Dicembre 2008


bacio1Anna avrebbe voluto poter andare a chiudersi nelle sue stanza, ma non riusciva ancora ad orientarsi all’interno del labirinto di corridoi del castello, perciò si era fermata nel corridoio fuori dalla sala da ballo ‘Sono veramente patetica, dovrei salvare questo mondo e non riesco nemmeno a trovare la mia camera.’

Saiel, che l’aveva vista uscire, l’aveva seguita e la raggiunse. –Problemi?

Anna lo guardò ironica- I soliti. Gli uomini sono degli egoisti testardi che non ti ascoltano mai. Ti spiacerebbe accompagnarmi alla mia stanza?

Saiel annuì e iniziò a camminare, Anna lo seguì. Le sembrava di non fare altro, da quando era arrivata in questo mondo, che seguire Saiel. Arrivata alle sue stanza entrò e lo lasciò a fare la guardia in corridoio.

Anna era quanto mai confusa. Aveva imparato molte cose sul passato di questa dimensione, aveva iniziato a conoscere gli abitanti del castello eppure si sentiva ancora un pesce fuor d’acqua. E per di più infreddolita. Quando era tornata in camera non si era accorta che il fuoco del camino si era spento. Chiamò Saiel che entrò subito nelle sue stanze.

-Scusa se ti disturbo per una sciocchezza del genere ma sto morendo di freddo, il fuoco si è spento.

-Nessun disturbo, – disse accendendo il fuoco del camino col semplice tocco della mano- ma tu non dovresti sentire freddo, hai il fuoco nel tuo sangue, qui al castello usiamo il fuoco per far luce non per scaldarci, non ne abbiamo bisogno.

-Sarebbe stato utile se l’arcimago me l’avesse detto.

-Forse non ci ha pensato, di solito è un’azione automatica che impariamo nell’infanzia. Ci basta pensare al calore e ci riscaldiamo. Possiamo regolare a nostro piacimento la temperatura dei nostri corpi. 

-Allora posso farlo anche io, visto che ho il vostro stesso potere.

-Credo proprio di sì.

-E come?

Saiel le prese una mano e la posò sul suo petto all’altezza del cuore -Devi regolare il battito cardiaco e pensare al calore. Non troppo o ti brucerai, un calore diffuso che ti scaldi, lentamente mentre il cuore accelera leggermente i suoi battiti.

Anna sentiva sotto il suo palmo il cuore di Saiel battere. Thump Thump Thump il suo stesso cuore iniziò a battere più velocemente. Il calore che sentiva iniziò a crescere. Ma non grazie al potere, semplicemente perché era vicina Saiel. Fece l’errore di sollevare lo sguardo e i suoi occhi rimasero imprigionati negli occhi di lui. Doveva ammetterlo, almeno a se stessa, si sentiva attratta da Saiel. Le piaceva. Voleva passare del tempo con lui. Vederlo senza vestiti….Voleva vedere il suo volto sul cuscino di fianco al suo. Com’era possibile? Di solito era attratta da ragazzi simpatici e aperti, con cui poter parlare di tutto e ora era qui, incapace di staccare gli occhi dal volto della sua guardia personale, un uomo taciturno e chiuso. E la cosa più strana era che stare vicino a lui la rendeva nervosa come non le era mai successo con nessun altro.

-Senti il calore?- le chiese Saiel.

Anna annuì. Lo sentiva anche troppo.

-Saiel?

-Sì.

-Io ti piaccio?

Saiel si allontanò da lei così velocemente che Anna perse quasi l’equilibrio.

-Bè direi che questo risponde alla mia domanda.- commentò sarcastica. Eppure le era sembrato che lui la guardasse con uno sguardo molto caldo.

Saiel la fissava ad occhi sgranati, sembrava rimasto senza parole. Non che questo fosse una novità per lui.

-No…..io…tu…Perché me lo chiedi?

Anna si riavvicinò a lui e Saiel indietreggiò fino a ritrovarsi intrappolato contro la parete.

-Perché quando siamo vicini, quando tu mi sfiori, sento qualcosa. Calore, chimica, passione, chiamala come vuoi. La realtà è che sono attratta da te.  E volevo sapere se tu provavi la stessa cosa.

-Io….?

-Ti ho messo in imbarazzo?

-No, sì. Io sono la tua guardia del corpo. Devo starti acanto per poteri proteggere è normale che tu, spaesata dal fatto di trovarti in u nuovo mondo, ti senta bisognosa di creare nuovi legami, e passando molto tempo con me…e sono la prima persona che tu hai conosciuto qui….

-Saiel, non  mi importa capire perché mi senta attratta da te. Lo sono e basta. Voglio sapere solo se tu provi attrazione per me.

-Non posso.

-Perché devi farla così difficile. Non mi interessa se puoi o no.  Devi solo dirmi sì sono attratto da te  o no non lo sono.

-E se lo fossi? Metà degli uomini del castello è attratta da te, cosa cambia se c’è n’è uno in più

-Ma io non sono attratta da loro

-Nemmeno da Altair?

-Attratta fisicamente sì, ma contro la mia volontà. Mentre nei tuoi riguardi non ho questo conflitto, mi fido di te. Non dovrei perché non ti conosco, ma le cose stanno così.  E’ terribilmente stupido da parte mia, lo so.

-Cosa vuoi che ti dica? Cosa vuoi da me?

-Voglio solo che tu mi dica la verità.

-Mi piaci. Sei una bella donna e io sono un uomo come puoi non piacermi? Ma questo non cambia nulla. Sono la guardia che deve proteggerti, non che deve portarti a letto.

-Quindi una cosa esclude l’altra?

-Sì.

-Perché?

-Perché fare altrimenti sarebbe pericoloso per te.  Una mia distrazione potrebbe voler dire la tua morte.

-Qualunque cosa qui potrebbe portare alla mia morte! Potrei incenerirmi io stessa con potere del fuoco durante una lezione! Credimi, potrebbe avvero succedere tanto sono negata nella magia. Ma questo non centra niente!  Voglio qualcosa di più da questa mia nuova vita! Qualcuno a cui appoggiarmi, qualcuno con cui parlare che mi consoli quando sono triste che mi stia accanto….

-Vuoi un appoggio, e vuoi che sia io. Perchè? Perchè sono comodo per te? A portata di mano?

-No, perchè quando mi sfiori….quando mi sfiori mi sento viva di nuovo, come non mi sono più sentita da quando sono finita qui. In parte è attrazione fisica, anche quando Altari mi bacia è piacevole,  ma non è la stessa cosa. Con te mi sento… a casa. Mi stabilizzi. Come faccio a spiegarti qualcosa che non riesco a spiegare nemmeno a me stessa.

Saiel si mise le mani nei capelli -Ti rendi conto di quanto si complicherebbero le cose se io e te…insomma se diventassimo una coppia?

-No! Non lo so! Ma lo voglio lo stesso. E tu?

Saiel si passò una mano sul volto- Ah, che gli Dei mi perdonino ma lo voglio anch’io.

-Davvero?

-Davvero.

Anna lo abbracciò e lo tenne stretto con tutta la sua forza.

-Sei così bella- le sussurrò Saiel direttamente contro l’orecchio.

-Davvero?- Anna riusciva a malapena a parlare. Il suo cuore batteva all’impazzata e sembrava voler parlare al posto della sua voce.

Saiel le rispose parlando lentamente, come per assicurarsi che comprendesse a pieno cosa le stava dicendo, e ogni parola che pronunciava era seguita da un sensuale soffio contro il suo orecchio. –Sì, davvero. Sei testarda, esuberante, troppo sincera per il tuo stesso bene e a volte troppo invadente, ma sei anche talmente  bella da far male. E vuoi me, tra tutti gli uomini del castello, vuoi me.

-Voglio te.

-E io voglio te, ho bisogno di te anche se non lo sapevo.- disse Saiel, le sue labbra contro la  guancia di Anna. E lei sentì il dolore nella sua voce, il disperato bisogno e il suo petto si strinse. Nessuno aveva mai avuto veramente bisogno di lei, men che meno qualcuno il cui scopo nella vita era essere forte  e proteggere gli altri, e le piaceva la sensazione di potere che le dava, la forza. Lui le stava chiedendo aiuto e lei voleva darglielo. Voleva fare in modo che fosse felice, e voleva che lui facesse lo stesso per lei. Non lo voleva soltanto, ne aveva bisogno.

-Anche io ho bisogno di te.- il mondo che conosceva era scomparso e quello in cui era stata catapultata stava per cadere nel caos, ma Saiel non sarebbe crollato, avrebbe tenuto duro. Anche per lei. E lei avrebbe tenuto duro per lui.

Saiel la baciò e Anna ricambiò il suo bacio. Si nutrirono l’uno delle labbra dell’altro con un’urgenza nata dal bisogno e dalla disperazione. Anna non poteva toccare abbastanza di lui per poter seppellire il suo dolore sotto sensazioni di piacere, ma poteva provarci. Nascose il viso nel suo collo e aspirò il suo odore. Profumava di muschio,  e di cenere e il suo odore la elettrizzava e al tempo stesso le dava un senso di sicurezza. Le sue mani trovarono il suo petto, mentre quelle di lui affondavano nei suoi capelli. Saiel spostò indietro il capo di Anna e iniziò a baciarle il collo. Sembrava volesse divorarla completamente, i suoi movimenti erano frenetici, quasi convulsi e Anna sapeva il perché. Se avessero esitato, anche solo per un attimo o avessero rallentato, avrebbero dovuto pensare a quello che stavano facendo e nessuno dei due voleva farlo. Volevano sentire, perdersi in qualcosa di abbastanza coinvolgente e potente da cancellare per un poco di tempo la realtà, e il dolore e le paure che portava con sé.

 

donna6La sala da ballo del castello in occasione dello spettacolo organizzato per gli ospiti del clan dell’aria era stata decorata con migliaia di fiori bianchi. Alti candelieri posti vicino alle pareti l’illuminavano di una luce dorata. Ogni mobile era stato spostato per liberare la parete nord, dove era situata una lunga scalinata, l’ingresso principale alla sala, e il centro della stanza, dove avrebbe avuto luogo lo spettacolo, mentre delle sedie erano state poste vicino alle pareti sud e ovest. Vicino alla parete est invece era posizionata l’orchestra.

Un folto pubblico era già seduto in attesa che l’esibizione iniziasse. La curiosità era molta  e tutti bisbigliavano fra loro eccitati.

Quando le luci si abbassarono, grazie ad una piccola magia di Wes, tutti fecero silenzio.

L’orchestra iniziò a suonare una dolce melodia e Ailinn apparve in cima alle scale.

Iniziò a scendere piano la scalinata, mentre la sua voce lieve volava sulla note, invitante e seducente.

 

Che questa mia canzone arrivi fino a te
ti porterà dove e nessuno l’ascolterà
la canterò con poca voce, sussurrandotela
e arriverà prima che tu ti addormenterai.

E se mi sognerai
dal cielo cadrò
E se domanderai
Da qui risponderò
E se tristezza e vuoto avrai
Da qui le cancellerò

Sognami se nevica
Sognami, sono nuvola
Sono vento e nostalgia
Sono dove vai…..

E se mi sognerai
Quel viso riavrò…
mai più quel piangere per me
sorridi e riavrò

 

Ailinn  guardò negli occhi Ren mentre cantava di nuovo il ritornello della sua canzone d’amore per lui:

 


Sognami se nevica
Sognami, sono nuvola
Sono il tempo che consola
Sono dove vai…..
 

Sognami mancato amore
La mia casa è insieme a te
Sono l’ombra che farai
Sognami da li.

Il mio cuore è li. 

 

Quando la sua voce si spense, il silenzio calò nella sala e poi dopo un breve attimo risuonarono gli applausi,. Ailinn, che era rimasta tesa durante l’esibizione riuscì finalmente a rilassare le spalle e a sorridere di soddisfazione: era piaciuta.

Altair la raggiunse ai piedi delle scale. Era il momento del loro duetto.

Altair cominciò a cantare in una profonda voce tenorile

 

Vivo per lei da quando sai
La prima volta l’ho incontrata,
Non mi ricordo come ma
Mi entrata dentro e c restata.
Vivo per lei perché mi fa
Vibrare forte l’anima,
Vivo per lei e non un peso

 

La quieta voce di soprano di Ailinn s’innalzò limpida intessendo un armonico controcanto con la voce di Altair

 

Vivo per lei anch’io lo sai
E tu non esserne geloso,
Lei di tutti quelli che
Hanno un bisogno sempre acceso,
Come uno stereo in camera,
Di chi da solo e adesso sa,
Che anche per lui, per questo
Io vivo per lei.
è una musa che ci invita
A sfiorarla con le dita,
Attraverso un pianoforte
La morte lontana,
Io vivo per lei.
Vivo per lei che spesso sa
Essere dolce e sensuale,
A volte picchia in testa una
un pugno che non fa mai male.
Vivo per lei lo so mi fa
Girare di città in città,
Soffrire un po’ ma almeno io vivo.

è un dolore quando parte.
Con piacere estremo cresce.
Vivo per lei nel vortice.
Attraverso la mia voce
Si espande e amore produce.

Vivo per lei nient’altro ho
E quanti altri incontrerò
Che come me hanno scritto in viso:
Io vivo per lei.

Io vivo per lei
Sopra un palco o contro ad un muro…
Vivo per lei al limite.
anche in un domani duro.
Vivo per lei al margine.
Ogni giorno
Una conquista,
La protagonista
Sarà sempre lei.
Vivo per lei perché oramai
Io non ho altra via d’uscita,
Perché la musica lo sai
Davvero non l’ho mai tradita.
Vivo per lei perché mi da
Pause e note in libertà
Ci fosse un’altra vita la vivo,
La vivo per lei.
Vivo per lei la musica.
Io vivo per lei.
Vivo per lei unica.
Io vivo per lei.
Io vivo per lei.
Io vivo
Per lei.

 

Appena l’ultima nota morì, Altair si allontanò dal centro della stanza dalla scalinata entrarono nella sala Anna, insieme a tutte le donne che aveva reclutato  per lo spettacolo. Una musica movimentata iniziò a riecheggiare ad alto volume, i violini battevano il ritmo mentre le donne iniziavano a cantare in coro  e ballare 

 

E’ quasi mezzanotte

Non c’è qualcuno che là fuori

Che senta la mia preghiera
Voglio un uomo

qualcuno che che mi aiuti a scacciare le ombre

datemi un uomo

che mi aiuti a passare la notte fino al mattino

 

Ed ecco che la loro richiesta viene accolta gli uomini appaiono in cima alla scalinata e usando delle corde attaccate alla balaustra si calano nella sala e catturano le donne che ballando fingevano di fuggire.

Ora a ballare sono coppie di uomini e donne che si incrociano in complicate figure mentre volteggiano per la sala.

La voce di Anna si alza e intona una nuova melodia, l’orchestra la segue e il ritmo sale ancora


Stanotte per la prima volta nella storia

Piovono uomini
Piovono uomini,

Di ogni specie
Alti, biondi, scuri e duri

Forti e sicuri, magri e bassi

Viva madre natura
Anche lei è una donna

perciò ha fatto quello che doveva

Ha modificato il cielo in modo che piovessero uomini

e ogni donna potesse trovare l’uomo perfetto
Piovono uomini Evviva

Piovono uomini
 

Le coppie di ballerini si separano e si sparpagliarono tra il pubblico per invitarlo a partecipare alla danza. Altair andò verso Raina, Ailinn invitò Ren a ballare con lei e Anna si avvicinò a Saiel. Lui la guardò stupito per un attimo ma poi afferrò la mano che lei gli tendeva e la seguì al centro della sala. La musica cambiò di nuovo, mentre le nuove coppie che si erano formate cominciarono a volteggiare. Presto tutta la sala sta ballando, nessuno escluso.

Mentre stavolta fu  Wes, che stava ballando con Melissa, ad iniziare a cantare con una voce sorprendentemente ricca e potente.


Se il mondo intorno a te sembrerà crollare

Mi troverai al tuo fianco
Prendi fiato, fai un passo e vienimi incontro

Siamo tutti uguali

Nessuno è perfetto

Ma tutti possiamo provare

Se sentirai che il mondo ti crolla addosso

Io sarò al tuo fianco
Sarai perduto finché non sarai trovato

Tutti cadiamo

Ma io sarò al tuo fianco
Amerai finché non odierai

Sarai forte finché non ti spezzerai

Tutti cadiamo

Ma io sarò al tuo fianco

 

Alla voce di Wes si unirono quelle di tutti coloro che avevano partecipato all’esibizione.

 

Tutti cadiamo, tutti cadiamo

Quando sentirai il mondo crollarti addosso

Mi troverai al tuo fianco

Tutti cadiamo

 

Piano piano la musica scemò e i ballerini si fermarono. Anna e i suoi collaboratori si riunirono al centro della sala e si inchinarono al loro pubblico che eruppe in un roboante applauso. Anna sorrise felice -La nostra esibizione è terminata ma l’orchestra continuerà a suonare fino a notte fonda, perciò le danze continueranno. Divertitevi e ballate. Per l’occasione ho insegnato a chi mi ha aiutato per lo spettacolo alcuni balli del mio mondo. E ora loro l’insegneranno a voi, spero vi piaceranno, come vi è piaciuto quello che vi abbiamo mostrato prima. 

La musica ricominciò a suonare e tutti si affrettarono a trovare nuovi pater per poter danzare. Altair si avvicinò ad Anna e la invitò a ballare.

Ianna accettò e i due iniziarono a ballare un valzer, il ballo, tra quelli che Anna aveva insegnato nel pomeriggio, che aveva riscosso maggior successo.

-Anna ho pensato molto a quello che mi hai detto oggi…

-Oh, oggi ero, sconvolta credo, la notizia della guerra mi aveva colpito profondamente e ho sfogato su di te la mia frustrazione non avrei dovuto

-E invece io sono felice tu l’abbia fatto, ciò che hai detto era vero. Io devo cambiare per il mio stesso bene e per quello del mio clan. Sai credo saresti un degno consigliere

-Non credo proprio

-E invece sì, sei saggia, intelligente coraggiosa….. bella.- Alzò una mano a sfiorarle il volto e posò un lieve bacio sulle sue labbra. Anna si allontanò da lui

-No, Altair, ti prego.

-Perché? Perchè non mi vuoi?

-Perchè no?  Tra noi non funzionerebbe.

-Come puoi saperlo?

-Siamo troppo diversi. Tu mi metti soggezione. Io sarei la tua ombra, nulla più, perderei consistenza al tuo fianco. Non capisci?

-No non capisco. Non puoi saperlo.

-Il fatto stesso che tu non accetti il mio no, ne è la prova.

Anna quindi lasciò in fretta la sala. Altair, fermo immobile in mezzo ai ballerini che si muovevano intorno a lui, la guardò andarsene impotente.

 

2dt2kb5Anna uscì dallo studiolo di Acaon confusa, triste, ma anche molto decisa.  –Lo spettacolo di stasera dovrà essere sublime. Non pranzeremo, non faremo pause, ma lavoreremo come pazzi e stasera li lasceremo a bocca aperta. Lo giuro. Potrebbe essere l’ultima sera in cui potremo permetterci di essere spensierati, la sfrutteremo al massimo e Ailinn dovrà risplendere.

Saiel la guardò muto. Anna lo guardò a sua volta e sollevò un sopracciglio come a sfidarlo a parlare.-Vuoi per caso dirmi qualcosa? Commentare la mia vacuità? L’inutilità di preoccuparsi tanto per uno spettacolo mentre una guerra sta per iniziare?

Saiel scosse la testa.

-Bene.- concluse Anna. Fece per avviarsi lungo un corridoio, ma poi si rese conto di non sapere ce direzione prendere per raggiungere i musicisti del castello. Si disse per la centesima volta che doveva assolutamente procurarsi una mappa del castello e poi si girò verso Saiel.

-Potresti portarmi dai musicisti?

Saiel si avviò verso il corridoio e Anna lo seguì.

 

***

I musicisti furono felicissimi di vederla ma si resero ben presto conto che li aspettava un duro lavoro. Anna li fissò dritto negli occhi uno per uno come un generale che passa in rassegna le sue truppe. –Dovremo darci da fare non abbiamo tempo da perdere. Tu Livis andrai subito nella sala udienze manderai qui da me Wes Altair e Ailinn. Poi andrai cercare tutti gli abitanti del castello abili nel ballare e nel cantare e intendi tutti. Sia nobili che non, più sono meglio è capito?

Livis, il giovane musico specializzato in uno strumento simile al flauto traverso annuì quasi spaventato dalla determinazione di Anna.

-Bè, cosa aspetti allora? – lo esortò lei e lui corse via svelto. Anna si voltò quindi verso gli altri musicisti. – Bene, mentre lui raduna i rinforzi iniziamo a pensare a cosa faremo stasera. Immagino non siate ancora pronti per mettere in scena il fantasma dell’opera, perciò faremo qualcosa di leggermente più semplice. Ailinn canterà una ballata, e un’altra la canterà Altair, questo mostrerà come la famiglia di Acaon abbia accettato senza remore il cambiamento di stato sociale di Saiel e Ailinn. Poi faremo altre tre canzoni corali credo, qualcosa che permetta di ballare e per questo creeremo delle coreografie adatte. Cosa ne dite? Qualcosa che coinvolga il pubblico, i muri dovranno tremare e tutti dovranno rimanere a bocca aperta .-

Wes, Ailinn e Altair  arrivarono poco dopo. Ailinn era raggiante. –Acaon ha annunciato a tutti nella sala delle udienze di aver dato un titolo nobiliare a Saiel.  Nessuno ha commentato, tutti conoscono la sua dedizione e la notizia è stata accolta di buon grado. Ren e io abbiamo parlato un po’ ed è così gentile e carino e pensa, mi ha chiesto se avrei ballato con lui stasera

Altair guardò sarcastico Anna- Chissà perché ho idea che ci sia tu dietro questa repentina decisione di mio padre.

Anna lo guardò fredda –Ti sbagli, è una sua idea, come ben sai di questi tempi avere alleanze solide è di prima importanza. Acaon non ha figlie in età da marito, ma una nipote sì.

Altair scosse la testa -Come dici tu, farò finta di crederti. Saiel e Ailinn sono nostri parenti ed è giusto che i loro diritti vengano finalmente riconosciuti.

-Già, ma tu non hai fatto niente perché ciò avvenisse, o sbaglio?

-Non spetta a me decidere queste cose, ma al capoclan

-Ma tu sei suo figlio,sicuramente la tua parola ha peso presso di lui

-Oh, ti sbagli, mio padre e tutti i nobili sanno benissimo quanto io sia disinteressato riguardo la politica del nostro clan., e non vengo mai interpellato.

-E a te sta bene tutto questo?

-Perché no? Sono libero di fare ciò che voglio senza essere disturbato da fastidiosi doveri.

-E quando tuo padre non ci sarà più, come potrai prendere il suo posto se non saprai nulla riguardo i doveri di un capoclan?

-Quando verrà quel momento ci penserò, ma per ora non ho intenzione di farlo. Non ho chiesto io di essere il figlio del capoclan, ho diritto ad avere una mia vita, indipendente dalla politica.

-Come io non ho chiesto di finire in questa dimensione, ma non posso farci niente e lo stesso vale per te. Dovresti cercare di trarre il meglio dalla tua situazione, non solo per te stesso ma anche per gli altri. Nascondere la testa sotto la sabbia non serve a nulla.

Nella stanza calò un completo silenzio. Nessuno osava guardare Anna negli occhi, men che meno Altair, che chinò la testa.

-Scusa. Sto qui a lamentarmi della mia vita, quando tu hai perso tutto quello che avevi. Perdonami. Penserai io sia un insensibile egoista. Eccolo lì, coperto di privilegi e amato e osa lamentarsi. E hai ragione a pensarlo. Ma avevo tanti sogni, tante speranze che poi si sono infrante. Non sono sempre stato così disinteressato alla politica e hai doveri di mio padre. Anni fa lo seguivo ovunque e cercavo di imparare tutto ciò che potevo da lui. Avevo tanti progetti riguardanti il clan. Sognavo di poter riunire I clan di portare pace e psorsperità alla nostra gente. Ma tutto questo si è infranto contro la dura realtà. Pù conoscevo la politica più ne rimanevo disgustato. Intrighi e menzogne uscivano dalla bocca di tutti I capi clan, nessuno escluso, giochi di potere , senza pensare al bene del popolo. Ne rimasi talmente disgustato che decisi di non entrarne a farne parte

-Questo non ti esonera dai tuoi doveri. Che tu lo voglia o no un giorno sarai il capo di questo clan e hai delle responsabilità nei loro confronti. I sogni e la realtà raramente coincidono, ma noi viviamo nel mondo reale è ora che abbandoni I tuoi le tue vecchie illusioni e impari ad avere a che fare col mondo reale. Acaon sembra un buon capo, dovresti imparare il più possibile da lui. A che serve avere tanti progetti se nessuno è attuabile? Se per mantenere la pace, cosa più importante per il benessere della gente,

bisogna abbassarsi a mentire ed ingannare e accettare compromessi dovrai farlo e basta. Il fine giustifica I mezzi.

-Vorrei fosse così facile.

-Lo è. A tutti tocca fare ciò che dobbiamo. Nessuno escluso. Scendi dal piedistallo che ti sei costruito e torna fra noi comuni mortali. E ora cambiano discorso per favore. Abbiamo uno spettacolo da preparare e pochissimo tempo a disposizione per farlo, perciò rimbocchiamoci le maniche.

 

Altair sembrò voler parlare ma poi ci ripensò e rimase zitto. Si limitò ad annuire e Anna gli fu grata per questo.

 

***

 

Anna passò tutta la giornata con i musicisti e gli abitanti del castello disposti a partecipare all’esibizione. Basandosi su quanto ricordava da diversi musical e video creò delle coreografie semplici ma ad effetto e tutti si misero d’impegno per impararle. Altair e Ailin provarono le canzoni che Anna aveva scelto per loro. Tutto sembrava pronto per quella sera eppure Anna era nervosa, in ansia e soprattutto terribilmente spaventata. Cosa le era venuto in mente? Mettersi ad organizzare uno spettacolo senza nessuna esperienza che la potesse guidare e in un momento del genere per di più. Si trovavano sull’orlo di una guerra. Solo pensarci la faceva tremare. L’orrore di ciò che l’attendeva l’atterriva. Stava per rimanere coinvolta in un conflitto che avrebbe coinvolto, magia e mostri quasi invincibili, nonché soldati pronti a morire e ad uccidere. Cosa sarebbe successo? Quante persone sarebbero morte? Le belve si sarebbero risvegliate? Lei stessa sarebbe morta nel tentativo di fermarle? La paura l’immobilizzava. L’unico modo per riuscire a comportarsi normalmente era tenersi occupata e cercare di non pensare al domani.

Lo spettacolo in questo l’aiutava. Per quella notte nessuno sarebbe stato spaventato o triste, avrebbe cercato di rallegrare tutti, avrebbe dato loro una serata da ricordare a lungo. Forse non sarebbe riuscita a salvare le loro vite, ma almeno questo dono poteva farlo.

Quando finì di vestirsi uscì dalla sua camera e vide Saiel esaminare con occhio critico il suo abito. Le labra della guardia erano strette, chiaro segno di disapprovazione.

-Non è un po’ succinto.- le disse. Anna, che indossava solo una semplice fascia a coprirle il seno e una lunga donna scampanata sotto cui indossava dei calzoni attillati al ginocchio,

gli sorrise – Sì, e lo indosseranno tutte le ballerine stasera. Il suo essere succinto assicurerà l’attenzione del pubblico.

Saiel scosse la testa con rassegnazione ma le sue labbra si incurvarono lievemente all’insù –Certamente questi costumi alzeranno il morale dei miei uomini. Non ho ancora detto loro che la guerra è alle porte, e non oso immaginare come farò a comunicarglielo. Sanno che c’era la possibilità di uno scontro e forse del ritorno delle belve…ma non di due eserciti pronti a marciare contro di noi. Purtroppo credo che stasera non sarò dell’umore adatto per godermi il tuo spettacolo come invece meriterebbe.

Anna gli posò una mano sul braccio e lo strinse- Anche io non sono dell’umore adatto per esibirmi, ma ho un piccolo segreto.

-Quale?

-So quando mentire e quando dire la verità.

-Agli altri?

-No, a me stessa. La verità è che la sera quando vado a letto so di vivere in un mondo sconosciuto e pieno di pericoli,  dove fra poco scoppierà una guerra sanguinosa. Ma poi mi racconto la bugia che quando mi sveglierò, il nuovo giorno potrebbe cambiare tutta la mia vita,  tornerò nel mio mondo, troverò l’amore, il male sparirà e vivrò per sempre felice e contenta.

-Ma poi la sera devi riaffrontare la verità.

-Però nel frattempo sono riuscita a portare a termine qualcosa che ha dell’incredibile, ho superato un altro giorno.