messa in testa? 

-Dove lei va, io seguo.- disse Saiel

-Andrò anch’io.- disse Wes

-Assolutamente no, Wes, tu mi servi qui, la tua magia potrebbe essere essenziale per proteggere il castello. Ogni uomo è prezioso, ma tu più di altri. E lo stesso vale per Saiel e anche per Anna, tutti voi mi servite. Saiel per le sue abilità strategiche e Anna perché forse è destino che lei abbia un ruolo nella battaglia.

-E se il mio destino fosse trovare il clan  perduto? Andremo solo io e Saiel, nessun altro, così non rischierà di perdere altre presone che le potrebbero essere preziose.

-No, il rischio è troppo alto e voi mi servite qui.

-Per cosa? Per vedere la fine arrivare?Lei deve lasciarci andare.

Saiel prese parola per la prima volta da quando erano entrati.- Anna ha ragione Acaon, non ti saremmo veramente utili qui, mentre se ci lasciassi andare potremmo veramente fare la differenza in battaglia.

Acaon fissò stupito Saiel. -Anche tu credi in questo piano assurdo? Non troverete niente! Non è da te seguire piani campati in aria. Tu mi servi qui, a capitanare il nostro esercito!

Forse potrei lasciare che Anna intraprenda questa assurda missione scortata da alcune guardie fidate, in fondo sembra che non potrà aiutarci nel combattimento…..ma non lascerò che tu vada.

-Dove va lei vado io. L’ho scelta come mia comya.

-Cosa? E questo quando sarebbe successo? Possibile che io non sappia mai niente in questo dannato castello. Per mesi ho pregato che la fiamma scegliesse un compagno del nostro clan in modo che si legasse a noi, e ora che ci sono dubbi sul fatto che Anna sia la fiamma ecco che diventa la tua comya!

-Non importa che Anna sia o no la fiamma predestinata, ora è la mia comya e questo la rende parte del clan e parte di me. Dove va lei vado io.

-Allora vorrà dire che anche lei rimarrà qui

Saiel scosse la testa- Per anni ho seguito ciecamente i tuoi ordini, sai che ti sono leale, questa volta credo che tu abbia torto. E sono pronto a disobbedirti e ad andare contro il tuo volere. Che possibiltà abbiamo di poter vincere gli eserciti nemici e insieme il potere delle bestie? Nessuna e tu lo sai.  Il piano di Anna, benché imperfetto e improvvisato è l’unica speranza che ci resta.

Acaon sospirò. Il sospiro di un uomo che per la prima volta si sente vecchio.- Mai in tutti questi anni mi hai ricordato tanto mio fratello come in questo momento. E’ sempre stato terribilmente testardo ed impulsivo e questo è stata la causa della sua breve vita…. eppure riusciva sempre a convincermi…..e va bene. Potete andare. Ma solo voi due e che gli dei siano con voi. Perché avrete veramente bisogno del loro aiuto.

 stanca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-E ora ?- chiese Anna mentre lei e Saiel si addentravano nei boschi che circondavano il castello del clan dell’acqua.

-Ora torniamo verso casa. Ho lasciato il mio cavallo nascosto poco lontano da qui. Lo raggiungeremo e viaggeremo finchè farà buio. Dovremo riuscire ad allontanarci abbastanza per poter dormire relativamente sicuri che non verremo scoperti. Poi domani mattina ci metteremo in viaggio per il castello del clan del fuoco. Con un solo cavallo in due ci metteremo circa due giorni.

-Due giorni? Ma…io sono stata rapita stamattina e tu sei qui ora…..

-Tu sei stata rapita e trasportata qui, suppongo,  tramite l’uso della magia applicata ai cavalli. E nello stesso modo io sono giunto fino a qui in ore invece che due giorni. Un mago può dotare un cavallo di una velocità superiore e grande resistenza. Wes l’ha fatto col mio cavallo, ma ormai l’incantesimo si è esaurito e io non posso ripeterlo, non ne ho il potere.

-Capisco.

Una volta raggiunto il cavallo Saiel issò Anna su di esso e poi montò a sua volta.  Il trotto risultò una vera e propria tortura per i muscoli feriti e stanchi di Anna, ma strinse i denti decisa almeno per oggi a non lamentarsi. E poi Il dolore l’aiutava a non pensare a tutto ciò che le era successo.

Quando finalmente si fermarono era ormai notte. Saiel l’aiutò a smontare e preparò con due semplici coperte due giacigli.

Non avrebbero acceso nessun fuoco, la luce sarebbe stata troppo facile a notare e non avevano bisogno del calore dato che potevano autoregolare la loro temperatura corporea.

Anna si stese sulla coperta posta sul duro terreno e alzò il viso verso il cielo notturno, pieno di stelle che non venivano adombrate da nessuna luce artificiale. Un cielo così innocuo e che sembrava così familiare. Di giorno il colore verde rendeva il cielo qualcosa di alieno, ma di notte, il buio lo rendeva uguale a quello che si era abituata a vedere da tutta la vita e per un attimo, se avesse osato farlo, avrebbe potuto immaginare di essere tornata a casa.

Casa.

Dove un tempo vivevano sia lei che Sara.

Sara che ora stava dalla parte del nemico e viveva in questa dimensione risucchiata dal vortice dimensionale che aveva inghiottito lei. Chi di loro due era veramente la prescelta e chi invece era stata trasportata per sbaglio?

Se era lei la prescelta allora Sara si trovava qui per colpa sua?

-Stai pensando alla tua amica?- le chiese  Saiel, che nel frattempo si era steso al suo fianco.

-In effetti sì. Mi stavo chiedendo, se io sono la prescelta allora lei è stata trasportata qui per colpa mia, perché si trovava vicino a me al momento del trasporto dimensionale?

-Non lo so, ma, io credo che fosse destino che arrivaste tutte e due qui. Non devi sentirti in colpa per cose che non avresti potuto controllare.

-In teoria lo so, ma non è semplice. Mi sento in colpa, in parte, ma allo stesso tempo sono così arrabbiata con lei. Mi sento tradita. Come può mettersi contro di me, quando dovremmo invece fare affidamento l’una sull’altra per sopravvivere in questo strano posto. Sono stata così felice quando l’ho vista e poi lei mi ha strappato via questa felicità.

-Però ti ha salvato la vita facendoti scappare

-Già togliendomi la possibilità di odiarla veramente. Sono così confusa in questo momento che non so cosa provo. E non solo nei suoi confronti. Sono confusa anche riguardo a te. Ero così arrabbiata con te, quando ho scoperto che mi avevano rapito. Pensavo : avrebbe dovuto impedirlo avrebbe dovuto proteggermi. Ed era ingiusto pensarlo, sono io che mi sono allontanata da te e sono io che ho voluto cambiare il rapporto tra di noi rendendoti insicuro a tal punto da volermi lasciare spazio e da lasciarmi uscire da sola.

La colpa del rapimento è mia. Eppure mi arrabbiavo con te e allo stesso tempo desideravo vederti di nuovo così tanto. Non ci crederai forse, ma sentivo la tua mancanza così acutamente e quando sei arrivato ero così felice…. Ho provato così tanti sentimenti che ora mi sento svuotata non sento più nulla.

-Dovresti essere ancora arrabbiata con me. Era mio dovere proteggerti ed ho fallito.

-Non è vero non hai fallito, sono io che ho voluto allontanarmi da sola

-E io ho lasciato che lo facessi per lasciarti spazio per pensare a quanto era successo, mi sono lasciato confondere dai miei sentimenti e ciò è sbagliato.

-Non è sbagliato è semplicemente umano, e credo di poterti perdonare il fatto di essere umano.

-Tu perdoni troppo facilmente.

Anna avrebbe voluto ribattere e insistere sul fatto che non c’era nulla da perdonare, ma si rese conto che sarebbe stato inutile. L’orgoglio di Saiel era rimasto ferito da quello che lui percepiva come un fallimento e nulla che lei gli avrebbe potuto dire l’avrebbe convinto del contrario.  Poteva solo rispettare quietamente il suo orgoglio e tacere. L’orgoglio di Saiel non era l’egoistico orgoglio che trasformava in  bulli gli uomini deboli, ma la quieta e ferma dignità che trasformava gli uomini in eroi.

E fu così che Anna decise di cambiare discorso.

-Direi che abbiamo parlato anche troppo non credi. E’ stata una giornata dura, sono stata rapita, inseguita, imprigionata, spaventata, salvata….

-Hai perfettamente ragione devi riposare, domani dovremo viaggiare tutto il giorno e devi recuperare le forze.

-Io veramente volevo dire che  mi merito un po’ di coccole e qualche bacio.

Saiel la guardò come se avesse detto qualcosa di inconcepibile.

-Non vuoi baciarmi?

Non ne poteva essere sicura visto che erano al buio ma le sembrò di vedere il volto di Saiel farsi rosso acceso.

-No, è…..insomma….tu dovresti essere arrabbiata con me, non volermi baciare.

-Bè invece voglio baciarti e stringerti- e così dicendo si strinse a lui. Saiel piegò il capo e prese le sue labbra in un tenero bacio.

 

La mattina dopo Saiel l’aiutò a salire e poi montò sul cavallo davanti a lei. Anna gli fece scivolare le mani sotto il mantello e si afferrò alla sua cintura.

Viaggiavano su un sentiero costeggiato ai lati da campi coltivati quando una freccia sfiorò i garresi del cavallo, ma Anna non si rese immediatamente conto dell’accaduto. Poi sentì un urlo e un gruppo di uomini irruppe dagli alberi sul sentiero dietro a loro.

-Ci inseguono.- disse a Saiel

-Sì, sono uomini del clan dell’acqua, non credo sappiano che siamo fuggiaschi, dai loro abiti direi che non sono soldati, ma probabilmente briganti. Tieniti forte, cercherò di seminarli rispose Saiel assolutamente calmo.

Anna gli si avvinghiò alla vita mentre il cavallo si lanciava al galoppo. Un’altra freccia sibilò vicino all’orecchio di Anna che non trattenne un grido.

-Non c’è motivo di spaventarsi.- disse Saiel freddo come prima, al di sopra dello scalpitio del cavallo.

-No?- Secondo Anna era difficile da credere, ma la calma di Saiel era contagiosa.

Saiel si guardò alle spalle, gli uomini del clan dell’acqua si erano buttati ai lati del sentiero.

-Tentano di tagliarci la strada.-  disse Saiel e voltò improvvisamente a sinistra.

Anna fissò il ruscello che si trovava davanti a loro ostruendo il passaggio e capì che l’avrebbero saltato.

-Oh Dio- bisbigliò, chiudendo gli occhi e affondando il volto nella schiena di Saiel. Il cavallo si librò nell’aria. Lo stomaco di Anna fece un tonfo. Il cavallo riuscì a saltare l’ostacolo ma uno dei due zoccoli posteriori cedette durante l’atterraggio sulla riva opposta e l’animale cadde sulle ginocchia. Saiel e Anna smontarono e Saiel facendo rialzare il cavallo vide che zoppicava. Si guardò attorno:in fondo al campo c’era un boschetto che avrebbe potuto offrire loro riparo dagli inseguitori. Condusse con la briglia il cavallo verso di esso e Anna li seguì.

Il cavallo entrò zoppicando al riparo della boscaglia. Saiel si guardò attorno per valutare la situazione, poi alzò gli occhi sui folti rami di una vecchia conifera.

-Ora Anna voglio che ti arrampichi lassù.

-Perché?

-Sarai più al sicuro e fuori dal tiro dei loro archi e mentre sei lassù se sali abbastanza sarai in grado di dirmi esattamente la loro posizione.

-Bene dovrai aiutarmi a salire però almeno il primo ramo

-Sali sulle mie spalle- Saiel si inginocchiò e tese le mani in modo che Anna potesse reggersi mentre saliva.

Anna sali sulla sua schiena e da lì si aggrappò al ramo più basso dell’alto abete. Con una certa difficoltà riuscì a salirvi e ad alzarsi in piedi su di esso. Poi si aggrappò al rampo sopra di esso e riuscì a sedercisi sopra.

-Cosa vedi? -chiese Saiel a bassa voce

Due uomini, stanno venendo verso il boschetto, no aspetta, sono sei, sei uomini. Ma non sembrano sapere esattamente dove siamo, girano a vuoto.

-Bene,- Saiel prese un arco da una delle bisacce del cavallo- tu rimani lì io vado ad occuparmi di loro.

Anna rimase ad osservare dalla sua postazione. Nel campo davanti al boschetto vide uno degli uomini cadere sulle ginocchia con un grido, una freccia l’aveva colpito ad una spalla. Poi un secondo uomo cadde. I quattro rimanenti iniziarono a scappare cercando riparo dalle frecce.

Saiel tornò da lei con l’arco ancora in mano.

-Quei briganti fortunatamente si sono rivelati dei codardi, non oseranno seguirci, mal cavallo è ferito e non può portare il nostro peso. Tu potrai salirci per alcune ore al giorno, ma per il resto dovrai camminare come me. Purtroppo non c’è altro da fare.

-Immagino di no, direi che la sfortuna ci perseguita, o almeno perseguita me. Dammi una mano a scendere da questo albero.

Saiel di mise sotto il ramo che ospitava Anna e l’afferrò quando le sue braccia cedettero—-Per fortuna hai una buona presa.

 

 

 -Già. Ora sarà meglio metterci in cammino, abbiamo molta strada da fare.

 

Mai parole si rivelarono più vere, dopo un giorno e mezzo Anna si sentiva più morta che viva. Dopo ore di galoppo, trotto e cammino Anna sedeva sulla sella esausta e dolorante, gli occhi chiusi e le mani strette sul pomo della sella come se solo quello le impedisse di cadere a terra. Cosa probabilmente vera.

I suoi piedi ormai non le dolevano più erano insensibili, probabilmente si erano consumati a forza di camminare. In compenso ogni muscolo delle sue gambe  bruciava come fosse stato immerso nell’acido. Non ce la faceva più ad andare avanti. E stare in groppa al cavallo non migliorava di molto le cose, in quanto la sua incapacità di montare in modo corretto, faceva sì che poggiasse troppo col suo peso sulla sella e che sentisse ogni movimento del cavallo . Ormai il suo fondoschiena e il retro delle sue cosce erano pieni di lividi. Stava seriamente pensando che le torture di Leve non avrebbero fatto altrettanto male.

Per fortuna erano ormai quasi arrivati al castello del clan del fuoco, o almeno così le aveva detto Saiel, più di un’ora prima.

Il cavallo, percependo di essere arrivato alla fine di quell’infinito viaggio, aumentò l’andatura e infatti ecco davanti a loro il castello che si stagliava contro il verde smeraldo del cielo sereno.

-Siamo arrivati.

-Finalmente.- disse Anna gli occhi ancora chiusi a causa del dolore del suo fondoschiena.

Il cavallo di fermò e si rifiutò di avvicinarsi oltre. Saiel lo guardò negli occhi e decise di non insistere, anche l’animale migliore del mondo ha dei limiti. Il cavallo avrebbe riposato un pò e poi sarebbe arrivato al castello quando avrebbe voluto farlo, non prima.

Si avvicinò quindi ad Anna per aiutarla a smontare. Lei cercò di muovere i suoi muscoli rigidi per la stanchezza ma questi non cooperarono e cadde senza forze tra le braccia di Saiel come un sacco di patate. Gli circondò il collo con le braccia e si lamentò- Saiel, ho male ovunque.

-Lo so piccola, resisti ancora per qualche minuto.- e la portò in braccio verso il viale d’ingresso al maniero. Ma Anna aveva ormai perso conoscenza.