Il giorno dopo purtroppo Anna dovette affrontare una nuova lezione con L’Arcimago.

-Mi hai perdonato per ieri?- le chiese Wes non appena Anna entrò nel suo laboratorio..

-No, ma sono meno arrabbiata. Ciò che mi dà più fastidio è che tu mi veda come un oggetto.

-Io non ti vedo affatto come un oggetto. Sei una bella donna che volevo baciare, tutto qui.

-Intendi una donna oggetto, o prima di fare qualcosa mi avresti chiesto il permesso.

-Ho agito di istinto. Mi dispiace.

-Va bene, va bene, basta che tu non lo faccia più.

-Non ti piaccio proprio?.

Anna sospirò -Mi dispiace ma non sei il mio tipo.

-Potevi anche essere un po’ più gentile e indorarmi la pillola, invece di demolirmi in questo modo.

-Io sono molto diretta, ti prego ora cambiamo discorso e facciamo lezione.

-Va bene. Dunque oggi , prima di addentrarci nello studio della magia che non riguarda l’elemento fuoco, voglio metterti in guardia sui pericoli che corri con i tuoi poteri.

Ogni volta che usi la magia tu spendi delle tue energie che appartengono alla natura, abusare della magia può causare la tua morte e seri danni ambientali. Limitati a usare poco potere, a fare piccoli incantesimi e non correrai rischi. Ti sei mai chiesta come mai i miei capelli sono bianchi? Sono il frutto di un mio errore.

Dei briganti avevano attaccato il castello e nello scontro mio fratello rimase ucciso. Io, persi il controllo per colpa del dolore e chiamai a me ogni briciola di potere che riuscii a racimolare per scagliarla contro di loro. Persi ogni nozione di me stesso e rimasi in balia della magia. Si creò un temendo uragano, e molte persone innocenti morirono per colpa mia. Non so come, ma io sopravvissi. L’unico segno che mi lasciò l’essere prosciugato di ogni forza, furono questi capelli bianchi. Ma per lungo tempo non osai più praticare magie, perché ne ero rimasto assuefatto, desideravo sentire il potere dentro me, come un ubriaco desidera bere. Ancora oggi faccio solo magie molto piccole, perché, anche se è terribile ammetterlo, non mi fido ancora di me stesso.

 -Tu non ti fidi di me stesso, ma gli altri sembrano fidarsi di te.

Wes scoppiò a ridere di gusto -Oh, mi tengono d’occhio, si fidano solo fino ad un certo punto. Il fatto è che gli sono troppo utile per questo non mi hanno scacciato.

Anna lo fissò sospettosa -Come fai dopo quello che hai passato a ridere e a scherzare sempre?

-Il fatto che io sembri felice non vuol dire che io lo sia.- controbattè lui.

-Sul mio mondo è stata scritta una storia su un pagliaccio, un attore che deve fare ridere la gente. Lui doveva entrare in scena ogni sera e trasformare le sue preoccupazioni e dolori in risate e sorrisi, nonostante fosse triste doveva apparire spensierato. Alla fine quando il dolore che teneva nascosto non ha potuto più essere trattenuto, in un momento di follia uccise la sua stessa moglie.

-Questa storia dovrebbe spaventarmi?

-No, dovrebbe metterti in guardia. Dovrebbe dirti che non devi nasconderti sempre dietro ad un sorriso per farti accettare dagli altri, perché hai paura che altrimenti ti volterebbero le spalle a causa del tuo passato.

Lui non rispose subito- Sei una delle poche persone che osa parlarmi di cose serie, lo sai? Qualunque cosa tu pensi, tu mi piaci davvero. Mi piace sentirmi dire le cose in modo diretto, e trovo terribilmente affascinante che nonostante la tua giovane età tu sia così saggia. Vorrei che tu provassi le stesse cose nei miei confronti, ma capisco che tu abbia paura di legarti a qualcuno in questo mondo di ci non ti fidi.

-In parte è così. Tu mi leggi le mente perciò sai che ho una terribile paura di restare intrappolata qui, ma questo è solo uno dei motivi che mi frenano dal legarmi a qualcuno, o a te in particolare …tu veramente hai un carattere troppo esuberante per me. Hai bisogno di una donna decisa, ma anche vivace che ti faccia ridere e scacci i cuoi pensieri che nascondi. Se la incontrerò, prometto che te la presenterò.

-Grazie. Credo proprio potremmo essere amici tu e io.

-Credo anch’io.

-Ora torniamo alla nostra lezione. Il potere del fuoco è dentro di te, ma la magia è qualcosa di diverso. Non si può imparare come la storia o la matematica. Semplicemente si cerca di metterla allo scoperto. La magia è come la notte, la prima volta che l’incontri.

-La notte?-commentò Anna dubbiosa.

-Un vuoto tenebroso, pullulante di forme. Piano piano i maghi imparano a convertire il buio in forme e colori. A vedere cose che la maggior parte delle persone non vede, e che tuttavia, sono nitide come il tuo stesso naso. Perché non c’è nulla al mondo che non abbia la sua parte di magia: anche una conchiglia vuota, un sasso, una foglia morta…tu le guardi e impari a vederle, e poi a usarle, e dopo un po’ non ricordi più di aver mai visto il mondo in modo diverso. Ogni cosa si connette a qualcos’altro. E ciò ti sembra logico e assolutamente normale.

-E dovrò imparare delle formule per agire sulla magia?

-Esatto. Ma le formule sono solo parole e le parole sono semplici suoni. L’incantesimo è il crogiolo in cui si forgia il metallo della magia, ma è il mago la componente essenziale di quel metallo.Tutti sono capaci di imparare le litanie e i gesti delle arti occulte, possono apprendere ogni sillaba e agitare le braccia in modo esatto, ma se non c’è in loro la magia non potranno mai compierla veramente. Altrimenti questo mondo brulicherebbe di maghi potentissimi, non ti pare?