Passo dopo passo un piede dietro l’altro cercando di mantenere l’equilibrio precario che la faceva rimanere in piedi. I minuti scorrevano veloci e ogni attimo trascorso voleva dire venire scoperti catturati.
-Presto vieni.- le disse Saiel e Anna si lasciò scivolare lungo il tetto tentando di tenersi attaccata con le braccia per poi cadere tra le braccia di Saiel.
Ora si trovavano su uno cornicione che costeggiava le strette finestre del primo piano del castello. Una delle quali era aperta e attraverso quella scivolarono quindi all’interno del castello, in un buio corridoio. Saiel si mise a correre e, sperando sapesse dove andare, Anna lo seguì.
-Stai ripercorrendo la strada che hai fatto per raggiungermi?- gli sussurrò.
-No, per raggiungere la fiammella che vedevo sbucare dalla finestrella ho scalato il lato nord del castello.
-E ora invece rientriamo nel castello?! Ti sembra sicuro? Potremmo incrociare delle guardie o della gente o addirittura Leve!
-Non credo che tu sia in grado di scalare la nuda pietra con le mani, o sbaglio?
-Bè no.
-Allora questa è l’unica via che ci rimane. Dobbiamo scendere a piano terra riuscendo a non farci scoprire. E’ notte fonda perciò potremmo farcela, non dovrebbe esserci molta gente in giro per i corridoi del castello.
-Non mi sembri molto sicuro.
–Non lo sono ma non abbiamo alternative.
Lei annuì e continuò a seguirlo.
-Scenderemo dalle scale principali. -disse Saiel sussurrando a fil di voce. -Sono le più lontane dai quartieri dei servitori.
-Tu sai da che parte sono?
-Suppongo che questo castello abbia una struttura simile al castello del fuoco per….-all’improvviso Saiel si bloccò e Smise di parlare. Anna gli sbattè contro.
-Cosa….
Non potè proseguire a parlare poiché Saiel le aveva tappato la bocca con una mano
Le fece segno di tacere e poi indicò una delle porte che costeggiavano il corridoio. Anna sentì un fioco rumore di passi, qualcuno si stava avvicinando e loro stavano per essere scoperti e catturati.
Saiel le indicò un’altra porta. Con passi felpati si avvicinarono ad essa e vi entrarono. Per fortuna, la camera in cui erano entrati si rivelò essere uno sgabuzzino che conteneva scope e altre suppellettili.
Entrambi accostarono l’orecchio all’uscio per sentire cosa accadeva nel corridoio che avevano appena abbandonato. I passi sembravano allontanarsi da loro.
-Siamo stati fortunati.- sussurrò Anna.
-Già, anche troppo. E’ tutto troppo facile, non ti sorvegliavano, niente guardie fuori dalla tua cella. Niente guardie per i corridoi. E’ molto strano. Molti uomini sono ammassati a qualche chilometro da qui col grosso dell’esercito che stanno radunando eppure…ti hanno rapita per poi lasciarti sfuggire così facilmente, non ha senso.
-Ero chiusa a chiave in una cella, non mi hanno esattamente reso facile la fuga.
-No, ma anche tu devi ammettere che è stato tutto troppo semplice.
-Forse qualcuno all’interno del clan dell’acqua crede davvero alla profezia che mi riguarda e, temendo che Leve mi uccidesse, ha preferito aiutare la mia fuga piuttosto che vedermi morta e con me il potere che dovrei possedere……non so, potrebbe essere andata così.
-Forse….
All’improvviso qualcuno bussò alla porta. Toc Toc
Ma chi mai bussa per entrare in uno sgabuzzino? Qualcuno sapeva che si erano nascosti lì dentro? Ma allora perché bussare? Avrebbero dovuto semplicemente entrare e catturarli, non bussare educatamente.
Toc toc Bussarono di nuovo, poi si sentì una voce. -Presto uscite, la via sarà libera solo per poco tempo ancora, dovete affrettarvi se volete fuggire inosservati.
Saiel aprì la porta e Anna si ritrovò davanti il mago che prima l’aveva salvata dalla tortura.
-Perché vuoi aiutarmi a scappare?- gli chiese Anna
-Oh io non vorrei, ma una persona che mi è cara me l’ha chiesto poiché dopo il modo in cui l’hai trattato, se mettesse ancora le mani su di te, Leve ti ucciderebbe. Lentamente e dolorosamente. In fondo non gli servi viva, vuole solo toglierti di mezzo. Vedi, Leve non ti ha fatto rapire perché crede che tu sia veramente la fiamma della leggenda, ti ha rapita perché vuole che gli altri non lo credano. Vuole che tutti credano che la vera fiamma della leggenda sia un’altra ragazza che noi e non il clan del fuoco abbiamo trovato, una ragazza che come te arriva da un’altra dimensione. Con te fuori dal gioco, sarà lei al centro dell’attenzione di tutti i clan. E lei sta dalla nostra parte, perciò accrescerà la paura generata dal nostro esercito, potremmo addirittura vincere senza dover combattere.
-Ne dubito.-disse Saiel che lo stava fissando caricò d’odio, Elladon si limitò ad alzare le spalle indifferente alla sua opinione.
-Una ragazza come proveniente da un’altra dimensione….ma come è possibile?
Un movimento fece accorgere Anna che dietro ad Elladon stava una’altra figura incappucciata, più bassa di lui gli arriava alla spalla ed era stata perciò nascosta completamente dietro di lui finchè non si era mossa.
-Salve Anna.- disse la figura incappucciata con una voce ben nota ad Anna.
-Non è possibile…-sussirrò questa
-Oh invece è possibile, non sei stata l’unica a venire risucchiata in questo strano mondo.-
Tirò indietro il cappuccio rivelando il volto di una giovane ragazza incorniciato da un caschetto di lisci capelli neri.
-Sara. O mio Dio, sei davvero tu?- Anna corse ad abbracciarla, ma Sara rimase rigida fra le sue braccia.-Credevo di essere sola in questo mondo alieno e invece anche tu sei. Come me sei stata risucchiata da quel vortice di luce sul treno, vero? Dio, credevo di avere perso tutto del mio passato e invece non sono sola, non sono sola.
Accortasi dell’immobilità di Sara Anna si scostò da lei e la fissò ion faccia- Ma…tu non sei felice di vedermi? Di vedere un volto familiare in mezzo a tutta questa pazzia.
Sara sospirò-Sono felice di vederti…ma è tutto così complicato. Tu sei mia amica ma in questo momento stai dalla parte sbagliata della barricata. Non capisci?Siamo su die fronti opposti
-Ma cosa dici? Noi non siamo di questo mondo, le loro guerre non c’entrano con la nostra amicizia…cosa stai dicendo?
-Sto dicendo che ora noi siamo di questo mondo, vivremo e moriremo qui ed io ho intenzione di vivere a lungo se è possibile.Sono stata fortunata. Il vorice mi ha portato nelle vicinanze del clan piùpotente del pianeta, nel clan che vincerà la guerra. Avrei voluto che tu ti unissi a noi, ma Leve…..ora tempo potrebbe farti del male….devi fuggire. Ma non tornare dal clan del fuoco, fuggì sulle montagne a guerra finita convincerò Leve ad acoglierti tra noi.
Anna la fissava stupefatta
-Ti rendi conto almeno di quello che stai dicendo? Ti hanno fatto il lavaggio del cervello? Ti ritieni fortunata?! Nel clan che guidato da un pazzo, e io posso testimoniare in prima persona della sua pazzia, scatenerà una terribile guerra e che vule liberare dei terribili mostri distruggitutto sul pianet?!!!!!!!!
-Sei tu ad esserti fatta abbindolare dal clan del fuoco. Le belve non sono dei distruttori, saranno la salvezza di questo mondo. Che prove hai che siano mostr?
-Non ne ho, ma nel dubbio meglio sempre prepararsi al peggio. E se due popoli confinano e uno si prepara ad invadere l’altro e iniziare una guerra sanguinosa pur di liberare degli “esseri potenti”, direi che il popolo guerrafondaio ha comunque torto! Questo pianeta è in opace adesso, non c’è ragione al mondo che giustifichi la fine di questo periodo di serenità. Qui Non hanno bisogno di nuovi dei, stanno già bene così. L’unico motivo che spinge Leve è la sete di potere, non il bene comune e se tu crdi il contraio sei una stupida. Aprì gli occhi prima che sia troppon tardi.
-Tu non riesci a vedere il grande progetto che si sta per avverare e poi ho giurato che avrei aiutato Elladon-spiegò Sara prendendo sottobraccio con fare possessivo il mago
Anna la guardò esterrefatto -Capisco, quindi le cose stanno così. Al diavolo l’amicizia e al diavolo il benessere di un popolo pur di fare felice il tuo uomo?
-Basta così-le interruppe Elladon- Non sta a te giudicare le decisioni di Sara. E’ solo grazie a lei se stai scappando da qui. Ora vattene da qui..
Anna fissò ancora per un momento Sara poi le voltò le spalle e con Saiel corse giù dallo scalone principale. Nessuno ostacolò la loro fuga il castello era deserto, probabilmente Elladon aveva operato una magia. Uscirono nel cortile interno e poi dalle mura inosservati.