bacio1Anna avrebbe voluto poter andare a chiudersi nelle sue stanza, ma non riusciva ancora ad orientarsi all’interno del labirinto di corridoi del castello, perciò si era fermata nel corridoio fuori dalla sala da ballo ‘Sono veramente patetica, dovrei salvare questo mondo e non riesco nemmeno a trovare la mia camera.’

Saiel, che l’aveva vista uscire, l’aveva seguita e la raggiunse. –Problemi?

Anna lo guardò ironica- I soliti. Gli uomini sono degli egoisti testardi che non ti ascoltano mai. Ti spiacerebbe accompagnarmi alla mia stanza?

Saiel annuì e iniziò a camminare, Anna lo seguì. Le sembrava di non fare altro, da quando era arrivata in questo mondo, che seguire Saiel. Arrivata alle sue stanza entrò e lo lasciò a fare la guardia in corridoio.

Anna era quanto mai confusa. Aveva imparato molte cose sul passato di questa dimensione, aveva iniziato a conoscere gli abitanti del castello eppure si sentiva ancora un pesce fuor d’acqua. E per di più infreddolita. Quando era tornata in camera non si era accorta che il fuoco del camino si era spento. Chiamò Saiel che entrò subito nelle sue stanze.

-Scusa se ti disturbo per una sciocchezza del genere ma sto morendo di freddo, il fuoco si è spento.

-Nessun disturbo, – disse accendendo il fuoco del camino col semplice tocco della mano- ma tu non dovresti sentire freddo, hai il fuoco nel tuo sangue, qui al castello usiamo il fuoco per far luce non per scaldarci, non ne abbiamo bisogno.

-Sarebbe stato utile se l’arcimago me l’avesse detto.

-Forse non ci ha pensato, di solito è un’azione automatica che impariamo nell’infanzia. Ci basta pensare al calore e ci riscaldiamo. Possiamo regolare a nostro piacimento la temperatura dei nostri corpi. 

-Allora posso farlo anche io, visto che ho il vostro stesso potere.

-Credo proprio di sì.

-E come?

Saiel le prese una mano e la posò sul suo petto all’altezza del cuore -Devi regolare il battito cardiaco e pensare al calore. Non troppo o ti brucerai, un calore diffuso che ti scaldi, lentamente mentre il cuore accelera leggermente i suoi battiti.

Anna sentiva sotto il suo palmo il cuore di Saiel battere. Thump Thump Thump il suo stesso cuore iniziò a battere più velocemente. Il calore che sentiva iniziò a crescere. Ma non grazie al potere, semplicemente perché era vicina Saiel. Fece l’errore di sollevare lo sguardo e i suoi occhi rimasero imprigionati negli occhi di lui. Doveva ammetterlo, almeno a se stessa, si sentiva attratta da Saiel. Le piaceva. Voleva passare del tempo con lui. Vederlo senza vestiti….Voleva vedere il suo volto sul cuscino di fianco al suo. Com’era possibile? Di solito era attratta da ragazzi simpatici e aperti, con cui poter parlare di tutto e ora era qui, incapace di staccare gli occhi dal volto della sua guardia personale, un uomo taciturno e chiuso. E la cosa più strana era che stare vicino a lui la rendeva nervosa come non le era mai successo con nessun altro.

-Senti il calore?- le chiese Saiel.

Anna annuì. Lo sentiva anche troppo.

-Saiel?

-Sì.

-Io ti piaccio?

Saiel si allontanò da lei così velocemente che Anna perse quasi l’equilibrio.

-Bè direi che questo risponde alla mia domanda.- commentò sarcastica. Eppure le era sembrato che lui la guardasse con uno sguardo molto caldo.

Saiel la fissava ad occhi sgranati, sembrava rimasto senza parole. Non che questo fosse una novità per lui.

-No…..io…tu…Perché me lo chiedi?

Anna si riavvicinò a lui e Saiel indietreggiò fino a ritrovarsi intrappolato contro la parete.

-Perché quando siamo vicini, quando tu mi sfiori, sento qualcosa. Calore, chimica, passione, chiamala come vuoi. La realtà è che sono attratta da te.  E volevo sapere se tu provavi la stessa cosa.

-Io….?

-Ti ho messo in imbarazzo?

-No, sì. Io sono la tua guardia del corpo. Devo starti acanto per poteri proteggere è normale che tu, spaesata dal fatto di trovarti in u nuovo mondo, ti senta bisognosa di creare nuovi legami, e passando molto tempo con me…e sono la prima persona che tu hai conosciuto qui….

-Saiel, non  mi importa capire perché mi senta attratta da te. Lo sono e basta. Voglio sapere solo se tu provi attrazione per me.

-Non posso.

-Perché devi farla così difficile. Non mi interessa se puoi o no.  Devi solo dirmi sì sono attratto da te  o no non lo sono.

-E se lo fossi? Metà degli uomini del castello è attratta da te, cosa cambia se c’è n’è uno in più

-Ma io non sono attratta da loro

-Nemmeno da Altair?

-Attratta fisicamente sì, ma contro la mia volontà. Mentre nei tuoi riguardi non ho questo conflitto, mi fido di te. Non dovrei perché non ti conosco, ma le cose stanno così.  E’ terribilmente stupido da parte mia, lo so.

-Cosa vuoi che ti dica? Cosa vuoi da me?

-Voglio solo che tu mi dica la verità.

-Mi piaci. Sei una bella donna e io sono un uomo come puoi non piacermi? Ma questo non cambia nulla. Sono la guardia che deve proteggerti, non che deve portarti a letto.

-Quindi una cosa esclude l’altra?

-Sì.

-Perché?

-Perché fare altrimenti sarebbe pericoloso per te.  Una mia distrazione potrebbe voler dire la tua morte.

-Qualunque cosa qui potrebbe portare alla mia morte! Potrei incenerirmi io stessa con potere del fuoco durante una lezione! Credimi, potrebbe avvero succedere tanto sono negata nella magia. Ma questo non centra niente!  Voglio qualcosa di più da questa mia nuova vita! Qualcuno a cui appoggiarmi, qualcuno con cui parlare che mi consoli quando sono triste che mi stia accanto….

-Vuoi un appoggio, e vuoi che sia io. Perchè? Perchè sono comodo per te? A portata di mano?

-No, perchè quando mi sfiori….quando mi sfiori mi sento viva di nuovo, come non mi sono più sentita da quando sono finita qui. In parte è attrazione fisica, anche quando Altari mi bacia è piacevole,  ma non è la stessa cosa. Con te mi sento… a casa. Mi stabilizzi. Come faccio a spiegarti qualcosa che non riesco a spiegare nemmeno a me stessa.

Saiel si mise le mani nei capelli -Ti rendi conto di quanto si complicherebbero le cose se io e te…insomma se diventassimo una coppia?

-No! Non lo so! Ma lo voglio lo stesso. E tu?

Saiel si passò una mano sul volto- Ah, che gli Dei mi perdonino ma lo voglio anch’io.

-Davvero?

-Davvero.

Anna lo abbracciò e lo tenne stretto con tutta la sua forza.

-Sei così bella- le sussurrò Saiel direttamente contro l’orecchio.

-Davvero?- Anna riusciva a malapena a parlare. Il suo cuore batteva all’impazzata e sembrava voler parlare al posto della sua voce.

Saiel le rispose parlando lentamente, come per assicurarsi che comprendesse a pieno cosa le stava dicendo, e ogni parola che pronunciava era seguita da un sensuale soffio contro il suo orecchio. –Sì, davvero. Sei testarda, esuberante, troppo sincera per il tuo stesso bene e a volte troppo invadente, ma sei anche talmente  bella da far male. E vuoi me, tra tutti gli uomini del castello, vuoi me.

-Voglio te.

-E io voglio te, ho bisogno di te anche se non lo sapevo.- disse Saiel, le sue labbra contro la  guancia di Anna. E lei sentì il dolore nella sua voce, il disperato bisogno e il suo petto si strinse. Nessuno aveva mai avuto veramente bisogno di lei, men che meno qualcuno il cui scopo nella vita era essere forte  e proteggere gli altri, e le piaceva la sensazione di potere che le dava, la forza. Lui le stava chiedendo aiuto e lei voleva darglielo. Voleva fare in modo che fosse felice, e voleva che lui facesse lo stesso per lei. Non lo voleva soltanto, ne aveva bisogno.

-Anche io ho bisogno di te.- il mondo che conosceva era scomparso e quello in cui era stata catapultata stava per cadere nel caos, ma Saiel non sarebbe crollato, avrebbe tenuto duro. Anche per lei. E lei avrebbe tenuto duro per lui.

Saiel la baciò e Anna ricambiò il suo bacio. Si nutrirono l’uno delle labbra dell’altro con un’urgenza nata dal bisogno e dalla disperazione. Anna non poteva toccare abbastanza di lui per poter seppellire il suo dolore sotto sensazioni di piacere, ma poteva provarci. Nascose il viso nel suo collo e aspirò il suo odore. Profumava di muschio,  e di cenere e il suo odore la elettrizzava e al tempo stesso le dava un senso di sicurezza. Le sue mani trovarono il suo petto, mentre quelle di lui affondavano nei suoi capelli. Saiel spostò indietro il capo di Anna e iniziò a baciarle il collo. Sembrava volesse divorarla completamente, i suoi movimenti erano frenetici, quasi convulsi e Anna sapeva il perché. Se avessero esitato, anche solo per un attimo o avessero rallentato, avrebbero dovuto pensare a quello che stavano facendo e nessuno dei due voleva farlo. Volevano sentire, perdersi in qualcosa di abbastanza coinvolgente e potente da cancellare per un poco di tempo la realtà, e il dolore e le paure che portava con sé.