Notte lieve piena di splendore,
chiama, senti, offrile il tuo cuore
Guarda gli occhi miei come in sogno ti vorrei
Non sarà la luce che davvero vuoi
La notte è dolce musica per noi
La compagnia dei musici di corte, stava ascoltando a turno la musica dal suo cd portatile.
Per iniziare aveva scelto un’aria dal Fantasma dell’Opera e sembravano apprezzarla. Anche Altair aveva voluto sentirla ed ne era rimasto affascinato, infatti aveva intenzione di cantarla davanti alla corte quella sera stessa.
-Questa melodia sembra raccontare una storia. L’uomo che sta cantando….sembra esserci un qualcosa di oscuro in lui…
-Hai ragione. Questa canzone fa parte di un musical.
-Musical?
- Un musical è ….come posso spiegarti….. Degli attori mettono in scena una storia, ma invece di parlare, cantano delle arie. Voi non avete teatri e attori qui?
-Credo di capire cosa intendi. Attore è una persona che davanti ad un pubblico racconta una storia, come un bardo?
-Più o meno, più che raccontarla la storia, la rendono viva impersonandone i personaggi.
-Ingegnoso! Noi non abbiamo attori ma abbiamo cantastorie, bardi, cantanti e musicisti. Comunque credo di aver capito cosa vuoi dire. Questa canzone quindi fa parte di una rappresentazione in cui questi attori impersonano dei personaggi che invece di parlare comunicano tra loro cantando?
-Sì. Più o meno. In particolare questa canzone fa parte del musical intitolato Fantasma dell’Opera, ed è cantata proprio dal protagonista della storia, il fantasma, un uomo che ha scelto di vivere da dolo nelle tenebre, perché il mondo lo ha troppo ferito. Quando conosce una bellissima cantante, Christine, se n’è innamora e cerca di convincerla a seguirlo nelle sue tenebre proprio con questa canzone.
-E la convince?.-
-Christine è combattuta, il fantasma è affascinante nonostante abbia il volto sfigurato, ma anche un altro uomo è innamorato di lei, un conte bello e solare. Lei li ama entrambi, ma ben presto scopre che il fantasma, dopo anni di reclusione, è diventato mentalmente instabile. E’ tremendamente geloso di lei e uccide anche diverse persone innocenti. Giungerà a rapirla, e la minaccerà di uccidere il suo amato conte e molta altra gente se non scapperà con lui. Lei accetta, e quel gesto d’amore e sacrificio farà capire al fantasma che ha sbagliato a volerla chiudere nelle tenebre, se veramente l’ama deva lasciarla vivere nella luce dove può essere felice, e così fa.- Anna conclude e si accorge che i musici l’hanno ascoltata con grande interesse.
Yilo, suonatore di uno strumento a corda piuttosto simile all’arpa del suo mondo, le chiese- E tutta questa storia è in musica?
-Sì.
-Affascinante.- esclamò estasiato e si mise a confabulare con i suoi compagni, per poi rivolgersi ad Altari -Signore, per stasera riusciremo senz’altro a riprodurre quest’aria, e presto tutta l’opera, è la cosa più bella e nuova che abbiamo mai sentito: una storia recitata in musica, affascinante.![]()
-Affascinante. – gli fecero coro gli altri musicisti.
-Affascinante.- disse Altair guardandola fisso negli occhi.
Anna si sentì arrossire imbarazzata e per cambiare discorso cercò Saiel con lo sguardo.
La fedele guardia li aveva seguiti e ora se ne stava immobile in un angolo della sala della musica.
-Vuoi sentire anche tu l’aria.?- gli chiese Anna.
-No, grazie. La sentirò comunque stasera.- disse con voce fredda Saiel.
Altair continuava a fissarla come un assetato che guarda un bicchiere d’acqua e Anna cercava di evitare i suoi occhi imbarazzata.
-Sarai affamata, abbiamo saltato il pranzo parlando di musica, vieni andiamo nelle cucine. Là troveremo sicuramente qualcosa da mettere sotto i denti.- le disse Altari.
Anna scattò in piedi allarmata. –Grazie, ma devo ancora vedere i pittori e sono proprio stanca, dopo vorrei riposare per essere in forze per stasera.- guardò verso i musicisti- Grazie per avermi voluto aiutare.
-Il piacere è stato nostro, speriamo vorrai continuare ad insegnarci nuova musica.
-Certamente. Saiel, andiamo. Arrivederci a tutti, a stasera. – e fuggì via il più in fretta possibile lasciando dietro di sè un esterefatto Altair.
**
Purtroppo per Anna il pomeriggio sembrò volare e le sembrava di essere appena tornata in camera, dopo aver mostrato ai maestri pittori le foto che aveva sul cellulare in modo che ne potessero fare dei ritratti, quando la porta si aprì ed entrò Roscel.
-E’ quasi ora di cena, e sono qua per aiutarvi a cambiarvi. Per i corridoi gira voce che stasera sostituirete il bardo e racconterete delle storie del vostro mondo, tutti sono molto eccitati.
Anna si lasciò vestire in un lungo abito di velluto verde, simile a quello che nel suo mondo indossavano le dame medievali. La gonna toccava terra e le maniche era strette fino al polso per poi allargarsi in modo da pendere abbondantemente dai polsi.
Non era molto scollato, ma sul torace e in vita era molto attillato. Per completare l’opera Rose le mise al collo una collana di pietre rosse e in vita una cintura fatta dello stesso materiale. I capelli scompigliati furono lasciati sciolti, e la cameriera le chiese infine se non volesse truccarsi un po’.
-Volete che lo faccia io, forse il trucco che usano le donne qui è diverso da quello usato da voi.
-Va bene.- disse Anna ormai non le importava più nulla, purché quella tortura finisse.
Rose estrasse varie boccette dal suo grembiule e iniziò a lavorare. Quando finalmente ebbe finito la fece voltare verso lo specchio.
Anna si guardò e per poco non si riconobbe. La sua carnagione di solito smorta, appariva di alabastro, le guance color pesca, le labbra di corallo -Questo non è trucco, questa è magia.
-No, sono trucchi magici.Voi non li avete? Qui tutte le dame li usano, siete bellissima signora, le farete tutte scomparire, loro sono tutte così uguali e voi con i vostri capelli ricci di un rosso così scuro e gli occhi di un verde qui mai visto, apparite esotica .
Anna non commentò, non voleva offendere la cameriera,che l’aveva resa così bella, ma non le importava molto del suo aspetto in quel momento.-Grazie Rose, ora sarà meglio che vada.
-Bene, anch’io sarò in sala dopocena per sentirvi. A dopo.
Anna, di nuovo sola, sospirò. Quando uscì Saiel la fissò serio -Se non volete mangiare, posso andar a dire che avete già cenato in camera.
Anna rimase sorpresa dal tatto dimostrato da quell’uomo che sembrava di pietra e gli sorrise. – Grazie, ma se non voglio morire prima o poi dovrò magiare. Prima lo accetterò meglio sarà. -inspirò e si mise più eretta -Mi puoi accompagnare alla sala da pranzo.
-Certo.- e Ana seguì Saiel lungo i corridoi. Ormai le sembrava di non fare altro che seguire quell’uomo, doveva iniziare ad osservare la strada che percorrevano o senza dil ui non avrebbe nemmeno ritrovato le sue stanze.
La sala da pranzo si rivelò essere un enorme camera con lunghe tavole apparecchiate sontuosamente ed illuminata da moltissime torce che facevano risplendere le posate d’oro.
Saiel l’accompagnò alla tavola centrale, occupata da Acaon, a capotavola, sua moglie una signora grassottela dai capelli biondorossicci, dai suoi figli più piccoli, Altair e altri nobili.
Anna salutò tutti e poi si sedette, mentre Saiel andò al tavolo riservato ai soldati.
Afeil, la madre di Lilis, Rews e Altair, la salutò cordialmente -Sono felice di fare la tua conoscenza Anna, i miei figli mi hanno parlato molto di te. Lilis è eccitata per la storia che le hai promesso e Altair ha detto che ci sono anche altre sorprese in serbo per stasera.
Altair, seduto alla destra di Anna le strizzò l’occhio- E’ inutile che insistiate madre, è una sorpresa e non vi dirò nulla.- disse sorridendo.
Lilis si agitava sulla sedia -Non vedo l’ora che arrivi il momento di passare nella sala grande.
Acaon la guardò severo -Ora sarà meglio che iniziamo a mangiare. Non è educato da parte tua importunare la nostra ospite.
Anna guardò sconsolata il suo piatto, le sembrò che qualcuno la fissasse da dietro, si voltò un attimo e vide Saiel che la guardava preoccupato.
Anna gli sorrise rassicurandolo e decisa afferrò le posate (simili a quelle cui era abituata per fortuna) e iniziò a mangiare. Niente rimpianti, si disse e trattenne le lacrime.
Altair doveva essersi accorto che qualcosa non andava -Tutto bene?- le chiese a bassa voce mentre anche gli altri commensali erano occupati a parlare tra loro. –Sì. tutto ok.-
Lui le sorrise sollevato.
Durante la cena, tutto il tavolo le fu presentato ma Anna nonostante annuisse sempre al momento giusto non si rendeva conto di nulla, nemmeno del sapore di quello che stava mangiando.
Inghiottiva e resisteva alla nausea, tutto qui.
Finalmente le portate finirono e Acaon si alzò dando il segnale di passare nella sala grande. Altair le si affiancò e la prese per il braccio -Siete molto bella stasera.- le disse.
-Grazie, merito della mia cameriera, è lei che mi ha truccato.
-No, non è il trucco siete voi ad essere bella, di una bellezza diversa dal solito. I vostri occhi sono verdi e anche marroni e le vostre ciglia e sopracciglia sono castane anche se i vostri capelli sono rossi. Non ho mai visto nulla di simile. Inoltre siete dell’altezza giusta per poggiare la testa sulla mia spalla.
La sala grande era una sala adiacente e uguale alla sala da pranzo, solo sgombra di tavoli, e occupata da sedie poste a semicerchio, che, come in un teatro, lasciavano spazio verso la parte di fondo, per attori o musicisti.
Acaon prese posto in prima fila con la sua famiglia, dietro di lui si sedettero i nobili, e in fondo la gente comune.
Altair fece entrare i musicist. i-Inizierò io, per rompere il ghiaccio.
-Grazie.-gli disse Anna di cuore.
Con un profondo inchino e un sorriso disinvolto, si rivolse al pubblico. Non dava alcun segno di insicurezza, era un attore nato. -Signore e signori, stesera ho l’onore di cantare una canzone d’amore insegnatami dalla nostra ospite.
La musica iniziò suadente e Altair cantò con una voce profonda e ricca di sentimento.Tutti l’ascoltavano rapiti.
Quando brami strane tentazioni
quando vuoi oscure sensazioni
nella notte senti immensi sogni ardenti,
notte lieve colma di splendore
chiama, senti, offrile il tuo cuore.
Guarda gli occhi miei
come in sogno ti vorrei
non sarà la luce che davvero vuoi
la notte è dolce musica per noi.
Chiudi gli occhi ed arrenditi adesso puoi
per salvarti i tuoi sogni infiammerò
chiudi gli occhi e il tuo angelo sarò
sensazioni dal tuo calice berrò.
Notte nera, che ti avvolge adesso
finalmente sei in mio possesso
vivi e capirai
nell’immenso volerai
se non hai confini, so che tu lo vuoi
la notte è dolce musica per noi.
Senti ormai la ragione tua fugge via
coi pensieri di un mondo non più tuo
volerò dove offenderci non può
con l’idea che forse in me ti avrò .
Altair la fissava negli occhi come se fosse cantando solo per lei, e la volesse attirare nella sua tela di note. I suoi capelli rossi, sembravano più scuri nella luce delle torce e gli occhi quasi neri, ricordandole il tenebroso Fantasma dell’Opera. Un brivido le percorse la schiena.
Folle scorre velenosa ebbrezza,
dammi, ama, prendi ogni carezza
resteremo qui, lascia nascere così
quell’immagine d’amore che tu vuoi
può tutto questa musica per noi.
Evochi mia musa se lo vuoi
sempre immensa musica per noi.
All’improvviso alle sue spalle apparve un nero cielo stellato, Anna sobbalzò spaventata, poi mentre Altair finiva la sua esibizione si sentì una risatina e in piedi vicino alla poltrona di Acaon vide l’Arcimago che batteva le mani assieme a tutto il pubblico.
-Bravo Altari, un ‘esecuzione toccante.- disse sorridendo.
Altair si inchinò accettando il complimento – Grazie, era l’aria ad essere bellissima. E grazie te per i tuoi effetti speciali. Questa canzone fa parte di una storia che va recitata cantando e i musici, insieme ai nostri cantanti, sperano di riuscire a metterla in scena in breve tempo.
La gente sentendo questo applaudì ancora più forte.
-Naturalmente, la nostra ospite, che l’ha già vista rappresentata nel suo mondo, ci dirà una mano per costumi e scene, e sono certo che lo spettacolo sarà indimenticabile. Forza Anna alzati e vieni qui, è soprattutto a te che vanno questi applausi.
Anna si alzò e lo raggiunse sentendosi il viso in fiamme. Anna farà questo, Anna farà quello, non avrebbe potuto chiedere la mia opinione prima di parlare? Certo era vero che voleva che i musici imparassero tute le canzoni del suo mondo che aveva sui cd, ma tuttavia si sentiva come una pedina senza volontà.
Facendosi forza, sorrise al pubblico che ora acclamava lei.
-Grazie.- disse sorridendo. Altair le portò una sedia, lei si sedette davanti al pubblico, mentre lui prese posto in prima fila accanto al padre.
-Mi è stato chiesto di raccontarvi stasera una storia del mio mondo. Ero molto indecisa, poiché conosco infinite storie, d’amore, di guerra, di dei ed eroi e di uomini comuni. Ma, visto che la richiesta veniva dalla piccola Lilis ho deciso per una fiaba che da secoli incanta le bambine del mio mondo, si intitola Cenerentola. C’era una volta in un regno lontano lontano una bimba rimasta senza madre…..-
Settembre 18, 2008 at 10:29 am
Bellissima la scelta di usare un brano del fantasma dell’opera.
Ti assicuro che più procedo nel leggere, più rimango presa dalla storia.
Ancora complimenti per il tuo talento. ^_^